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Quotidiano online Noi di Calabria
Sanità, grido d’allarme della Limardo: a Vibo situazione gravissima
di Redazione .

VIBO VALENTIA - Convocare con urgenza la Conferenza dei sindaci in materia di sanità. Lo ha chiesto il primo cittadino di Vibo Valentia Maria Limardo al suo collega di Serra San Bruno, Luigi Tassone, nella sua qualità di presidente. Per il capo dell’amministrazione di Palazzo Luigi Razza, infatti, la sanità pubblica vibonese ha oramai raggiunto livelli «gravissimi»: sotto accusa le pessime condizioni del vecchio ospedale Jazzolino, la mancata realizzazione del nuovo nosocomio e, più in generale, i servizi erogati dell’Azienda sanitaria provinciale alla collettività. 
La Limardo ricorda che un suo precedente invito, formulato il 13 giugno scorso, nell’imminenza del suo insediamento, è caduto nel vuoto e, dunque,  -  aggiunge il primo cittadino - «oggi non è più possibile procrastinare la riunione dell’importante organismo». 
Le condizioni dell’ospedale Jazzolino e la costruzione della nuova struttura che stenta a decollare, sono «fonte di vivissima preoccupazione» per il sindaco del capoluogo. A tutto ciò si aggiungono i «reparti chiusi o a rischio chiusura, le carenze strutturali, nonché di personale medico e paramedico, ed evidenti deficienze organizzative, che mettono a serio rischio il diritto alla salute dei cittadini. Si aggiunga  -  annota sempre la Limardo - che i lavori di costruzione del nuovo ospedale tra sequestri e rallentamenti vari, frenano le iniziali ottimistiche previsioni».
Per tali ragioni, a parere del primo cittadino, è divenuto dunque di «assoluta urgenza un incontro in sede di Conferenza dei sindaci per avviare quell’indispensabile confronto finalizzato a fare il punto sulla generale situazione della sanità e individuare una linea di decisivi interventi per scongiurare ogni possibile rischio di chiusura dell’spedale e - sottolinea il sindaco - consentire la piena operatività di tutti i reparti».
La Limardo ha chiesto che la Conferenza sia convocata con urgenza anche alla presenza dei vertici provinciali dell’Asp, della Regione Calabria, dei consiglieri regionali e della deputazione nazionale, «al fine  -  chiude il sindaco - di rimettere al centro di ogni questione la tutela del malato e la garanzia della salvaguardia dei suoi diritti».


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