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Vibo Marina, via Vespucci: l’ordinanza e quel deposito costiero non in sicurezza
di Redazione .

VIBO VALENTIA - Un’ordinanza sindacale che trova la sua ragione nel Piano di emergenza esterno, predisposto l’8 febbraio del 2018 dalla Prefettura di Vibo Valentia, relativo al deposito costiero di Vibo Marina gestito dalla Meridionali Petroli Srl. 
Dal 6 agosto scorso, quindi, l’attuale amministrazione comunale ha deciso di limitare fortemente la sosta in via Amerigo Vespucci, la grande strada che costeggia una delle spiagge più frequentate del litorale comunale: il parcheggio delle auto è pertanto consentito, a lisca di pesce, soltanto fronte mare, nel lato opposto è stato totalmente inibito. Va da sé che tale decisione ha ridotto sensibilmente la possibilità di poter parcheggiare e, dunque, ha diminuito altrettanto fortemente la presenza di turisti in quella parte di litorale. Ai più tale scelta è sembrata decisamente discutibile, in quanto assunta inspiegabilmente in piena estate provocando, di fatto, un danno economico e di immagine del territorio. 

Lo abbiamo detto, lo ripetiamo: l’ordinanza firmata dal sindaco Maria Limardo è stata redatta al fine di rispettare il Piano di emergenza della Prefettura in caso di incidente presso lo stabilimento della Meridionali Petroli di Vibo Marina. Eppure, mentre da un lato il Comune ha deciso di dare seguito alle misure di emergenza previste all’interno del documento prefettizio, dall’altro lo stesso deposito costiero della vicina frazione non risulta ancora oggi a norma di sicurezza. Tradotto: la società non ha dato seguito alle indicazioni e alle sollecitazioni giunte da più parti.   
I vertici della Meridionali Petroli, infatti, da tempo vengono invitati a mettere in regime di massima sicurezza proprio lo stabilimento di Vibo Marina, ragione per cui, come già ampiamente detto, è stato redatto il Piano in questione e, per «tutelare la pubblica incolumità», è stata in questi ultimi giorni rivista la circolazione in via Vespucci da parte dell’esecutivo Limardo. 

In merito esiste un folto carteggio: Prefettura, Comune di Vibo Valentia, Regione Calabria, Vigili del Fuoco, hanno scritto  più e più volte alla società, per invitarla ad adottare «ulteriori sistemi e procedure, al fine di mitigare gli effetti e limitare al minimo i danni da un eventuale incidente». 
A fine luglio dello scorso anno, ad esempio, l’allora sindaco Elio Costa scrisse nuovamente alla Meridionali Petroli (dopo averlo fatto già il 6 aprile del 2018 e il 16 luglio sempre del 2018, per invitare ancora una volta la società a mettere in atto tutti gli interventi e le misure di prevenzione del rischio e di mitigazione degli impatti), specificando, tra l’altro, che il comando provinciale dei Vigili del Fuoco, in una apposita relazione, ha prescritto «delle soluzioni tecniche specifiche per l’aumento dei livelli di sicurezza che allo stato non sono state ancora realizzate».  
E ancora: la relazione prodotta dal gruppo di lavoro nominato dal Comitato tecnico regionale (Ctr), peraltro citata nella stessa ordinanza sindacale della LImardo, ha stabilito «due prescrizioni alternative in merito alla pubblica fruibilità del territorio circostante allo stabilimento Meridionali Petroli: il divieto dell’uso degli arenili contigui o l’implementazione di ulteriori misure protettive, al fine di contenere le curve di danno all’interno del perimetro del deposito costiero». Chiudere, tuttavia, gli arenili sarebbe stata comunque una follia in un territorio che vive esclusivamente di turismo balneare, il buonsenso avrebbe invece suggerito di fare accelerare la messa in regola dello stabilimento. Ma nulla di tutto ciò è ancora stato fatto.

Ma la storia non finisce qui: addirittura l’8 marzo di quest’anno il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria ha indirizzato una articolata lettera alla Meridionali Petroli, con allegate anche tutte le prescrizioni e le raccomandazioni recepite dalla Regione all’esito dell’ispezione svolta all’interno dello stabilimento di Vibo Marina, per sollecitare la realizzazione di specifiche misure di sicurezza in caso di incidente. Nel testo della missiva, tra l’altro, si legge: «Si diffida il gestore dello stabilimento della Meridionali Petroli a porre in atto, entro e non oltre 60 giorni dalla data di comunicazione della presente, tutte le misure necessarie per adempiere alle prescrizioni, invitandolo nel contempo ad ottemperare alle raccomandazioni. Perdurando l’inottemperanza -  si legge sempre nella missiva -  si procederà a sospendere l’attività dello stabilimento per il tempo necessario ad attuare quanto prescritto». Il tempo è, tuttavia, scaduto lo scorso 8 maggio e nessuna misura è stata adottata contro la società da parte della Regione Calabria. Lo stabilimento è in funzione.

Infine, nella riunione del 25 luglio scorso in Prefettura, di cui si fa  riferimento nell’ordinanza sindacale, il delegato della Meridionali Petroli ha dichiarato che sono in corso «l’implementazione di ulteriori misure protettive e organizzative, al fine di contenere le curve di danno all’interno del perimetro del deposito costiero e che le stesse si concluderanno presumibilmente entro la fine del prossimo mese di ottobre». 
Fine della storia. Una apologia, dunque, che ha visto diversi inviti e solleciti alla Meridionali Petroli, per mettere in atto diverse misure di sicurezza. Tuttavia, ad oggi, nulla sembra essere stato fatto. Tranne  -  lo ricordiamo - inibire il parcheggio in buona parte di via Vespucci. 


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