L’allerta meteo che ha colpito tutta la Calabria, sembra aver lasciato strascichi sulla squadra di Grassadonia, sempre più lontana dal primo posto più volte dichiarato come vero obiettivo stagionale dalla società.
Superato un terzo di regular season, con un bilancio in trasferta terribile (5 punti ottenuti sui 21 disponibili), le ‘aquile’ si trovano al cospetto di numerosi interrogativi che inficiano sulla tenuta psicologica di Maita e compagni e su un gioco in cui gli interpreti dimostrano di avere ancora poca dimestichezza. A proposito di interpreti, la scelta di tenere il capitano giallorosso in panchina nelle ultime due uscite in campionato (vista oltretutto l’emergenza in mediana) ha suscitato perplessità e clamore tra addetti ai lavori e non, soprattutto alla luce di un modesto pareggio.
Il nuovo modulo (attendendo il ritorno a pieno regime di Celiento) non sembra aver garantito una stabilità difensiva ed una propulsione di idee che possa innescare un aumento delle soluzioni offensive per le punte.
Se la difesa prende praticamente gol in ogni uscita, anche l’attacco – vero fiore all’occhiello della passata stagione – sembra accusare una flessione nei numeri e nella pericolosità delle occasioni create. Infatti, non ingannino le due reti del “Menti” contro la Cavese, perché senza la fortunosa rete di Fischnaller nel recupero staremmo discutendo della quinta sconfitta consecutiva lontano dal “Ceravolo”.
Sicuramente sotto il profilo dei risultati ha avuto un peso determinante la contemporanea assenza nella zona nevralgica del campo di Urso e De Risio, le cui indisponibilità hanno causato l’utilizzo di soluzioni non sempre distinte in positivo, ma non tali da giustificare un settimo posto eccessivo rispetto alle ambizioni iniziali e alla qualità dell’organico. È ancora presto dire come si interverrà sul mercato, ma Grassadonia ha già dato abbondanti indicazioni in base al suo credo tattico.
La svolta con il nuovo allenatore finora non è arrivata né nel gioco né nei risultati, perché, seppur interrotta la striscia negativa in trasferta, i punticini ottenuti con la Cavese e con il Rende in casa appaiono striminziti se contestualizzati al momento di forma degli avversari. Con una Reggina sempre più lanciata verso la promozione diretta – il prossimo match degli amaranto sarà a Rieti contro una squadra che ieri ha denunciato di non ricevere gli stipendi minacciando lo sciopero – anche Ternana, Monopoli, Potenza e Bari hanno preso distacco.
Il prossimo avversario dei giallorossi sarà quel Catania (dietro di un punto in classifica ma con una partita in meno), anch’esso reduce dal recente cambio di guida tecnica – con Lucarelli fresco di prima vittoria contro la Sicula Leonzio – contro cui è arrivata la svolta nella scorsa annata. Un match che, oltre al blasone, potrà dire molto sulle concrete possibilità di avvicinare le prime posizioni che oggi paiono distanti più sul terreno delle motivazioni che dell’accessibilità.
Ancora una volta, il Catania potrà rappresentare uno snodo cruciale per ritrovare quella serenità e quella continuità di risultati che possono significare il cambio di passo e di significato di una stagione.

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