Florindo Rubettino, il più prolifico e conosciuto editore calabrese, ha accettato con riserva la proposta ricevuta dal segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti di essere il candidato del centro sinistra per la presidenza della Regione Calabria. La riserva sarà sciolta entro lunedì. L’incontro decisivo, culmine di un lavoro preparatorio di settimane, è avvenuto stamattina anella sede del Pd di Largo del Nazzareno, presenti Stefano Graziano, Nicola Oddati e l’ex governatore Agazio Loiero, principale sostenitore della candidatura di Rubettino.
«Da settimane – questa la dichiarazione rilasciata da Rubettino – ricevo da moltissimi la sollecitazione a candidarmi alla presidenza della Regione Calabria per provate a costruire un futuro di rinnovamento e di rinascita per la mia regione. È la terra che amo, che mi ha dato moltissimo e per la quale anche personalmente e con la mia famiglia abbiamo fatto qualcosa. Nonostante le mie molteplici riserve credo che quando queste richieste arrivano da più parti (associazioni, mondo del lavoro, della Chiesa, intellettuali) ascoltarle e riflettere seriamente sia doveroso. Per questo ho voluto parlare anche con il segretario del Pd Nicola Zingaretti, che ho avuto l’opportunità di incontrare stamattina a Roma».
Rubettino intesta al segretario del Pd «la determinazione di voler avviare un serio rinnovamento della politica in Calabria e per questo mi sembra un interlocutore che può essere interessante. Sentirò ancora altre personalità della società civile e del mondo politico prima di ritenere conclusa una valutazione e sciogliere in un senso o nell’altro la riserva. Non so cosa deciderò, ma qualora dovessi orientarmi positivamente, la mia sarebbe una candidatura autonoma dai partiti, fortemente orientata in senso civico, tesa a far emergere quanto di più interessante, innovativo e positivo c’è nella società civile calabrese, a prescindere dalle provenienze territoriali e politiche».
Insomma, sembra difficile che a questo punto l’editore possa fare marcia indietro, anche perché non gli mancheranno in queste ore gli inviti a persistere nella strada intrapresa da parte della società civile, laica e religiosa, alla quale fa riferimento.
Rimane da considerare la reazione della parte di sinistra calabrese che si riconosce in Mario Oliverio che, a quanto si sa, al momento non ha alcuna intenzione di recedere dalla sua volontà di riconferma.

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