Dopo gli ultimi deludenti risultati al Catanzaro serviva solo una vittoria per scacciare i fantasmi delle stagioni anonime consumate nel passato. La partita con l’Avellino si incastonava in una serie di eventi che ha portato il presidente Noto finanche a comunicare la disponibilità a farsi da parte nel caso di forze imprenditoriali che potessero assicurare un impegno economico di maggiore levatura. La risposta degli Ultras non si era fatta attendere ed era rinvenibile in uno striscione apparso pochi minuti prima del fischio dell’inizio, recitante il testo ‘sempre e solo per la maglia’.

Il successo dei giallorossi maturava in questo delicato contesto grazie alle reti di Favalli (24’), Nicastro (28’) e Kanouté (76’) con cui le aquile piegavano l’Avellino e riemergevano dal loop di risultati negativi in cui erano sprofondate. Non bastava agli irpini la rete di Di Paolantonio che approfittava di una leggerezza difensiva per accorciare il parziale in chiusura di primo tempo. 

Una vera boccata d’ossigeno per la squadra giallorossa e per tutto l’ambiente, che dopo la buona partenza in campionato era incappata in una spirale di situazioni negative culminata nelle proteste e nei fischi della scorsa settimana.

Se la classifica ancora non ride – aspettando le altre partite i giallorossi agguantano la Viterbese al 6˚ posto -, i 3 punti ottenuti contro gli irpini hanno prima di tutto un effetto terapeutico per il morale. Dietro questa vittoria non vanno sottovalutati i meriti del tecnico Grassadonia, capace nella prima vera settimana di lavoro di assumersi la responsabilità di scelte tecniche ed esclusioni eccellenti – Maita e Fischnaller su tutti – che hanno suscitato il clamore degli addetti ai lavori e di virare su un modulo più coperto ma ragionato: il 3-5-2. La risposta della squadra è stata una prova di orgoglio, che vale più del 3-1 sul campo. Finalmente una prestazione convincente della truppa di Grassadonia, apparsa determinata e pragmatica. Un primo mattone verso l’obiettivo della scalata alla classifica e della volontà di riportare la gente allo stadio. 

Tabellino e pagelle Catanzaro-Avellino 3-1, 

Marcatori: 24′ Favalli (C), 28′ Nicastro (C), 44′ Di Paolantonio (A), 76′ Kanouté (C).

Catanzaro (3-5-2): Di Gennaro 5.5; Signorini 5 (39′ st Figliomeni sv), Martinelli 6, Pinna 5; Statella 6, Tascone 6.5 (29′ st Nicoletti sv), Risolo 5.5 (19′ st Maita 6), Casoli 6.5, Favalli 7; Kanoute 7, Nicastro 7 (38′ st Fischnaller sv). All. Grassadonia 7.

Avellino (3-5-1-1): Abibi 5.5; Illanes 5 (41′ pt Silvestri 5.5), Zullo 5.5, Laezza 4.5; Celjak 5.5, De Marco 6 (36′ st Alfageme sv), Di Paolantonio 6.5, Rossetti 6 (14′ st Karic 5.5), Parisi 5.5 (13′ st Albadoro 5.5); Micovschi 6; Charpentier 6.5. All. Capuano 6.

Arbitro: Meraviglia di Pistoia 6.5.

Ammoniti: 42′ Laezza (A), 66′ Pinna (C) 

Note: Spettatori 4.130 (di cui ospiti 142), abbonati 2.445, incasso 14.865; Angoli 3-1; Recupero 2′ pt e 4′ st.

Il migliore: Alessandro Favalli. Prestazione di qualità dell’esterno, che prima insacca al 24’ una palla che sembrava stregata e poco dopo pennella un cross su cui Nicastro è bravissimo in terzo tempo a salire più in alto di tutti e battere Abibi. Favalli si fa apprezzare per la facilità di corsa, il fraseggio con i compagni e le buone letture di gioco. La libertà di svariare sull’esterno e rendersi propositivo in avanti è dovuta all’uomo in più in mezzo al campo che gli consente di mostrarsi con più pericolosità in fase offensiva ed a farne beneficiare tutta la squadra. Nel nuovo Catanzaro si candida ad un ruolo di maggior rilievo. Evoluto

