CATANZARO – Questa volta la parola dimissioni è venuta non dai banchi dell’opposizione, ma da quelli della maggioranza. è stato il consigliere del gruppo misto, Giovani Merante, eletto nella lista di Forza Italia e poi fuoriuscito, a pronunciarla rivolta al sindaco Abramo, che Merante dichiara di continuare a sostenere non avendo mai ritirato l’adesione al suo programma e alla maggioranza. Però il comportamento assunto dal sindaco da qualche seduta di Consiglio in qua, di non partecipazione e di uscita dall’aula appena qualcuno tocca argomenti di stretta osservanza politica, come elezioni regionali o schieramenti pro o contro Occhiuto/Tallini, comincia a dare sui nervi a molti. Certamente all’opposizione, intervenuta con forza con tutti i suoi esponenti di grido: Nicola Fiorita, Roberto Guerriero, Gianmichele Bosco, Sergio Costanzo, Enzo Ciconte.

Proprio lui, il consigliere regionale da poco passato al gruppo misto in Consiglio regionale, ha annunciato di lasciare il gruppo del Pd anche a Catanzaro. Una perdita non di poco conto, non perché il cardiologo e politico si sia particolarmente distinto in attivit à d’aula o di commissione, ma per il fatto che fu lui nel 2017 lo sfidante di Abramo per conto del Pd. Con largo insuccesso. Ora le sue dimissioni sono solo un altro degli elementi della crisi in atto nei dem, che proprio in contemporanea in quel di Lamezia stanno decidendo la sorte di Mario Oliverio, lui medesimo presente. Naturalmente questo ricordo ha dato la stura a qualche intervento sul filo della polemica, appena attenuato dalle parole di stima personale dedicate a Ciconte dal capogruppo Pd, Lorenzo Costa. Intanto Ciconte ha voluto partecipare l’aula della sua adesione a &ldquoCalabria delle idee’, nuovo contenitore politico forte di una cinquantina di amministratori sparsi nella Regione.

Per il resto la seduta si è imperniata sulla discussione intorno a due pratiche di rilievo: il Piano del colore e dell’arredo urbano, e il nuovo Regolamento di polizia urbana. Ambedue approvate, come ormai da copione, ma solo dopo lunghe e tese discussioni. Il Piano del colore. Relaziona la pratica l’assessore all’Urbanistica Modestina Migliaccio, mentre tra le poltrone del pubblico assiste il dirigente del settore architetto Lonetti. In mano ha un grosso faldone, rilegato con nastro telato: è il piano colore progettato e firmato da Fabio Rotella. Chi sia Fabio Rotella lo dice nella relazione l’assessore: ‘Un architetto di fama e spessore internazionale, conosciuto in tutto il mondo, nato a Catanzaro, vanto della citt à che ci ha fatto l’onore di firmare questo studio’. Parola più, parola meno. Qualcuno se vuole, può fare una piccola ricerca mirata su Internet. Sentito il parere della dirigenza di settore, della Sovrintendenza ai beni culturali che d à l’assenso, si delibera anche il compenso. 24mila500 euro.

I colori delle facciate cittadine saranno diversificate. Per il centro storico Rotella ha previsto toni dal grigio alla terra. Sul lungomare prevarr à il blu, che richiama il mare e il cielo. La sabbia, chiss à perché, è stata esclusa. Dall’opposizione non tutti condividono il peana in onore di Rotella, che tra l’altro è nipote del grande Mimmo, e pertanto con un surplus di cognome da mettere in campo. Il consigliere Bosco, di Cambiavento, elenca una serie impressionante di inesattezze, li chiama orrori la maggioranza, in difesa guardinga, refusi. Naturalmente qui è l à spuntano i temi di sempre: la citt à sporca, mal gestita, le poche iniziative meritevoli, come il Magna Graecia Film Festival o la Ruota panoramica ultima attrazione del quartiere Lido, cha affogano in un mare di difficolt à per la cittadinanza.

E poi, il problema dei problemi: Giovino, la tripartizione dell’area, bellissima quanto appetibile. Tenta di parlarne il consigliere Costanzo di Fare per Catanzaro. Nonostante la sua notoria vis polemica, non la spunta. La discussione sul tema è gi à fissata per il 12 settembre, alla ripresa, il presidente del Consiglio Polimeni sul punto è irremovibile. In tutto questo il sindaco è assente dall’aula. Non replica, lascia che la difesa e le eventuali sortite in attacco le svolgano i consiglieri a lui vicini.
Adesso, tutti aspettano la prossima seduta. E sono aperte le scommesse: Abramo sieder à sulla sua poltrona? Oppure ascolter à da lontano? Giovanni Merante attende con trepidazione, richiesta di dimissioni in testa. E in mano.

