Tre giorni intensi. 500 tra segretari di federazioni, consiglieri e delegati. Tre giorni di Cisal nel Consiglio nazionale andato in scena a Rimini dal 29 al 31 ottobre. Tre giorni tra ciò che è stato fatto, tanto in termini tecnico-organizzativi, e ciò che deve essere fatto, elaborando le strategie del futuro e ribadendo la forza della propria autonomia, in funzione della quale la Cisal è riuscita sempre a tenere la barra dritta costituendo una certezza per quanti, lavoratori o pensionati, si ritrovano quotidianamente a combattere per la difesa dei propri diritti e la ricerca di nuove opportunità. È stata la relazione del Segretario Generale, Francesco Cavallaro, ad illustrare la linea della Cisal sui temi caldi inseriti nella finanziaria 2020, sui cui la Confederazione autonoma esprime critiche ma fornendo contenuti e misure alternative:

Fisco. La manovra finanziaria, al varo del Governo, presenta evidenti lacune e non appare soddisfacente; in particolare le misure che il Governo intende approntare non concretano una risolutiva azione per la lotta all’evasione fiscale. Il Governa ipotizza, infatti, la introduzione di norme sul “contrasto di interessi”  in forma blanda e poco efficace, tale da non consentire l’avvio di un circuito realmente virtuoso in relazione alla emissione della scontrinatura/fatturazione fiscale ai fini di una effettiva detraibilità delle spese.

La CISAL, sul punto, ripropone la propria proposta in materia, che prevedono una attuazione piena edeffettiva del “contrasto di interessi”, sull’esempio di quanto attuato con la scontrinatura elettronica in materia di spese sanitarie. Un vero e proprio “patto stato/cittadini” in forza del quale viene conferito al contribuente la funzione di primo garante della legalità.

Pensioni. La Cisal ribadisce l’esigenza di mantenere la normativa relativa alla “Quota 100”. Ritiene tuttavia che la stessa debba servire ad avviare un circuito occupazionale. Si propone pertanto che l’attuale legge già emendata, introducendo, per Enti ed imprese, una percentuale obbligatoria di nuove assunzioni in caso di pensionamenti di lavoratori in “quota 100”. La Cisal ribadisce inoltre che eventuali ulteriori interventi normativi in materia previdenziali dovranno essere tesi alla sostanziale cancellazione delle inique riforme Dini e Fornero che penalizzano in misura inaccettabile le pensioni e che rischiano di produrre una generazione di anziani che confinata in regime di povertà.

Sud. Le indicazioni fornite dal Governo non propongono alcuna misura tesa a far fronte alla “emergenza sud”; il Meridione d’Italia continua ad essere sempre più spopolato e ad essere caratterizzato da indicatori economici allarmanti riguardo al divario con il resto delle regioni d’Italia e d’Europa.

 Rappresentatività sindacale. Preoccupa la possibilità che vengano approntate leggi in materia di rappresentatività sindacale antidemocratiche e chiaramente poste al servizio delle esigenze particolari di alcune confederazioni sindacali a discapito di altre. La Cisal ribadisce, al riguardo, che la via maestra rimane la piena applicazione dell’Art. 39 della Costituzione cui faccia eventualmente seguito anche quella dell’Art. 46. Ogni diversa soluzione appare incostituzionale e dovrà essere contrastata anche con ricorso ad azioni giudiziaria.

Pubblico impiego e pubblica amministrazione. Rimane insoddisfacente la condizione dei lavoratori del pubblico impiego che, dopo aver avuto un rinnovo contrattuale dopo dieci anni di blocco, ha il contratto scaduto dall’inizio dell’anno con prospettive di rinnovo ancora non garantito.

Contestualmente questo Governo si sta contraddistinguendo per la totale assenza di qualsivoglia proposta in materia di lotta allo spreco e, comunque, di razionalizzazione della spesa pubblica.

Trasporti. Il pesante ritardo infrastrutturale del Paese, unita alla difficoltà di connettere uniformemente tutto il territorio nazionale, è certamente un elemento che influisce negativamente sulle possibilità di sviluppo dell’economia nazionale e sulla manifestata volontà governativa di adottare politiche “green”. La Confederazione conferma l’importanza del documento che il coordinamento Cisal-Trasporti ha presentato al ministero competente.

