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Quotidiano online Noi di Calabria
Estate, punture di zecca e Malattia di Lyme: prevenzione e cura
di Giuseppe Borello

È finalmente arrivata l’estate, il caldo, il mare, le albe ed i tramonti che solo “Noi di Calabria” conosciamo, e con essa anche le passeggiate nei parchi e sui viali. Ma è purtroppo proprio in ambienti erbosi, boschivi e giardini urbani che le zecche trovano il perfetto mimetismo per gli agguati da tendere ad animali ed umani di passaggio. È buona norma indossare per le passeggiate pantaloni lunghi e camicie chiare al fine di proteggersi ed eventualmente identificare subito la presenza di una zecca.                                                                                   

La puntura è quasi mai dolorosa e può suscitare solo dopo alcune ore sensazione di irritazione e prurito; La zecca nel succhiare il sangue dell’ospite, agisce di fatto da vettore inoculando un batterio, la Borrelia, responsabile della Malattia di Lyme. Tipico della malattia è il cosiddetto erythema migrans, un caratteristico eritema cutaneo (non sempre però presente) che si palesa dopo 4 - 25 giorni dall’inoculazione del batterio, e può accompagnarsi a febbre, mal di testa, rigidità del collo, dolori muscolari e articolari, marcata astenia. 

Clinicamente la sintomatologia può variare da individuo ad individuo e spesso è il medico di famiglia il primo a vedere questi pazienti. I primi sintomi della malattia sono intermittenti e mutevoli. La malattia inizia tipicamente in estate e all’inizio si manifesta con una macchia rossa che si espande lentamente. Entro qualche settimana (che in qualche caso possono diventare mesi), si possono sviluppare disturbi neurologici precoci caratterizzati da artralgie migranti, mialgie, meningiti, polineuriti, linfocitoma cutaneo, miocardite e disturbi della conduzione atrio-ventricolare. I sintomi sono fluttuanti e possono durare per mesi e cronicizzare. I sintomi tardivi a distanza di mesi o anni dall’infezione, sono caratterizzati da alterazioni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico (artrite cronica), del sistema nervoso centrale e periferico (meningite, encefalomielite, atassia cerebellare, polineuropatie sensitivo–motorie, disturbi del sonno e comportamentali), della cute (acrodermatite cronica atrofica) e dell’apparato cardiovascolare (miopericardite, cardiomegalia). 

Ovviamente la zecca va rimossa il più presto possibile usando un apposito strumento o, in mancanza di quello, un paio di pinzette appuntite tipo quelle per rimuovere le sopracciglia. La zecca va afferrata quanto più possibile vicino alla cute. Una volta afferrata con le pinzette, tirarla o meglio ruotarla verso l’alto lentamente e con fermezza evitando che l’apparato buccale della zecca resti nella cute, provocando infezioni. Una volta rimossa, disinfettare l’area della puntura o lavarla con acqua e sapone, tenendo d’occhio quest’area per diverse settimane. Se compaiono sintomi, contattare subito il medico e ricordarsi di dire che si è stati punti da una zecca. 
La somministrazione di antibiotici nella forma precoce di malattia di Lyme è la terapia più efficace e generalmente esita in completa guarigione. Si raccomanda la somministrazione orale di antibiotici, come doxiciclina, amoxicillina, cefuroxima, eritromicina o simili.

Le persone affette da forme cardiache o neurologiche possono necessitare di trattamento antibiotico per via endovenosa.


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