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Quotidiano online Noi di Calabria
Cervicale, quando preoccuparsi e come curarsi
di Michele Cespites

Nonostante sia un disturbo abbastanza comune, l’infiammazione alla cervicale non è certo una cosa da poco. La mancata cura o comunque l’incuranza al sorgere di alcuni sintomi legati alle patologie di questo distretto corporeo, infatti, potrebbero rappresentare la possibilità di incorrere in conseguenze poco piacevoli. Quando è necessario preoccuparsi? Quali sono i sintomi che segnalano la necessità di correre subito dal medico? Cosa significa avere cura della cervicale? Cerchiamo di dare risposte concrete alle tante domande attraverso questo articolo.

Cosa significa soffrire di dolore cervicale?
La cervicale “infiammata” è un disturbo molto comune: spesso però, si utilizza questo termine anche impropriamente, associando al dolore nella zona del collo, al solo giramento di testa o alle vertigini improvvise che, di punto in bianco, potrebbero apparire. In realtà, un problema cervicale può essere caratterizzato anche da altri sintomi.

Riassumiamo: La cervicale non è una patologia. La cervicale è la parte superiore della colonna vertebrale ed è composta da 7 vertebre, (denominate c1-c2-c3-c4-c5-c6-c7) che partono dalla base del cranio (c1) e arrivano  orientativamente alla fine del collo con la vertebra prominente, il cui processo spinoso è ben palpabile (c7). Avere quindi un problema cervicale, significa essere affetti da un’infiammazione acuta delle vertebre cervicali, caratterizzata da forti rigidità, avere disturbi come tensioni muscolari o trigger point o avere disturbi ai nervi di questa zona del corpo, causati da compressione degli stessi, creati dalle strutture anatomiche vicine, come i dischi che si trovano tra le vertebre (protrusioni o ernie del disco), dalle strutture ossee (artrosi o stenosi). Da che, quindi, la tua muscolatura e le vertebre della cervicale non avevano nessun tipo di problematica, alcune cause hanno aumentato in maniera esponenziale la tensione dei muscoli che lavorando male hanno usurato le vertebre, sino a trasformare il malessere in un disturbo cronico come l’artrosi, la discopatia e l’ernia (per citare ancora le più famose). Queste patologie hanno spesso una causa multifattoriale, dalla una predisposizione famigliare, sovraccarichi funzionali, stile di vita. Un fisioterapista specializzato attraverso una valutazione specifica può, individuare quale sono gli elementi clinici più rilevanti in un caso clinico e programmare quali interventi riabilitativi consigliare, terapia manuale, esercizio terapeutico, mezzi fisici.


 

Cervicale cura: il dolore cervicale e la nausea,mal di testa, complici ma facili da sconfiggere
La cervicale ha delle strette connessioni con importanti distretti anatomici come il sistema nervoso centrale, l’articolazione temporo-mandibolare, le spalle e il tratto dorsale della colonna. Inoltre all’interno del collo passano nervi e strutture vascolari che possono provocare diverse sintomatologie anche di tipo neurologico. Per questo è necessario capire di volta in volta, quale struttura o quali strutture sono coinvolte nella produzione dei sintomi. La nausea è una sensazione di malessere generale non ben definita che si avverte tra faringe e stomaco nonché uno dei sintomi più fastidiosi attribuiti all’infiammazione della cervicale anche se non se non sono sempre ben chiare le motivazioni della sua comparsa. Cerchiamo in questo paragrafo di saperne di più, offrendo valide spiegazioni.

Perché i problemi cervicali possono essere accompagnati dalla nausea?
Questo accade principalmente per due motivazioni:
L’eccessiva stimolazione del Nervo Vago. Il nervo vago è molto importante per lo sviluppo delle funzioni metaboliche e viscerali e il principale sintomo del suo cattivo funzionamento è rappresentato proprio dalla nausea, causata da una stimolazione eccessiva della muscolatura del collo e che può causare sudorazione e nausea;
Rigidità e infiammazione delle articolazioni cervicali. Le vertebre si muovono grazie ai muscoli, poi il disco vertebrale e le articolazioni intervertebrali che svolgono l’importante compito biomeccanico per l’ottenimento di un movimento corretto, forniscono informazioni al cervello, attraverso i recettori, sulla posizione delle diverse strutture, insieme all’orecchio interno e all’occhio. Nel momento in cui, però si sviluppa una sofferenza o un’infiammazione il segnale sarà rappresentato in maniera distorta. Il risultato? La Nausea. Va comunque specificato che la nausea non è un sintomo generato solo da un problema cervicale, quindi è necessario, quando il problema si protrae nel tempo consultare uno specialista.