Politica. Nel complesso la Cisal stigmatizza il comportamento dell’attuale Governo che con atteggiamento contraddittorio sta ponendo in essere una condotta chiaramente discriminatoria all’interno del mondo sindacale impostando un rapporto preferenziale solo con alcune sigle sindacali in violazione delle più elementari norme in materia.

Punti fermi, sottolineati, rimarcati e racchiusi in una mozione finale condivisa e approvata all’unanimità da tutti i presenti e che farà parte di un documento/report inviato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

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Fisco. La manovra finanziaria, al varo del Governo, presenta evidenti lacune e non appare soddisfacente; in particolare le misure che il Governo intende approntare non concretano una risolutiva azione per la lotta all’evasione fiscale. Il Governa ipotizza, infatti, la introduzione di norme sul “contrasto di interessi”  in forma blanda e poco efficace, tale da non consentire l’avvio di un circuito realmente virtuoso in relazione alla emissione della scontrinatura/fatturazione fiscale ai fini di una effettiva detraibilità delle spese.
La CISAL, sul punto, ripropone la propria proposta in materia, che prevedono una attuazione piena edeffettiva del “contrasto di interessi”, sull’esempio di quanto attuato con la scontrinatura elettronica in materia di spese sanitarie. Un vero e proprio “patto stato/cittadini” in forza del quale viene conferito al contribuente la funzione di primo garante della legalità.
Pensioni. La Cisal ribadisce l’esigenza di mantenere la normativa relativa alla “Quota 100”. Ritiene tuttavia che la stessa debba servire ad avviare un circuito occupazionale. Si propone pertanto che l’attuale legge già emendata, introducendo, per Enti ed imprese, una percentuale obbligatoria di nuove assunzioni in caso di pensionamenti di lavoratori in “quota 100”. La Cisal ribadisce inoltre che eventuali ulteriori interventi normativi in materia previdenziali dovranno essere tesi alla sostanziale cancellazione delle inique riforme Dini e Fornero che penalizzano in misura inaccettabile le pensioni e che rischiano di produrre una generazione di anziani che confinata in regime di povertà.
Sud. Le indicazioni fornite dal Governo non propongono alcuna misura tesa a far fronte alla “emergenza sud”; il Meridione d’Italia continua ad essere sempre più spopolato e ad essere caratterizzato da indicatori economici allarmanti riguardo al divario con il resto delle regioni d’Italia e d’Europa.
 Rappresentatività sindacale. Preoccupa la possibilità che vengano approntate leggi in materia di rappresentatività sindacale antidemocratiche e chiaramente poste al servizio delle esigenze particolari di alcune confederazioni sindacali a discapito di altre. La Cisal ribadisce, al riguardo, che la via maestra rimane la piena applicazione dell’Art. 39 della Costituzione cui faccia eventualmente seguito anche quella dell’Art. 46. Ogni diversa soluzione appare incostituzionale e dovrà essere contrastata anche con ricorso ad azioni giudiziaria.
Pubblico impiego e pubblica amministrazione. Rimane insoddisfacente la condizione dei lavoratori del pubblico impiego che, dopo aver avuto un rinnovo contrattuale dopo dieci anni di blocco, ha il contratto scaduto dall’inizio dell’anno con prospettive di rinnovo ancora non garantito.
Contestualmente questo Governo si sta contraddistinguendo per la totale assenza di qualsivoglia proposta in materia di lotta allo spreco e, comunque, di razionalizzazione della spesa pubblica.
Trasporti. Il pesante ritardo infrastrutturale del Paese, unita alla difficoltà di connettere uniformemente tutto il territorio nazionale, è certamente un elemento che influisce negativamente sulle possibilità di sviluppo dell’economia nazionale e sulla manifestata volontà governativa di adottare politiche “green”. La Confederazione conferma l’importanza del documento che il coordinamento Cisal-Trasporti ha presentato al ministero competente.
Politica. Nel complesso la Cisal stigmatizza il comportamento dell’attuale Governo che con atteggiamento contraddittorio sta ponendo in essere una condotta chiaramente discriminatoria all’interno del mondo sindacale impostando un rapporto preferenziale solo con alcune sigle sindacali in violazione delle più elementari norme in materia.
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