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Quotidiano online Noi di Calabria
“Incanto di Venere”, esaltazione del valore femminile
di Grazia Candido

REGGIO CALABRIA - Se le avesse sentite lo scrittore Ernest Hemingway avrebbe sicuramente detto che “il loro talento è così naturale come il disegno tracciato dalla polvere sulle ali di una farfalla”. E non avrebbe sbagliato perché le Incanto  sono un quartetto italiano formato nel 2010 da Rossella Ruini, Laura Celletti, Francesca Romana Tiddi e Claudia Coticelli, splendidi soprani di formazione classica ed evoluzione pop-crossover che, dopo aver iniziato a cantare insieme come componenti del Div4s, esibendosi al fianco di grandi artisti come Michael Bolton, Seal, James Blunt, Mick Hucknall, Josè Carreras e tanti altri, hanno deciso di unire le loro voci al “Venere Ensemble” (le straordinarie musiciste Marta Cosaro alla viola, Zita Mucsi al violino, Rossella Zampiron al violoncello, Claudia Agostini al pianoforte) creando un travolgente spettacolo fatto dalla simbiosi di musica classica e musica leggera.  Insieme alle due soprano Claudia Coticelli e Laura Celletti, prima dello show inserito nel prestigioso cartellone artistico di CatonaTeatro della Polis Cultura, cerchiamo di carpire qualche segreto su questa unione ma anche le novità per il futuro del quartetto. 

Come è nato il vostro sodalizio artistico?
Claudia: “Ci siamo conosciute nel 2010 per un progetto musicale e poi, si è trasformato diventando un grande amore e una grande amicizia tra donne che hanno voluto  coniugare il mondo del classico con il mondo del pop rendendo un po’ più sinfonico il mondo del pop e un po’ più fruibile il mondo del classico”.
Laura: “La cosa bella è che i nostri caratteri si completano ormai come le nostre timbriche vocali e tutto questo nasce da una intesa tra persone, donne prima ancora che artiste”.

Vedere sul palco tutta questa femminilità è inusuale e lo è ancor di più, vedere il vostro grande affiatamento.
Claudia: “E’ una formazione tutta al femminile per esaltare il valore delle donne. Non è una cosa semplice ma, oggi, possiamo dire di essere riuscite a dimostrare che le donne sanno lavorare bene insieme. Certo, studiamo tanto  per amalgamare i due generi musicali diversi tra di loro come diverse siamo noi quattro. Il risultato di tanti anni di formazione insieme è questo:  quattro personalità e quattro vocalità differenti che si sposano completamente bene”.
Laura: “L’amore e la passione comune per la musica ci ha unito e ci ha portato a questa realtà. Ma alla base, c’è anche il grande rispetto che ci unisce l’una all’altra”. 

Riuscite ad attraversare più stili grazie al crossover e questo è, sicuramente, la vostra forza e la base per il vostro nuovo progetto. 
Claudia: “Il nostro ultimo progetto “Eclettica” fa riferimento alla nostra volontà di fare più stili ma anche ad una dote tipicamente femminile di poter essere più cose insieme. Le voci sono diverse e tanti sono i pezzi che ci vengono richiesti ma dobbiamo cercare il nostro timbro. Lavorare in gruppo non è come il lavoro del solista: devi  rispettare il tuo spazio senza mai invadere quello degli altri. Noi cerchiamo di omologarci mantenendo le nostre caratteristiche”. 
Laura: ““Eclettica sottolinea l’anima del nostro gruppo, partiamo dal classico per abbracciare il pop anche se, in quest’ultimo anno, ci siamo unite ad altri generi. Eclettica rappresenta questo insieme di generi musicali”. 

Ma siete volute andare oltre, aggiungendo il quartetto “Venere Ensemble”. Come fate a mantenere questa unione in scena e nella vita?
Claudia: “Pensare oggi, ad un progetto di quattro donne non è facile, i momenti no li abbiamo avuti anche noi ma questi ci hanno rafforzato. Siamo state anche molto fortunate perché è partito tutto come un progetto lavorativo per poi farci riscoprire grandi amiche. Noi diciamo di andare in vacanza quando andiamo a lavorare e andiamo a lavorare quando torniamo a casa. Con “Venere Ensemble” abbiamo suggellato il nostro progetto d’amore per la femminilità con quattro bellissime e bravissime musiciste con le quali ci troviamo bene”.
Laura: “Veniamo tutte da un background prettamente classico, adoriamo il bel canto, la tradizione lirica e la musica. E l’Incanto di Venere è tutto questo”.

Studio, talento, unione tra forze ma anche tanto ricerca. Vi va di lasciare un messaggio ai giovani calabresi?
Claudia: “Studiamo la trasformabilità dei brani perché sulla carta, può funzionare ma nella realtà, devi fare i conti con le voci, col ritmo e non sempre riesci a creare quello che già c’è in testa. Bisogna riconoscere le proprie potenzialità e, quando le hai riconosciute, hai una marcia in più per poter essere sereno, vivere senza rivalità. Io sono una grande “copiona” dei talenti altrui, vedo questa cosa come una possibilità per crescere, per migliorarmi”.
Laura: “Se il brano non rispetta certi canoni viene inevitabilmente cassato. Una linea che secondo me, va seguita anche nella vita: non bisogna fare ciò che non ci rende felici o che vogliono gli altri. Dobbiamo rispettare noi stessi facendo quello che desideriamo e che siamo in grado di fare. La vita non è trovare se stessi. La vita è creare se stessi”.


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