Una pioggia di euro (un milione in totale) per alcuni interventi di messa in sicurezza del territorio sono in arrivo dal Governo nazionale. Anche Filandari, dunque, rientra tra quei Comuni del Vibonese che hanno lavorato bene nel campo della progettualità e che quindi si sono visti elargire cospicui finanziamenti per importanti opere pubbliche. Come avevamo riferito in uno dei precedenti articoli, gli interventi riguardano l’area cimiteriale (350mila euro), gli spazi attigui alla Chiesa parrocchiale di Arzona (350mila euro) e la stradina interpoderale che congiunge la frazione Scaliti con la vicina Mileto (300mila euro). La notizia ha riscosso una giustificata soddisfazione nell’ambito dell’amministrazione comunale, con in testa il sindaco Rita Fuduli che ha riconosciuto la bontà del lavoro portato avanti dagli uffici tecnico e di ragioneria, che sono già all’opera per avviare l’iter burocratico per procedere poi all’affidamento della gara. Tutto bene, dunque? Quasi, oseremmo dire, perché la medesima soddisfazione non si registra tra tutta la popolazione, in particolare in quella della popolosa frazione di Mesiano, esclusa dagli interventi di messa in sicurezza. “Come si fa – dice un cittadino – a tenere fuori da questo bando Mesiano che è il fiore all’occhiello del Comune? Come si può pensare – continua – ad uno sviluppo organico del nostro territorio se si lascia da parte quello che è il motore economico e il volano di sviluppo?”. Non vuole essere una battaglia tra poveri, questa, ma una critica, legittima, verso una programmazione che a molti appare alquanto superficiale e distratta. “E’ come se in una famiglia con cinque figli se ne avvantaggiassero solo alcuni e se ne trascurassero altri, magari quelli che ne avrebbero più bisogno – aggiunge un altro – Non per sottovalutare la necessità delle altre frazioni, ma qui a Mesiano da anni viviamo con la paura di una strada, la provinciale Vibo-Tropea – Nicotera – Monte Poro, dove le macchine sfrecciano in tutte le ore del giorno, dove i genitori che mandano i figli al catechismo stanno con il cuore in gola finché non sono rientrati, una frazione dove insistono molti esercizi commerciali e dove molti automobilisti di passaggio si fermano per un caffè o per sbrigare qualche pratica. Qui ci sono, tra l’altro, una scuola guida e una filiale di banca, officine, venditori ambulanti, un mercato domenicale, diversi bar e una parafarmacia. Ma – prosegue il nostro interlocutore – a tuto ciò non corrispondono adeguate misure di sicurezza. Non si può pensare ad uno sviluppo organico se non si prevedono interventi di primaria importanza per l’incolumità delle persone”. Tra le urgenze, molti residenti sottolineano quella di creare una sopraelevata all’altezza dell’incrocio con Papaglionti al fine di snellire la circolazione, ma anche la necessità di sistemare dei dissuasori di velocità (le strisce pedonali si rivelano insufficienti) al fine di scoraggiare quegli incivili e irresponsabili che corrono a tutta velocità incuranti del centro abitato. Tra i tre progetti finanziati dal Ministero, quello che viene criticato maggiormente è l’intervento di sistemazione della stradina Scaliti-Mileto. “Un’opera – dice qualcuno – che non serve a nulla, anche perché il Comune di Mileto non farà la sua parte, resterà, insomma, un’opera a metà. E poi – aggiunge – da quella strada non passa quasi più nessuno”. Figli di un dio minore? Forse questa è la sensazione che serpeggia tra questa laboriosa gente, anche perché da troppo tempo si parla di un centro sportivo che dovrebbe sorgere a poche centinaia di metri dalla chiesa parrocchiale e a cui è stato già dato un nome (“Peppino Impastato”). Ma di ruspe ancora nulla.

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