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Quotidiano online Noi di Calabria
Shapiro e Vandelli con “Love & Peace” stregano CatonaTeatro
di Grazia Candido

Insieme sono una forza della natura ma anche singolarmente sono due “bombe” di pura energia e simpatia. Maurizio Vandelli e Shel Shapiro, protagonisti ieri sera del “Love & Peace” tour, evento inserito nella stagione artistica del festival CatonaTeatro, conquistano una gremita arena “Neri” riportando adulti e ragazzi tra i suoni e le parole di quella musica intramontabile degli anni ‘60. Strepitosi artisti e grandi “rivali” al tempo in cui Maurizio era l’ex vocalist dell’Equipe ’84 mentre Shel  il leader dei Rokes, oggi sono due figure complementari, una coppia artistica rodata.

Partiamo dal nome del tour “Love & Peace”, un viaggio nel passato che sta registrando ovunque sold-out.
Shel: “Io sono qui per caso perché mi ha detto se volevo venire a fare una roba con lui questa sera. Ma c’è qualcosa da bere? Ho una sete” – ride sfoderando il suo inconfondibile accento britannico. “Love and peace” richiama la nostra storia, dagli ideali del pacifismo al flower power, ma è anche un messaggio importante di attualità: adesso, c’è davvero bisogno di offrire segni di solidità, senza fare alcuna retorica”.
Maurizio: “Questa sera, ci saranno tanti brani che faranno cantare la gente, l’80% delle canzoni li riporteranno indietro nel tempo ma non posso svelare altro perché il concerto va visto e basta”. 

Si è parlato molto della vostra “rivalità” artistica. Oggi, però, siete diventati grandi amici e si vede. 
Shel: “Non siamo affatto amici, io non lo sopporto però, per esigenze commerciali  facciamo finta di esserlo”.
Maurizio: “Confermo, noi ci vediamo sul palco poi, non ci vediamo proprio”.
Ma qual è il segreto del vostro successo? Gli anni passano ma riuscite sempre a conquistare varie generazioni. 
Shel: “Il segreto è l’energia , la speranza di recuperare il passato  che non è possibile. Però, la malinconia del passato, il pensiero di poter eventualmente ritrovarsi è una calamita ed è quello che ci tiene uniti in qualche modo”. 
Maurizio: “A sapere il segreto te lo direi. La calamita di cui parla Shel non l’ho tanta capita ma sembra una cosa simpatica”.

Questa sera, ci saranno tanti ragazzi che, insieme a voi, rifaranno un viaggio sulla macchina del tempo. Volete dirgli qualcosa?
Maurizio: “Non sono bravo a dare consigli, è  più bravo lui però, i ragazzi scopriranno che la maggior parte dei testi delle canzoni che canteremo, scritte  50 anni fa, sono di un attuale incredibile. Bisogna fare qualcosa perché non ci siamo spostati di un passo dai problemi che ci sono sempre stati”.
Shel: “E’ la prima volta che mi dice che sono più bravo di lui – e ride sotto i bassi –  Siamo preoccupati per questo Paese come lo eravamo 50 anni fa”.

Tornando indietro nel tempo, cosa cambiereste del vostro percorso?
Maurizio: “Rifarei le stesse identiche cose, avrei avuto le stesse identiche donne, avrei mia moglie, mio figlio, perché questa vita, tirando le somme, è stata straordinaria”. 
Shel: “Difendere il passato è una stupidata incredibile ma se potessi tornare indietro, rifarei tutto in un modo diverso così uno vive due vite”. 

Vi hanno definito i due “eterni ragazzi” perché sul palco riuscite a tirare fuori un’energia travolgente. 
Maurizio:  “Sulla parola eterna avrei da dire ma sui ragazzi sono perfettamente d’accordo perché siamo una comica. Quando dobbiamo discutere di qualche cosa, ci divertiamo come dei pazzi, ci punzecchiamo a vicenda. In realtà, essere ragazzi è abbastanza facile, basta sapersi prendere”.
Shel: “Diciamo che sopporto bene il ragazzo. In questo Paese, bisogna aprire gli occhi e avere il coraggio di affrontare la verità”.

E come è questo Paese oggi?
Shel: “Lo sai meglio di me. Love and peace è l’opposto di odio e guerra quello che non dovrebbe esserci in nessun Paese del mondo. Ci sono troppe brutture, tante barbarie e poca umanità”.
Maurizio: “Bisogna mandare avanti Shel a vedere se cambia qualcosa in Italia. Lui è tragico, io invece sono sempre stato ottimista: anche sulla politica ho sempre pensato “questa è la volta buona che non ci fregano” e, invece, non ci azzecco mai”. 

Ma in questa arena “Neri” di brutture non ce ne sono. O sbaglio?
Maurizio: “Questa arena è fantastica, molto bella. E’ uno scenario unico al Sud”.
Shel: “E’ una struttura bellissima e anche molto inusuale. E’ difficile trovare una struttura come questa in qualunque parte di Italia anche se mi ricorda vagamente la Versiliana con un palco imponente dove puoi fare ed inventare di tutto persino ospitare un circo” – schiaccia l’occhio all’amico, ci sorride mostrando orgogliosamente le sue rughe sul viso che hanno tutte un prezioso valore e chiude prima di salire sul palco: “Siete fortunati ad avere professionisti che amano la musica, il teatro, l’arte come l’amiamo noi, incondizionatamente”.

Foto: Aldo Antonio Fiorenza


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