La sua è una figura amata in riva allo stretto. Durante la sua permanenza a capo della direzione distrettuale antimafia, ha restituito la speranza a molti cittadini onesti che in lui hanno visto un uomo capace di comprendere la richiesta di legalit à che la citt à anela da tempo. L’occasione per ritrovarlo nella &ldquosua’ Reggio Calabria è stata propiziata dalla serata dedicata alla memoria del super prefetto Luigi De Sena altra figura di rango elevatissimo nella citt à dei bronzi, che con i suoi modi garbati e allo stesso tempo fermi, ha saputo offrire una sponda alla Reggio onesta, bella e gentile.
‘Ogni qual volta mi avvicino a questo territorio sento che è come se ci fossi nato’ ha affermato Federico Cafiero de Raho durante un breve colloquio con i giornalisti.

‘Sulla ndrangheta c’è un fermento enorme investigativo che non si ferma a Reggio e Catanzaro ma che oramai è propagato nelle procure più importanti d’Italia. Sono tante le indagini che si sviluppano nei confronti di quella che è l’organizzazione più forte in Italia e in Europa. è evidente che gli interessi investigativi e di contrasto che ci sono sono enormi’.

Durante il suo intervento De Raho ha voluto sottolineare come ‘questo è un punto di grande forza anche per la gente di Reggio Calabria. Quella che ha sempre sperato nel cambiamento.
Le indagini sono importanti, la repressione, le condanne i sequestri e le confische di beni. Tanto si sta facendo’.

Un passaggio importante del Procuratore Nazionale Antimafia ha riguardato poi il lavoro svolto dal Tribunale per i Minorenni diretto dal procuratore Roberto Di Bella: ‘gli esempi delle donne che con i figli si allontanano grazie al protocollo liberi di scegliere che ha consentito a tante mamme di portare lontano i loro figli dal territorio di ndrangheta in cui vivevano e che numericamente raggiungono oramai circa le 40 unit à come mamme. Il numero apparentemente minimo è di grande significato invece. Perché la scelta che viene compiuta da donne che hanno vissuto in contesti di ndrangheta e che consente a queste persone di vivere altrove, di offrire ai figli una alternativa diversa e anche di dare una dimostrazione al territorio che fuori si vive meglio che dentro quando si sta nella ndrangheta è un segnale straordinario.

In conclusione De Raho ha voluto dedicare un passaggio ai tantissimi giovani calabresi che lasciano la regione alla ricerca di un futuro migliore altrove: ‘tanti giovani continuano ad andare via, ma i tantissimi calabresi che ho incontrato di volta in volta nelle citt à in cui ho avuto occasione di lavorare o di partecipare a varie iniziative, ho trovato tanti giovani calabresi che mi hanno detto &ldquonoi torneremo nel nostro territorio perché la Calabria deve essere liberata. Innanzitutto dalla ndrangheta e bisogna che la politica e l’economia svolgano a pieno il loro ruolo’.

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