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Quotidiano online Noi di Calabria
Sabato sera Salvini a Soverato
di Raffaele Nisticò

CATANZARO - Non si preannuncia un sabato tranquillo a Soverato, anche se nelle intenzioni di tutti è che la serata trascorra liscia e senza incidenti. Di certo, lo sbandierato arrivo di Matteo Salvini in riva allo Ionio nel prosieguo del suo tour su spiaggia, giunge in un momento particolarmente caldo, all’indomani dell’annuncio della crisi del governo giallo-verde. Perché anche sulle ali della  peculiare situazione politica, due fazioni opposte che per il momento si fronteggiano sui social e sui normali mezzi di comunicazione. D’altra parte, che Salvini sia di per sé un fattore divisivo è risaputo, e l’ultima dimostrazione diretta, personalmente monitorata, si è avuta il 9 maggio scorso con il suo comizio in piazza Prefettura a Catanzaro. Di quel pomeriggio i catanzaresi ricordano l’imponente schieramento di polizia, carabinieri e finanza a protezione dell’allora ministro degli Interni (lo è ancora oggi, naturalmente), la costante opposizione a margine della piazza di un nutrito gruppo di  contestatori (i famosi “moscerini rossi” ipse dixit), la fioritura di lenzuola con slogan antisalvinisti sui balconi di tutta la città.

Proprio da questa lenzuolata ha tratto ispirazione Giuseppe Brugnano, Segretario Nazionale dell’Fsp Polizia, che ha annunciato l’esposizione di un centinaio di striscioni pro Salvini in coincidenza dell’arrivo del capo della Lega. In verità Brugnano lo aveva giustificato ponendola sull’istituzionale: Salvini è il ministro degli Interni, è giusto che in quanto tale venga salutato. Il precipitare degli eventi ha per forza di cose modificato l’impostazione iniziale, considerato che in questo momento, più che mai, e al di là di ogni ragionevole dubbio, Salvini si identifica come capo partito che capo del Viminale. Sull’altro filo del web, salgono di numero e di intensità i post sulla pagina "mai con Salvini”: in centinaia hanno condiviso il post originario dedicato alla visita di Salvini: «Se pensa di poter fare il suo comizio nella nostra terra senza contradditorio si sbaglia. Saremo in piazza come nel maggio scorso a Catanzaro. Vogliamo dimostrare che esiste un'opposizione dal basso che è contro il Decreto Sicurezza bis, contro l'autonomia differenziata che danneggia ancora di più la condizione del nostro sud a beneficio del settentrione, ciliegina sulla torta di anni di insulti leghisti ai meridionali, contro la folle legge sulla legittima difesa, contro il sessista decreto Pillon, contro la guerra fra poveri alimentata dal governo.

Contro l'insopportabile e boriosa narrazione salviniana la cui aggressività e insensatezza ormai pervade tutti i canali dell'informazione. Per queste e altre ragioni saremo in piazza per ribadire che esiste un’idea altra di società, fondata sulla giustizia sociale, la solidarietà, l’uguaglianza. Un’idea che è l’antitesi delle attuali scelte governative Invitiamo perciò singoli cittadini, realtà politiche, sindacati e associazioni ad unirsi a noi. Portate con voi cartelloni, magliette, striscioni, giubbotti di salvataggio arancioni e caschetti gialli e qualsiasi altro mezzo che possa servire a contestare il ministro. Appuntamento alle 17 a Via Milone (parallela Via Cassiodoro).                                                                                                      

Rispetto a siffatte intenzioni, Brugnano non demorde: «A Soverato incontreremo Matteo Salvini con la correttezza istituzionale che si addice all’arrivo di un Ministro dell’Interno. Le lenzuola? La nostra una provocazione per dare un messaggio ben chiaro: lasciamo le pagliacciate ai pagliacci, noi abbiamo ben altro a cui pensare e per cui lavorare». Sembrerebbero parole di Salvini, autorevolmente confermate nell’ultima conferenza stampa dal presidente del Consiglio Conte nel ricordare le altrui performance marinare. 


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