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Quotidiano online Noi di Calabria
Mirabello e 6 sindaci cosentini: primarie nel Pd
di Redazione .

COSENZA – Dopo gli interventi dei giorni scorsi attraverso cui i primi cittadini di Luzzi, Acri e Arena chiedevano la celebrazione delle primarie al Pd nazionale, scendo in campo altri sei sindaci e un consigliere regionale, Michele Mirabello. I sindaci sono tutti della Pre-Sila cosentina e della Sila stessa: Giuseppe Belcastro (San Giovanni in Fiore), Antonio Falcone (Celico), Salvatore Monaco (Spezzano Sila), Nuccio Martire (Casali del Manco), Antonio Muto (Pietrafitta) e Alessandro Porco (Aprigliano). Dopo le ultime dichiarazioni del responsabile Mezzogiorno Nicola Oddati, in sindaci della Pre Sila spiegano: «Non si può affermare che la Giunta Oliverio ha lavorato bene e che allo stesso tempo c'è bisogno di un rinnovamento della proposta politica. Così come è incomprensibile la cancellazione di ogni coinvolgimento dei circoli, del territorio e dei calabresi nella scelta del nostro candidato Presidente. Da sindaci ogni giorno siamo in trincea insieme ai cittadini per dare risposte concrete ai loro problemi e siamo sicuri di interpretare il loro pensiero affermando che operazioni di vertice e di corrente saranno sonoramente respinte dai calabresi. Occorre convocare immediatamente le primarie per la selezione del nostro candidato Presidente alle prossime elezioni regionali della Calabria».

A far loro eco, il primo cittadino Belcastro, di San Giovanni in Fiore, che aggiunge: «Siano i calabresi a scegliere il loro candidato alla presidenza della Regione. Non esiste alcun motivo plausibile per chiedere al presidente Mario Oliverio di non ricandidarsi alle prossime elezioni regionali. Non capisco le dichiarazioni palesemente contraddittorie e irrispettose rilasciate negli ultimi giorni dal responsabile nazionale del Pd per il Mezzogiorno Nicola Oddati e dallo stesso segretario Zingaretti che, da un lato apprezzano il buon governo di Oliverio e, dall’altro, contraddicendo il diritto di autodeterminazione delle popolazioni e dei circoli in procinto di affrontare le elezioni regionali, sostengono la necessità di una discontinuità rispetto al passato». Anche Belcastro, in conclusione, chiede le primarie.

Stesso percorso che vede impegnato il consigliere regionale Mirabello: «La discussione che si sta sviluppando nel Partito democratico intorno alle prossime elezioni regionali preoccupa per il ruolo marginale in cui sembrerebbero relegati i gruppi dirigenti e l'intero corpo del partito calabrese in tutte le sue articolazioni. Già alla riunione di Lamezia Terme, davanti a Stefano Graziano e Nicola Oddati ho sentito il dovere di evidenziare che la discussione sulla scelta del candidato alla carica di Governatore non potesse e non dovesse essere limitata ad un, seppur autorevole, tavolo degli 'eletti' dal sapore verticistico ed autoreferenziale, ma andasse estesa all'ampia platea del partito ed arricchita di contenuti e dibattiti che ponessero in valutazione i trascorsi cinque anni di esperienza del centrosinistra alla guida della regione. Un dibattito animato semplicisticamente da uno scontro devastante fra chi ripropone Oliverio e chi lo vorrebbe superare, senza mettere in campo al momento alternative, rischia di lacerare profondamente il partito rendendo vane proprio quelle ipotesi di ricerca dell'unità di cui si fa tanto parlare. In questo quadro, peraltro, preoccupa lo stato di totale impotenza del partito calabrese, impossibilitato ad autodeterminarsi come lo stesso segretario nazionale Zingaretti aveva inizialmente auspicato. Inutile girarci intorno - conclude Mirabello - messa così rimane un unico metodo in grado di garantire unità e condivisione, le primarie. Ci sono in effetti i tempi e le condizioni per promuovere una fase di leale e costruttivo confronto, che vada al merito delle questioni ed affidi la guida della colazione del centrosinistra all'uomo ed al progetto politico maggiormente in grado di riscuotere maggiore consenso su idee e programmi per la Calabria».


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