«Esistono tanti modi per discriminare ed emarginare. Ed i motivi sono tanti potendo essere discriminati per questioni di razza, sesso, lingua o religione o semplicemente perché più bassi o più alti o perché si portano gli occhiali e via dicendo. Ma non credevamo esistesse ancora, in pieno ventunesimo secolo, l’emarginazione tra coloro che protestano e gli altri. Ebbene è proprio questo ciò che è accaduto ai lavoratori addetti alla raccolta dei rifiuti di Briatico, nel Vibonese, che protestavano per il pagamento di ben tre mensilità arretrate». 

Lo afferma Nazzareno Piperno, coordinatore provinciale dello Slai Cobas, il quale precisa che «il loro datore di lavoro, la Muraca Srl di Lamezia Terme, nel rientrare almeno un po’ delle proprie morosità, ha pensato bene di effettuare un sottile distinguo tra i lavoratori sulla base di una fotografia. Sì, una fotografia. Quindi – spiega Piperno – chi è apparso in questa fotografia, in cui per inciso i lavoratori protestavano chiedendo, guarda un po’, di essere pagati, ha ricevuto uno stipendio mentre quelli che non vi apparivano (magari solo per non essere presenti lì in quel momento, perché in quanto al ritardo, questo era lo stesso per tutti) di stipendi ne hanno ricevuti due. Discriminazione, quindi, per così dire “fotografica” in cui  – sottolinea ancora il sindacalista – chi non compare riceve più di chi invece compare. Un vero e proprio avvertimento di natura medievale, quindi, è quello che noi ravvisiamo nel comportamento di tale azienda e del suo ineffabile titolare. Peccato poi –  si fa notare  – che la protesta continui per tutti, lavoratori fotografati e non, che compatti hanno messo in mora la società sospendendo in autotutela la propria prestazione Anche perché – conclude Piperno – di stipendio arretrato ora se ne sta aggiungendo un altro per tutti. Senza distinzione tra chi è stato o non è stato fotografato».

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