Si moltiplicano le notizie di ospedali fatiscenti, con personale ridotto all’osso e costretto a turni massacranti, presidi diagnostici non funzionanti e attese o trasferimenti dei pazienti per accertamenti e analisi.

Si è ormai cronicizzato il cosiddetto “turismo sanitario” alla ricerca di cure adeguate, con ulteriore aggravio di spese per il sistema già al collasso della sanità calabrese.

Continuano a registrarsi nei nostri ospedali morti che si sarebbero potute evitare se gli operatori potessero operare come si conviene in un paese civile.

Tutto questo nella più totale ignavia della classe politica nazionale, che si è messa la coscienza a posto col cosiddetto Decreto Calabria, convertito in legge a giugno, senza lasciare traccia tangibile per i cittadini.

Per non parlare della classe politica regionale, preoccupata solamente di gestire la partita a scacchi delle candidature in vista delle prossime elezioni.

Non siamo disposti a sopportare oltre: organizzeremo assemblee pubbliche in tutta la Regione e chiederemo riposte chiare a tutti gli attori in campo.

I Calabresi esigono che il diritto alla cura sia assicurato a tutti e tutte senza ulteriori giochi di potere sulla loro pelle.

Michele Conia – Responsabile Mezzogiorno di demA

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