La cervicale e i rimedi utili per il nostro benessere
Nonostante sia davvero fastidioso, anche la nausea e il dolore cervicale non rappresentano grandi ostacoli.
Ricordate: a tutto c’è un rimedio! Per allentare la tensione cervicale e ridurre il dolore e la nausea, è possibile identificare due grandi categorie di rimedi:

I rimedi istantanei da utilizzare durante un’attacco cervicale diagnosticato. In questi casi, bisognerebbe evitare di stimolare il tratto cervicale assumendo una posizione di riposo o indossando un collare morbido che può ridurre la nausea velocemente nell’80% dei casi. In alternativa, consultare il medico per farsi prescrivere un medicinale anti-nausea. Alcuni amanti dei rimedi naturali riferiscono che anche lo zenzero da assumere in pasticche o al naturale può essere un ottimo rimedio.

I rimedi a lunga durata per estirpare il problema alla radice in maniera tale che la crisi non si ripresenti più. Per attenuare e risolvere il malessere in maniera definitiva è necessario aggiungere alla terapia manuale e ai mezzi fisici, eseguire di esercizi specifici per migliorare al situazione vertebrale e muscolare. Secondo le attuali ricerche, infatti, non esiste trattamento specifico migliore che possa eguagliare i risultati dell’esercizio costante. Oltre agli esercizi, inoltre, i rimedi principali che potrebbero essere utilizzati in caso di infiammazione sono: 

Il relax. Il relax rappresenta una delle modalità migliori per poter migliorare la situazione della cervicale. In caso di attacco cervicale acuto l’interruzione di una vita stressante e una diminuzione dei sovraccarichi sono un coadiuvante al trattamento del fisioterapista che è sempre alla base del percorso terapeutico.
Gli anti infiammatori. Se il dolore è molto acuto, è possibile trarre beneficio dall’utilizzo di anti-infiammatori il cui uso, però, andrebbe limitato strettamente necessario; 
Il collare morbido. Oltre agli antinfiammatori, un altro elemento da prendere in considerazione se l’infiammazione è forte è un collare morbido che può aiutare a scaricare i muscoli e le articolazioni cervicali dal peso della testa. Il collare, però, deve essere percepito come un aiuto temporaneo: più è indossato, infatti, più i muscoli possono indebolirsi;


 

Le fasce e cerotti riscaldanti. Generalmente sulle infiammazioni dovrebbero essere fatte delle applicazioni fredde, facendo effetto di vaso-costrizione. In realtà, nei casi di infiammazione cervicale cronica con associate tensioni muscolari, le persone traggono beneficio dal calore, agendo come rilassante muscolare. Anche questi rimedi devono coadiuvare e mai sostituire un percorso di fisioterapia riabilitazione funzionale. Dobbiamo sempre avere come obiettivo quello di lavorare sulla causa e non limitarsi a ridurre i sintomi.

Il dolore cervicale e il riposo: come dormire bene senza svegliarsi pieni di dolori
Ogni persona dorme diversamente e, nonostante alcune posizioni possano sembrare scomode o rischiose per la salute, il riposo e il dormire rimangono concetti estremamente personali. Il nostro fisico, infatti, adotta un tipo di riposo che può essere congeniale non solo all’indole personale e alla psicologia ma che possa offrire anche maggiori possibilità di poter “ricaricare le pile” durante il sonno. Se il tuo sonno risulta disturbato è perché semplicemente non riesci a dormire come dovresti.Vediamo le soluzioni migliori per garantirci i sogni d’oro che ci meritiamo!