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CATANZARO - Questa volta la parola dimissioni è venuta non dai banchi dell'opposizione, ma da quelli della maggioranza. è stato il consigliere del gruppo misto, Giovani Merante, eletto nella lista di Forza Italia e poi fuoriuscito, a pronunciarla rivolta al sindaco Abramo, che Merante dichiara di continuare a sostenere non avendo mai ritirato l'adesione al suo programma e alla maggioranza. Però il comportamento assunto dal sindaco da qualche seduta di Consiglio in qua, di non partecipazione e di uscita dall'aula appena qualcuno tocca argomenti di stretta osservanza politica, come elezioni regionali o schieramenti pro o contro Occhiuto/Tallini, comincia a dare sui nervi a molti. Certamente all'opposizione, intervenuta con forza con tutti i suoi esponenti di grido: Nicola Fiorita, Roberto Guerriero, Gianmichele Bosco, Sergio Costanzo, Enzo Ciconte.

Proprio lui, il consigliere regionale da poco passato al gruppo misto in Consiglio regionale, ha annunciato di lasciare il gruppo del Pd anche a Catanzaro. Una perdita non di poco conto, non perché il cardiologo e politico si sia particolarmente distinto in attivit à d'aula o di commissione, ma per il fatto che fu lui nel 2017 lo sfidante di Abramo per conto del Pd. Con largo insuccesso. Ora le sue dimissioni sono solo un altro degli elementi della crisi in atto nei dem, che proprio in contemporanea in quel di Lamezia stanno decidendo la sorte di Mario Oliverio, lui medesimo presente. Naturalmente questo ricordo ha dato la stura a qualche intervento sul filo della polemica, appena attenuato dalle parole di stima personale dedicate a Ciconte dal capogruppo Pd, Lorenzo Costa. Intanto Ciconte ha voluto partecipare l'aula della sua adesione a &ldquoCalabria delle idee', nuovo contenitore politico forte di una cinquantina di amministratori sparsi nella Regione.

Per il resto la seduta si è imperniata sulla discussione intorno a due pratiche di rilievo: il Piano del colore e dell'arredo urbano, e il nuovo Regolamento di polizia urbana. Ambedue approvate, come ormai da copione, ma solo dopo lunghe e tese discussioni. Il Piano del colore. Relaziona la pratica l'assessore all'Urbanistica Modestina Migliaccio, mentre tra le poltrone del pubblico assiste il dirigente del settore architetto Lonetti. In mano ha un grosso faldone, rilegato con nastro telato: è il piano colore progettato e firmato da Fabio Rotella. Chi sia Fabio Rotella lo dice nella relazione l'assessore: 'Un architetto di fama e spessore internazionale, conosciuto in tutto il mondo, nato a Catanzaro, vanto della citt à che ci ha fatto l'onore di firmare questo studio'. Parola più, parola meno. Qualcuno se vuole, può fare una piccola ricerca mirata su Internet. Sentito il parere della dirigenza di settore, della Sovrintendenza ai beni culturali che d à l'assenso, si delibera anche il compenso. 24mila500 euro.

I colori delle facciate cittadine saranno diversificate. Per il centro storico Rotella ha previsto toni dal grigio alla terra. Sul lungomare prevarr à il blu, che richiama il mare e il cielo. La sabbia, chiss à perché, è stata esclusa. Dall'opposizione non tutti condividono il peana in onore di Rotella, che tra l'altro è nipote del grande Mimmo, e pertanto con un surplus di cognome da mettere in campo. Il consigliere Bosco, di Cambiavento, elenca una serie impressionante di inesattezze, li chiama orrori la maggioranza, in difesa guardinga, refusi. Naturalmente qui è l à spuntano i temi di sempre: la citt à sporca, mal gestita, le poche iniziative meritevoli, come il Magna Graecia Film Festival o la Ruota panoramica ultima attrazione del quartiere Lido, cha affogano in un mare di difficolt à per la cittadinanza.

E poi, il problema dei problemi: Giovino, la tripartizione dell'area, bellissima quanto appetibile. Tenta di parlarne il consigliere Costanzo di Fare per Catanzaro. Nonostante la sua notoria vis polemica, non la spunta. La discussione sul tema è gi à fissata per il 12 settembre, alla ripresa, il presidente del Consiglio Polimeni sul punto è irremovibile. In tutto questo il sindaco è assente dall'aula. Non replica, lascia che la difesa e le eventuali sortite in attacco le svolgano i consiglieri a lui vicini.
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