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Quotidiano online Noi di Calabria
Inquinamento elettromagnetico, l'impatto del protocollo G5
di Giuseppe Scambelluri

È ormai evidente che l'inquinamento elettromagnetico sia oggi una causa rilevante del significativo aumento statistico di svariate patologie, un tempo piuttosto rare.
La tecnologia G5 di ultima generazione, oggi in via di implementazione anche nel nostro paese, garantirebbe un controllo capillare e molto sofisticato di tutte le tecnologie in nostro possesso. Persino i piccoli elettrodomestici verranno dotati di software di gestione e controllo a distanza.
La larga banda supporta un traffico dati più intenso ed è dunque in grado di veicolare in modo affidabile i contenuti multimediali.
Quanto questa nuova tecnologia sia potenzialmente in grado di arrecare ulteriori danni alla salute pubblica è fonte di attuale discussione.
Ci si può chiedere se il 5G, usando frequenze a lunghezza d'onda molto corte, possa esporre a rischi diversi e maggiori per la salute.

Le nuove frequenze sono più elevate rispetto a quelle usate ora dai cellulari e serviranno tra l’altro a creare celle molto piccole e numerose nelle nostre città. Il segnale su frequenze elevate penetra e si diffonde meno bene, ecco perché le celle di trasmissione dati devono essere più piccole e più capillari.
Gruppi di cittadini, associazioni e inoltre alcuni parlamentari chiedono lo stop per le reti di quinta generazione. In un'audizione alla Camera, l'Istituto superiore della sanità ha fatto il punto sugli studi: "Con le antenne adibite i potenziali pericoli sono ancora più remoti rispetto a quelli connessi all'uso del cellulare".
Questa posizione ufficiale non risulta tuttavia completamente rassicurante. I resoconti dell’audizione non sono ancora disponibili.
C’era da aspettarselo, scrive su Facebook, polemizzando anche con la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (Icnirp), Fiorella Belpoggi, ricercatrice dell’Istituto Ramazzini, curatrice di numerosi studi sugli effetti nocivi delle radiazioni da antenne di telefonia mobile in banda 3G.
Adesso si attendono le nuove linee guida sulla sicurezza per l’esposizione all’elettrosmog.
Nelle scorse settimane un gruppo di cittadini ha raccolto 11 mila firme in una petizione consegnata al parlamento. Si tratta di Alleanza Stop 5G, gruppo che ha l’adesione del magazine Terra Nuova, di Oasi Sana, dell'Associazione italiana Elettrosensibili, dell'Associazione Elettrosmog Volturino, dell’Istituto Ramazzini, dell’Associazione obiettivo sensibile, dei comitati Oltre la MCS e No Wi-Fi Days, dell'équipe che ha realizzato il docufilm Sensibile.

Lʼalleanza italiana Stop 5G ha recentemente promosso la “Giornata di mobilitazione nazionale" del 15 e 21 Giugno 2019, in diverse città italiane. La mobilitazione unitaria è patrocinata dai medici per lʼambiente di ISDE Italia, dagli scienziati dellʼIstituto Ramazzini e dai sindaci dellʼAssociazione Nazionale dei Piccoli Comuni dʼItalia.
Al nocciolo viene chiesta una moratoria su tutto il Paese, fino a quando non verranno definitivamente scongiurate possibili ripercussioni nocive della tecnologia 5G.
Viene specificamente richiesto l'intervento tecnico di enti indipendenti che si pronuncino sugli effetti sanitari a medio-lungo termine delle radiofrequenze a microonde millimetriche. 
L’aggiornamento della ricerca medico-scientifica nei risultati dei nuovi studi parla chiaro. Il pericolo esiste ed è fondato. Nove studi (2011-2017) segnalano un aumento del rischio di cancro al cervello dovuto all’uso del telefono cellulare. Quattro studi caso-controllo (2013-2014) riportano un aumento del rischio di tumori del nervo vestibolare. Preoccupazione per altri tumori: mammella (maschio e femmina), testicolo, leucemia e tiroide. Dunque, sulla base delle prove esaminate, l’attuale classificazione delle radio frequenze come cancerogeno per l’uomo (Classe 2B) dovrebbe essere aggiornata a cancerogenico per gli esseri umani (Classe1).

Le linee guida redatte nel 1998 dall’Icnirp sono vecchie, se non altro superate dall’incontrastato avanzamento tecnologico, più veloce per sfornare merce Hi-Tech priva di valutazione preliminare del rischio sanitario.
“È giunto il momento di aggiornare e rivedere giudiziosamente le linee guida dell’Icnirp”, afferma l’ex membro Jim Lin, mentre Dariusz Leszczyński, che ha studiato il progetto Interphone Iarc-Oms, sostiene l’inaffidabilità dell’Icnirp per dettare l’agenda governativa in materia di regolamentazione del rischio sulle pervadenti onde elettromagnetiche.
L’altro aspetto, comunque da considerare, sono i rischi che l’Italia correrebbe, come sistema Paese, da un ritardo dell’avvio del 5G, visto che questo è considerato il futuro di tutte le reti di comunicazione.

E' necessario dunque che tutte le parti interessate si pongano in confronto non pregiudiziale fra loro ma che soprattutto i tecnici di entrambi le parti resistano alle pressioni delle lobby, da una parte, e degli oppositori inamovibili, dall'altra.
Gli interessi in gioco sono complessi e mai di facile armonizzazione. Solo un atteggiamento scientifico ed etico può facilitare il percorso.
La tecnologia senza l'etica può solo aprire le porte del baratro ma è altrettanto vero che l'opposizione basata sul mero pregiudizio àncora l'uomo al passato ideologico.

Il dr. Giuseppe Scambelluri aderisce alla International Society Of Doctors For Environment (ISDE)


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