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Quotidiano online Noi di Calabria
San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti. Tra magia, tradizioni e astronomia
di Patrizia Canino

Da millenni ha sempre suscitato fascino, magia e mistero la notte di San Lorenzo. Quella in cui si sta con il naso all’insù a vedere un cielo ricco di stelle cadenti. La notte, per antonomasia, dei desideri alla quale tutti, bambini, giovani e adulti affidano da secoli i propri sogni, le proprie speranze confidando nella magia delle stelle che tutto può far avverare.

Tra tradizioni, astronomia e storia, in molte parti del mondo, come anche in Italia, si organizzano per l’occasione feste, falò sulla spiaggia o, semplicemente, si cerca un posto lontano dalle luci artificiali delle metropoli, per ammirare la volta celeste alla ricerca di quella scia luminosa che tanto piace anche ai meno romantici.

A Firenze, ad esempio, si festeggia il santo che è uno de co-patroni della città del Giglio che lo ricorda con una serie di iniziative in piazza San Lorenzo, tra cerimonie religiose e feste popolari. Così come lo festeggiano altre località che portano il nome del santo martire. Ad esempio, nel piccolo comune laziale di Amaseno, ogni anno in occasione delle festività del 10 agosto, nella chiesa di Santa Maria Assunta, consacrata nel 1177, avviene un miracolo: la liquefazione del sangue di San Lorenzo.

A Catanzaro, da qualche giorno è stata inaugurata la storica Fiera di San Lorenzo che si tiene, nel quartiere Mater Domini della città capoluogo, e che da oltre duecento anni rappresenta l’appuntamento principale degli scambi e delle attività commerciali della provincia.

Ma senza voler togliere nulla di quel pizzico di magia e romanticismo che la notte di San Lorenzo regala a tutti i sognatori e romantici, si deve sapere  che quelle che definiamo “stelle cadenti” in realtà sono meteore e che è proprio il mese di agosto ad avere una concentrazione maggiore di questo fenomeno, dovuto in questo caso all’incontro con lo sciame meteorico delle Perseidi, la scia di detriti lasciata lungo il suo corso dalla cometa Swift-Tuttle. Un corpo celeste che torna regolarmente a incrociare l’orbita terrestre circa ogni 134 anni, secondo il calcolo effettuato dagli astronomi. L’ultima volta è accaduto nel 1992, il prossimo appuntamento è previsto per il 2126. Inoltre, i giorni di massima concentrazione di “stelle cadenti”, non è proprio il 10 agosto – come invece accaduto in passato e per diversi secoli per via del fenomeno noto come precessione degli equinozi - bensì  tra l’11 ed il 13 del mese fino ad arrivare, via via, al 20.

Per la tradizione cristiana la notte del 10 agosto è associata al santo di cui porta il nome, e le stelle cadenti ai tizzoni ardenti con cui fu trucidato sulla graticola nel 258 d.C. per volere dell’imperatore Valeriano. Non per nulla le stelle cadenti vengono chiamate anche “Lacrime di San Lorenzo”. Ma se si va a ritroso nei secoli, si viene a sapere che anche per gli antichi romani, greci e persiani, ad esempio, questa data è legata a leggende e tradizioni. Così, spulciando qua e là nella storia, per i greci, ad esempio, “si trattava di scintille o frammenti prodotti dal carro guidato da Fetone, il figlio di Febo che rubò il carro paterno e provocò danni e scompiglio fino a che Zeus non si vide costretto a fulminarlo. A Sparta invece si affidava la deposizione dei monarchi al passaggio delle stelle cadenti: ogni nove anni il re veniva sottoposto al giudizio celeste, e il passaggio di una stella cadente rappresentava un segnale da parte degli dei, che determinava la fine del suo regno”. O ancora, “nell’antica Persia per lo zoroastrismo rappresentavano streghe e demoni in fuga, portatrici di sventura che dovevano essere ciclicamente sconfitte da un potere rappresentato dalla stella Sirio”. Andando ancora più lontano, verso Levante, simile ad altre è la tradizione cinese, i cui astronomi, tra i primi ad osservare seriamente proprio le Perseidi, ritenevano che le stelle cadenti fossero un segnale nefasto e di prossima sventura". Per i Romani, infine, “tutto il mese di agosto - dedicato all’imperatore augusto - era un periodo di celebrazioni. E nei giorni del picco delle Perseidi era usanza celebrare processioni dedicate a Priapo, dio della fertilità (in particolare quella maschile), durante le quali veniva portato in trionfo il membro maschile della divinità che rendeva fertile la terra dei campi da coltivare”.

Con l’avvento del Cristianesimo, molte feste pagane sono state adattate e le celebrazioni attribuite, nella maggior parte, ai santi cristiani. Proprio come nel caso del 10 agosto con San Lorenzo, diacono di Roma e patrono di diaconi, cuochi, librai, bibliotecari, pasticcieri, vermicellai, pompieri, rosticcieri e lavoratori del vetro.

In fin dei conti, qualunque sia la legenda, la storia o la tradizione ad essa legata, la notte delle stelle cadenti non è una notte come tante…è una notte speciale, fantastica, che ci permette di pensare, riflettere, tornare al passato, esprimere desideri, innamorarsi...


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