Dormire: qual’è la soluzione migliore per fare un buon sonno? 
La zona cervicale è una delle zone più soggette alla manifestazione del dolore sia durante il riposo che durante il risveglio poiché può essere soggetta a posizioni scorretta per lungo tempo, mettendo in tensione le varie strutture muscolari e articolari, creando il cosiddetto sovraccarico funzionale. Come poter rimediare a questo problema? Esistono pensieri divergenti riferiti a questo argomento ma le soluzioni più utilizzate sono l’utilizzo di cuscini per la cervicale, e la scelta di dormire senza cuscino. La scelta del cuscino per la cervicale o di toglierlo completamente, è da fare insieme al proprio fisioterapista, infatti ogni quadro clinico è diverso dall’altro e quindi non esiste un cuscino cervicale che vada bene per tutti i casi. Ogni persona dorme in una posizione diversa o addirittura cambia molte posizioni durante la notte. Le posizioni di riposo poi cambiano a seconda della situazione clinica, quindi è possibile che l’altezza, la forma e la consistenza del cuscino consigliate in un primo momento possano cambiare durante il percorso terapeutico.

Cuscino o senza cuscino? Questo è il problema!!!
Riprendendo la poetica di Shakespeare, cerchiamo di risolvere uno dei dilemmi che attanagliano coloro che sono all’eterna ricerca della modalità migliore per risolvere la cervicale infiammata. Qual’è il metodo migliore per dormire?

I cuscini per la cervicale. Sono davvero utili come possono sembrare?
In realtà, no.

Consigliare cuscini cervicali uguali per tutti con più o meno curvature per il collo è una errore di imperizia e in alcuni casi può addirittura peggiorare la situazione, non tutte le persone hanno una conformazione cervicale uguale. Poi, da questo sorge un altro problema.

Una colonna cervicale sana sopporta qualsiasi superficie? 
Anche le persone senza disturbi possono valutare con il proprio fisioterapista quale è in modo migliore per dormire e quale materasso o cuscino è meglio utilizzare. Nel momento in cui compaiono i dolori durante il riposo, quindi, devono apparirci come un campanello di allarme : potrebbe essere presente, infatti, un problema muscolare e vertebrale.

La cervicale infiammata: il cuscino perfetto e la posizione 
È necessario capire quali sono gli strumenti che possono aiutarci a recuperare il nostro sonno e curare la nostra cervicale.
Il cuscino deve sorreggere, adattarsi al peso della testa e mantenere la testa in posizione neutra (allineata al resto del corpo, sia da supini che sdraiati su un fianco), mantenendo la percezione in una posizione media (né troppo alta né troppo bassa). Proprio per queste caratteristiche, un cuscino molto utilizzato è in memory foam, un particolare materiale che si adatta al corpo meglio di altri materiali.
È consigliato, soprattutto che chi soffre di problemi cervicali di dormire lateralmente o in posizione supina (a pancia in su). La posizione peggiore da adottare? Quella prona perché il collo è tenuto completamente ruotato per molte ore. Anche la posizione del cuscino rappresenta un elemento molto importante per poter riposare senza il dolore alle vertebre cervicali. La posizione del cuscino deve permettere che sia la testa che il collo siano poggiate sul cuscino fino a livello delle spalle. Se, infatti, si posiziona solo la nuca, i muscoli profondi del collo potrebbero essere comunque messi in tensione e mal sopportare una tensione protratta per molte ore.

Cervicale e i rimedi: gli esercizi per alleviare il dolore
Esistono tantissimi rimedi per alleviare il dolore alla cervicale, almeno dicono...
Migliorare il disturbo cervicale è possibile: basta conoscere il proprio nemico e affrontarlo in maniera adeguata.

Esercizi efficaci per abbandonare il dolore alla cervicale
Quali sono gli esercizi più efficaci per migliorare il nostro benessere gradualmente? Generalmente, queste attività sono caratterizzati da due elementi:
• la loro generalità, cioè mirano a distendere i muscoli che comunemente sono coinvolti nel problema;
• gli esercizi normalmente proposti appartengono per lo più ad attività di stretching, cioè di distensione dei muscoli. In assenza di indicazioni specifiche, gli esercizi rappresentano il maggiore impatto positivo sui muscoli.
Gli esercizi, come abbiamo detto più volte, vanno pianificati con il proprio fisioterapista, spesso non nascono per offrire beneficio immediato (non esiste l’esercizio miracoloso) ma se gli esercizi sono eseguiti bene, già dalle prime sessioni di lavoro possono essere riscontrati benefici: possono essere svolti tutti i giorni per più volte a settimana.

