Alcune società sportive di nuoto lamentano che le azioni poste in essere dal Comune di Crotone per la riapertura dell’impianto, sarebbero foriere di danno sociale, inteso come diminuzione di opportunità, per i giovani nuotatori crotonesi, di raggiungere rilevanti mete sportive.

Guarda caso, quando il Comune comincia a riequilibrare l’interesse privato con quello pubblico, in un più corretto “do ut des” che sempre deve caratterizzare l’utilizzo dei beni pubblici, insorgono una serie di comportamenti ostativi, critici e distorsivi dell’impegno e dell’operato del Comune di Crotone. 

Quasi come se il voler ripristinare un sistema corretto e basato su regole certe, passi come la volontà di non voler fare. 

Un po’ strano in una città che chiede in continuazione rispetto delle regole, onestà e correttezza. 

Ma a predicare siamo bravi tutti.

Veniamo ai fatti.

Il Comune di Crotone è quell’ente che ha consentito, poco più di un mese fa, la realizzazione, in questa Città di uno degli eventi sportivi più importanti a livello nazionale, la Finale nazionale del Trofeo Coni Kinder+ sport, alla quale hanno preso parte migliaia di giovani atleti, di tutte le regioni italiane e centinaia di dirigenti e accompagnatori dei ragazzi, ricevendo attestati di stima e apprezzamento per l’ottima riuscita dell’evento e per la grande accoglienza ricevuta.

E’ lo stesso Comune che, per consentire l’utilizzo della piscina in occasione dell’evento, in poche settimane, ha espletato le procedure per l’affidamento dei servizi indispensabili per il suo funzionamento e lo ha fatto, per garantirli non per una settimana, ma avendo presente l’intero periodo di gestione diretta comunale, fino alla fine dell’anno, proprio nell’ottica della ripresa delle attività in piscina.

E’ lo stesso Comune che il 7 ottobre ha pubblicato l’avviso per l’assegnazione degli spazi d’acqua, e lo stesso giorno della scadenza del bando, il 22.10.2019, ha proceduto con solerzia all’apertura della documentazione amministrativa dei partecipanti e se non fosse stato per la negligenza di una delle società partecipanti, che non ha presentato tutti i documenti richiesti, avrebbe potuto già in quella seduta procedere a completare le operazioni di gara.

Invece, la commissione ha dovuto aggiornare i lavori all’esito della ricezione delle integrazioni e del deposito della cauzioni provvisorie, cosa che ha fatto perdere ulteriore tempo.

Fatto ciò, già il 28 ottobre, la commissione ha proceduto ad aprire le offerte economiche, alla presenza delle associazioni partecipanti, le quali hanno ricevuto anche copia del verbale di gara, in tempo reale, conoscendo quindi immediatamente, l’esito della stessa.

Il “mistero” così fitto della mancata firma degli atti di concessione degli spazi d’acqua, si spiega quindi con il fatto che sono in corso i controlli di rito sui soggetti assegnatari, operazione che richiede qualche giorno di tempo.

Se oggi qualcuno si diletta in analisi benchmarking sulla congruità dei prezzi è perché negli anni non c’è mai stata l’abitudine a pagare per l’utilizzo della piscina senza mai porsi il problema. 

Anche qui sfugge però la considerazione che il Comune di Crotone, nonostante il blocco dei programmi di spesa da parte della Corte dei Conti e quindi, l’impossibilità in questa fase, di accollarsi spese non ritenute obbligatorie, ha cercato, per evitare la chiusura dell’impianto, un modalità amministrativa che potesse nel contempo garantire la pratica sportiva e la copertura dei costi.

La necessità di ricercare l’equilibrio tra uscite ed entrate è ancor più comprensibile ed evidente se si fa riferimento al recente passato della gestione della piscina, nel corso del quale sono maturati debiti da parte delle associazioni, per quali è stata intrapresa azione di recupero legale.

Per quanto riguarda il mancato montaggio, ad oggi, del pallone pressostatico, il Comune ha provveduto all’espletamento di una procedura di indagine di mercato finalizzata all’affidamento diretto del servizio di montaggio, che è in via di formalizzazione.

Circa il futuro e l’impossibilità di programmare da parte delle società, si rammenta ancora un volta che la volontà del Comune è bene esplicitata nella deliberazione n.  261 del 13.08.2019 nella quale è prevista l’attivazione di una procedura di gara per l’affidamento della gestione pluriennale dell’impianto, attualmente in via di definizione. Tutto ciò secondo le previsioni della legge ed è comunque in corso un’interlocuzione con la FIN Nazionale e Regionale.

Se “i soliti” immaginavano di ottenere subito un impegno sulla proroga degli atti di concessione senza ancora aver dimostrato di essere nelle condizioni di assicurare gli impegni e gli obblighi che saranno assunti con la firma delle concessioni, si sbagliavano.

Quindi, adesso basta! 

Raccontiamole le cose, ma in modo corretto, dando le giuste informazioni che un argomento del genere merita, non fosse altro perché a parlare sono stati dirigenti sportivi dai quali, per definizione, ci si aspetta il rispetto delle regole del gioco.

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