Da rivedere: Andrea Signorini. Non riesce al Catanzaro l’obiettivo di concludere la gara con una ‘clean sheet’ a causa di una disattenzione difensiva di tutto il reparto. In particolare, la colpa è di Signorini che si fa rubare ingenuamente palla da Russotto facendosi prendere in controtempo e dando il via all’azione del gol degli irpini. Signorini appare ancora insicuro e non ben amalgamato nei meccanismi difensivi. Con l’Avellino si ritrova ad agire nella posizione di competenza di Celiento e non disputa un match malvagio, dando il via ad alcune ripartenze e compiendo buone diagonali. A macchiare la prestazione sono un errore grossolano e la dimostrazione di poca attenzione e confusione in fase difensiva. Impacciato 

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Dietro questa vittoria non vanno sottovalutati i meriti del tecnico Grassadonia, capace nella prima vera settimana di lavoro di assumersi la responsabilità di scelte tecniche ed esclusioni eccellenti - Maita e Fischnaller su tutti - che hanno suscitato il clamore degli addetti ai lavori e di virare su un modulo più coperto ma ragionato: il 3-5-2. La risposta della squadra è stata una prova di orgoglio, che vale più del 3-1 sul campo. Finalmente una prestazione convincente della truppa di Grassadonia, apparsa determinata e pragmatica. Un primo mattone verso l’obiettivo della scalata alla classifica e della volontà di riportare la gente allo stadio.  Tabellino e pagelle Catanzaro-Avellino 3-1,  Marcatori: 24′ Favalli (C), 28′ Nicastro (C), 44′ Di Paolantonio (A), 76′ Kanouté (C). Catanzaro (3-5-2): Di Gennaro 5.5; Signorini 5 (39′ st Figliomeni sv), Martinelli 6, Pinna 5; Statella 6, Tascone 6.5 (29′ st Nicoletti sv), Risolo 5.5 (19′ st Maita 6), Casoli 6.5, Favalli 7; Kanoute 7, Nicastro 7 (38′ st Fischnaller sv). All. Grassadonia 7. Avellino (3-5-1-1): Abibi 5.5; Illanes 5 (41′ pt Silvestri 5.5), Zullo 5.5, Laezza 4.5; Celjak 5.5, De Marco 6 (36′ st Alfageme sv), Di Paolantonio 6.5, Rossetti 6 (14′ st Karic 5.5), Parisi 5.5 (13′ st Albadoro 5.5); Micovschi 6; Charpentier 6.5. All. Capuano 6. Arbitro: Meraviglia di Pistoia 6.5. Ammoniti: 42′ Laezza (A), 66′ Pinna (C)  Note: Spettatori 4.130 (di cui ospiti 142), abbonati 2.445, incasso 14.865; Angoli 3-1; Recupero 2′ pt e 4′ st. Il migliore: Alessandro Favalli. Prestazione di qualità dell’esterno, che prima insacca al 24’ una palla che sembrava stregata e poco dopo pennella un cross su cui Nicastro è bravissimo in terzo tempo a salire più in alto di tutti e battere Abibi. Favalli si fa apprezzare per la facilità di corsa, il fraseggio con i compagni e le buone letture di gioco. La libertà di svariare sull’esterno e rendersi propositivo in avanti è dovuta all’uomo in più in mezzo al campo che gli consente di mostrarsi con più pericolosità in fase offensiva ed a farne beneficiare tutta la squadra. Nel nuovo Catanzaro si candida ad un ruolo di maggior rilievo. Evoluto Da rivedere: Andrea Signorini. Non riesce al Catanzaro l’obiettivo di concludere la gara con una ‘clean sheet’ a causa di una disattenzione difensiva di tutto il reparto. In particolare, la colpa è di Signorini che si fa rubare ingenuamente palla da Russotto facendosi prendere in controtempo e dando il via all’azione del gol degli irpini. Signorini appare ancora insicuro e non ben amalgamato nei meccanismi difensivi. Con l’Avellino si ritrova ad agire nella posizione di competenza di Celiento e non disputa un match malvagio, dando il via ad alcune ripartenze e compiendo buone diagonali. 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