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Quotidiano online Noi di Calabria
Castorina: dibattito surreale sull’aeroporto dello Stretto, spinto da motivi ideologici o strumentali
di Domenico Grillone

«Dibattito surreale sull’aeroporto dello Stretto. Probabilmente spinto da motivi ideologici o strumentali». E’ la prima riflessione del capogruppo del Pd al Comune e consigliere metropolitano delegato al Bilancio, Nino Castorina, sulla questione dell’aeroporto Tito Minniti, nel corso della conferenza stampa promossa dall’associazione Sempre Avanti, considerata la parte riformista del Pd, assieme a Francesco Danisi, tesoriere nazionale del movimento giovanile del Pd, Cettina Foti, componente dell’assemblea nazionale del Pd con il gruppo Sempre Avanti ed assessore di Montebello Ionico, e Luca Gaetano, vice sindaco di San Ferdinando,

Ed i fatti sono evidenti: da una parte, all’interno del centrodestra, Fratelli d’Italia rimprovera tramite il suo coordinatore cittadino, Massimo Ripepi, l’utilizzo dei 25 milioni di euro che il Governo ha stanziato per l’aeroporto. Stanziamento definito inutile per la programmazione delle opere, considerate poco efficaci per un effettivo rilancio dello scalo reggino ma definito grazie all’emendamento portato avanti dall’onorevole Francesco Cannizzaro di Forza Italia e che poi ha permesso l’utilizzo delle risorse stesse, già stanziate dal Cipe. Dall’altra il viceministro Castelli del Movimento 5 stelle che plaude ufficialmente all’emendamento cosiddetto «Cannizzaro» ed alle schede tecniche già elaborate dai tecnici della Sacal per i lavori occorrenti per l’aeroporto, ma apertamente e pesantemente criticata dall’onorevole Dieni, deputata reggina esponente dei 5 Stelle. 

«Le forze politiche del centrodestra non hanno una linea politica sull’aeroporto, sono divisi anche su questo – sottolinea Castorina – ed è una sorta di lotta interna ai partiti rispetto alle attività, pregresse e future, per l’aeroporto». Chiara e netta invece, per Castorina, la linea politica del centrosinistra che si è fatto carico della gestione provvisoria della Sogas, l’ex società di gestione dello scalo reggino, poi fallita. «Interventi di circa tre milioni di euro che hanno evitato la chiusura dell’aeroporto di Reggio», sostiene Castorina ricordando la vincita del bando pubblico da parte della Sacal, «e non un semplice affidamento da parte di Enac», smentendo nei fatti coloro che parlavano della necessità di formare una nuova società di gestione per lo scalo reggino dopo il fallimento della Sogas. Contento per lo stanziamento dei 25 milioni per il Tito Minniti, «se ci sono risorse per la città siamo felici e contenti», Castorina chiede però l’utilizzo per le risorse per creare i collegamenti in tutta l’area metropolitana e soprattutto «che fine hanno fatto i 12 milioni di euro per l’ammodernamento dell’aerostazione e in che modo è possibile diversificare le compagnie creando concorrenza e quindi l’abbattimento dei prezzi?».  

Cosa ha fatto, invece, l’amministrazione Falcomatà per l’aeroporto? Castorina elenca tutte le azion i messe in campo, a partire dalle risorse stanziate per non far chiudere l’aeroporto e un cospicuo impegno contrattuale con la Sacal, circa 250 mila euro per tre anni (risorse condizionate all’aumento dei vettori) per il marketing territoriale, cioè una campagna di marketing della MetroCity con l’acquisto di spazi pubblicitari all’interno dell’aerostazione. E poi il sistema di collegamento con il Tito Minniti: dal chiamaBus che conduce i viaggiatori messinesi fin dentro l’aeroporto al servizio dell’Atam che fa la stessa cosa con i cittadini in transito verso le isole Eolie.

Non poteva mancare un accenno al mancato invito del sindaco Falcomatà alla recente conferenza stampa, presente il viceministro Castelli, per presentare i lavori che coinvolgeranno lo scalo. «E’ stata una mancanza di garbo istituzionale perché il sindaco, al netto del colore politico, rappresenta la città e quando non viene invitato il sindaco, rispetto invece alla presenza di rappresentanti politici di Forza Italia e 5 Stelle, non viene invitata la città, l’istituzione. Si tratta di un fatto gravissimo perché sull’aeroporto di Reggio non si fa campagna elettorale, si prova a intervenire a risolvere i problemi e potenziare lo scalo». Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi degli altri invitati alla conferenza stampa, pronti a sottolineare le diverse incongruenze di una politica che al momento non sta dando certo le risposte adeguate per far «decollare» l’aeroporto dello Stretto.   


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