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Quotidiano online Noi di Calabria
La grande bellezza…
di Ennio Stamile

In questa infuocata domenica di agosto, dove il caldo umido non sembra lasciare tregua a nessuno, intendo fare il punto sulla bellezza. Anzi, sulla “grande bellezza”. Qualcuno obbietterà che oggi è quanto mai difficile parlare di bellezza, soprattutto in un momento di crisi politico – istituzionale, nel quale non sono pochi coloro che cercando di interpretare l’impegno politico, storpiano il fascino di “quell’alta ed esigente forma di carità” (Paolo VI), intesa nel suo senso più pieno e profondo. Sono costretto a ribadire, a tal proposito, che la politica non è in crisi, né può esserlo se la intendiamo nel suo senso sopra descritto. Ad essere profondamente in crisi sono coloro che scelgono di scendere nell’agone politico e non sono in grado di interpretarla. Prova ne è il nostro Ministro dell’Interno Matteo Salvini che, da quando ha fatto la sua scalata al potere della Lega Nord, un partito che da trent’anni governa in Italia, a volte a livello centrale spesso a livello regionale e locale, ha dimostrato di non avere mai avuto il senso delle Istituzioni e della misura. Sono diverse le farneticanti idiozie del Ministro,  che chiede “pieni poteri” agli italiani e che pretende di sostituirsi a tutte le massime cariche dello Stato, quando vorrebbe imporre i termini della crisi di governo e della conseguente consultazione elettorale.

Non credo sia superfluo ricordare ai lettori che la crisi che il governo Italiano sta attraversando, è stata dallo stesso Ministro innescata per mero calcolo elettorale, perché alla “prova del nove” della prossima finanziaria di ottobre, il governo comunque sarebbe sprofondato nel baratro delle false promesse impossibili da mantenere. Facendo bene i conti, dunque, meglio avviare una campagna elettorale, peraltro mai terminata dall’inizio di questa legislatura, che passerà alla storia come quella più litigiosa, demagogica, inconcludente e mendace della Repubblica. Basti qui ricordare le parole del Primo Ministro Conte che a febbraio scorso affermava che “il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo”. Non voglio neanche pensare alle nefaste conseguenze se avesse detto che sarebbe stato brutto. Dinanzi a questo scempio, che uomini come Salvini fanno della Politica, oso parlare di “una grande bellezza” dalla quale siamo circondati, che tanti giovani calabresi ci fanno gustare attraverso le attività del volontariato, com’è successo nella Città di Cetraro dove continuo a risiedere. Le voyage du beurre de Karitè, cosi s’intitolava l’evento promosso dall’Organizzazione di volontariato “San Benedetto Abate” che da circa quindici anni si occupa di cultura e di solidarietà in Africa ed in Calabria. I giovani volontari hanno condotto per mano i tantissimi presenti, sullo splendido scenario del lungo mare, messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale cetrarese guidata dal Sindaco Angelo Aita, accompagnandoli attraverso immagini e video in un viaggio reale che dai villaggi Peuls del Centro Nord del Benin, dove si produce questo burro tanto ricercato in cosmesi, sono giunti in Calabria, dove professionisti della Macrofarm, uno spin-off creato da giovani laureati presso l’Università della Calabria, nato anche per la forte volontà di diffondere nel mercato conoscenze e competenze acquisite da expertise in anni di esperienza accademica, lo hanno trasformato in burro corpo e crema viso.

A presentare i prodotti, che hanno riscosso grande successo, oltre al Dr. Giuseppe Pulitano, technical e sales maneger Macrofarm, hanno contribuito anche medici dello spessore professionale del Prof. Eugenio Provenzano, primario dermatologo Asp Cosenza Ospedale Mariano Santo. Il viaggio si è poi anche tinto di pregiate e coloratissime stoffe africane, che le sapienti re giovani mani di Marianne Cometa,  hanno saputo modellare  a mo’ di abiti serali e non, in 11 giovani e giovanissimi modelli e modelle che si sono prestati alla sfilata artisticamente truccati per l’occasione da Graziella Salineto, con le acconciature di Stefania Occhiuzzi. Una grande bellezza, appunto, perché si è toccato con mano il frutto dell’intreccio tra cultura, solidarietà e capacità di intercettare le risorse professionali e non della nostra sempre più martoriata Terra. Non è forse questo anche uno dei compiti della politica? Riuscire a coniugare professionalità e volontariato, cultura e solidarietà, gratuità ed impegno per il bene comune, accoglienza ed integrazione? Non è forse questa una grande bellezza?
 


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