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Quotidiano online Noi di Calabria
Lettere a Noi di Calabria: «A Vibo cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa»
di Redazione .

A Vibo cambiano i suonatori ma la musica rimane sempre la stessa, quella che ha snaturato un Comune una volta modello di civiltà e progresso e oggi precipitato in un degrado economico e culturale a quanto pare inarrestabile. L’ultima perla, frutto di preoccupante approssimazione e per certi versi profonda incompetenza, è l’Ordinanza n.9 del 6/08/2019 con cui, a causa dell’attività della Meridionale Petroli, viene fortemente limitata la fruizione di uno dei tratti più accoglienti dal punto di vista turistico e balneare della costa della nostra città, su cui insistono rinomate strutture ricettive che imprenditori hanno nel tempo realizzato con importanti investimenti economici e pregevole spirito di attaccamento al territorio, dimostrando nei fatti la «Vibonesità» di cui tanti invece si riempiono solo la bocca.
 Mentre si pensa da una parte di istituire, giustamente, la Tassa di Soggiorno per risanare le casse del Comune fortemente compromesse da dissennati espedienti del passato recente e meno recente promossi da amministratori ancora oggi purtroppo impegnati in posizioni di rilievo, dall’altra si allontanano i turisti con provvedimenti imbarazzanti oltre che penalizzanti. 
Sorprende infatti, come nella riunione tenutasi in Prefettura il 25/07/2019 si sia consentito alla Meridionale Petroli di “completare, presumibilmente entro il mese di ottobre 2019, l’implementazione delle misure protettive e/o organizzative al fine di contenere le curve di danno all’interno del perimetro del deposito costiero”, praticamente a stagione turistica terminata e quindi così compromessa! 
Praticamente si è permesso ad un’azienda che tra l’altro incide nell’economia del territorio in una misura del tutto irrilevante, di usufruire degli spazi pubblici prospicienti, fuori dalla propria concessione e a danno della comunità intera, quando, in attesa del completamento delle implementazioni definitive, sarebbe bastato, per evitarlo, imporre una immediata riduzione del carburante stoccato, sufficiente per contenere le aree di danno all’interno del deposito. 
Rimane comunque il fatto che una decisione radicale prima o poi, anzi meglio prima che poi, vada presa, perché il Deposito Costiero della Meridionale Petroli mal si concilia con la vocazione turistica dell’area in questione. Nei giorni scorsi una lucida e assolutamente condivisibile analisi su questa testata stigmatizzava l’assenza di una visione per il nostro territorio, purtroppo ancora non si intravede all’orizzonte nulla di nuovo in questa direzione.

Guido Nardo

 


 


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