La respirazione diaframmatica
La prima cosa da fare per riabilitare la cervicale è respirare bene: senza una buona respirazione, infatti, i tuoi muscoli rimarranno sempre contratti. La soluzione è imparare a respirare utilizzando al meglio tutti i muscoli e in particolare il diaframma:
• Sdraiati a pancia in su e piega le gambe;
• Appoggia le mani al torace o serviti di un libro per “sentire” il movimento;
• Inspira lentamente dal naso, cercando di gonfiare la pancia come un palloncino ed espira dalla bocca, svuotando completamente la pancia;
• Cerca di fare ripetizioni lente e profonde. Ripeti questo esercizio tutti i giorni per 4-5 minuti fino a che non padroneggi bene la respirazione diaframmatica. Questo esercizio è il punto di partenza di diversi approcci di rieducazione postulare e anche se non dovesse risultare efficace per risolvere i sintomi non ha nessuna controindicazione. Il consiglio è quello di inserirlo, se necessario in un percorso riabilitativo più ampio e specifico.

Allungamenti del collo
Gli esercizi che richiedono movimenti più complessi, in particolare nelle fasi acute devono essere consigliati e seguiti da un fisioterapista specializzato. Alcuni movimenti composti potrebbero peggiorare la sintomatologia, è quindi preferibile che siano svolti in un ambiente idoneo come il centro di fisioterapia. Poi una volta che verranno selezionati quelli più adatti al tuo caso e imparata la corretta esecuzione potrai continuare il lavoro anche a casa.

 

Sintomi della cervicale ai quali fare attenzione 
Tanti sono i sintomi che si alternano quando si soffre di cervicale ma ne esistono alcuni a cui bisognerebbe prestare maggiore attenzione nel caso in cui si verificassero. Quali sono i sintomi a cui bisogna prestare maggiore attenzione?

Rigidità e movimenti del collo limitati. 
Non solo rappresenta una delle conseguenze più immediate ad uno stato di tensione muscolare. Col tempo, però, questo disagio può tramutarsi in un vero e proprio irrigidimento delle vertebre, trasformando i movimenti del collo in dolorosi a fine movimento.

Risveglio tra mal di testa, rigidità cervicale e scricchiolii 
Nel mondo del disturbo cervicale, i problemi mattutini sono all’ordine del giorno e non sono legati al cuscino ma ad una vero e proprio blocco delle strutture cervicali.

Pesantezza della testa 
Quando i muscoli sono rigidi si stancano prima. Questo fenomeno può avvenire in qualsiasi caso ma, nel caso in cui comparisse a livello dei muscoli cervicali va prestata attenzione, il compito dei muscoli cervicali è, infatti, il sostegno del peso della testa.

Mancanza di lucidità e sbandamenti 
Quanto i problemi cervicali possono influenzare la quantità di sangue che arriva al cervello? Dal punto di vista anatomico il flusso sanguigno verso il cervello, non è quasi mai ostacolato direttamente da nessuna problematica cervicale … e per fortuna! Il cervello non può permettersi, infatti, diminuzioni significative dell’apporto di sangue. Esistono comunque test clinici e strumentali specifici per capire se le strutture venose o arteriose del collo e della cervicale sono causa dei sintomi del paziente. Un problema alle strutture della cervicale, vasi, nervi,muscoli, può provocare sintomi come: vertigini, sbandamenti che possono confondersi e incrociarsi anche con i problemi neurologici e otorino-laringoiatrici come la labirintite.

Disturbi della vista 
Disturbi alla vista, associati a vertigini e sbandamenti o una vista offuscata e poco chiara, possono essere originati dalle strutture della cervicale. È importante avere una diagnosi differenziale per capire quale percorso terapeutico intraprendere. In alcuni casi infatti, una diminuita capacità visiva può ripercuotersi sulle strutture cervicali che cercheranno di compensare il disturbo visivo senza riuscirci, creando dei compensi posturali alterazioni della qualità di movimento che se non diagnosticati per tempo possono essere causa dei dolori cervicali o alle zone anatomiche correlate, procurando dolore alle spalle, dolore al collo, mal di testa.


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