“Una giornata che dovrebbe durare tutto l’anno, come ogni festa che commemora la nostra nazione”, come evidenziato nel suo discorso, dal prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandino, presente questa mattina alla celebrazione dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate, svoltasi nel capoluogo di regione dinanzi al Monumento ai Caduti, in piazza Matteotti, alla presenza oltre che del prefetto, anche del generale di Brigata Andrea Paterna, comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, del primo cittadino e presidente della Provincia, Sergio Abramo, e delle più alte autorità civili, religiose e militari, di numerosi studenti delle scuole cittadine, che hanno potuto anche ammirare la sfilata dei vari Corpi delle Forze armate, come dei gonfaloni delle amministrazioni locali, dei medaglieri e dei Labari delle associazioni combattentistiche e d’arma.

Una manifestazione che in cento anni, ha attraversando decenni di storia italiana fino ai nostri giorni.

e che da 70 anni suggella e rappresenta l’identità della nostra patria.  

Fu istituita, difatti, il 4 novembre del 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale, e riconfermata nel 1949, ridiventando, il 4 novembre di ogni anno, la celebrazione delle forze armate italiane e del completamento dell’Unità d’Italia. 

«La giornata di oggi dovrebbe durare 365 giorni all’anno come anche, il 25 aprile e il 2 giugno. È una data che segna tante cose: i 100 anni dal decreto, 70 anni dalla legge nazionale, 20 anni dall’ammissione nelle Forze Armate delle donne. Tutto ciò vorrà significare qualcosa, se lo osserviamo sotto il profilo sociale della storia di come, attraverso le leggi, veramente suggella l’unità della nostra patria», ha sottolineato il prefetto, subito dopo la manifestazione che ha visto, come da protocollo e dopo la cerimonia dell’alza bandiera e la deposizione di due corone d’alloro ai piedi del Monumento ai Caduti, anche la lettura dei messaggi inviati dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella – che ha ricordato i 20 anni dalla legge che ha aperto alle cittadine italiane l’arruolamento nelle Forze Armate, con un contributo positivo alle capacità del Paese in materia di difesa – e dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, per proseguire con la consegna del tricolore agli studenti dell’Istituto comprensivo Citriniti di Simeri Crichi. Studenti, dei quali ha il prefetto ha detto: «I ragazzi ai quali è stata consegnata la bandiera sono portatori sani di una memoria e di un impegno e sono i nostri “personal trainer” su un’azione di coerenza, di rigore e di rispetto verso i propri territori». 

Pensiero, pienamente condiviso dal comandante Paterna, che ha evidenziato anche il valore e l’impegno quotidiano di tutti gli uomini delle Forze Armate: «I militari sono portatori di quei valori che ritengo essere fondamentali quando si parla di identità nazionale, di patria e, soprattutto, quando si parla di necessità di costruire, realizzare un futuro per le prossima generazioni. Quello di oggi è un messaggio alla cittadinanza, alla gente comune per dire che i militari ci sono, esistono continuano ad esistere e hanno sempre continuato e continueranno a fare il loro dovere. Non sono solo quelli che operano oltre confine nelle missioni di pace e di stabilizzazione, ma sono anche quelli che operano nelle realtà territoriali la cui presenza quotidiana è importante per stabilizzare un equilibrio nell’ambito della collettività». Per concludere, «La consegna del Tricolore agli studenti è simbolo di quella vicinanza delle Forze armate che hanno nei confronti della comunità e dei più giovani che rappresentano il futuro della nostra patria e quella linea di continuità che non deve mai spezzarsi rispetto ai padri dei nostri padri che questa patria l’hanno costruita marcando i confini con il proprio sangue».

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