Lavorare in sinergia per raggiungere un obiettivo comune: migliorare l’immagine della Provincia di Vibo Valentia uscendo così fuori dalle classifiche negative nelle quali risiede. Il prefetto Francesco Zito anche se è da pochi mesi a capo della Prefettura, ha le idee ben chiare e, soprattutto, ha una ferrea volontà di interloquire con tutte le forze del territorio per trovare le giuste soluzioni alle varie problematiche.
Facciamo un bilancio di questi suoi mesi di attività. Cosa ha immediatamente riscontrato sul territorio di Vibo Valentia?
“Il bilancio è positivo, il territorio di Vibo è una provincia relativamente piccola rispetto alle altre province calabresi: comprende 50 comuni, circa 168 mila abitanti ed è un territorio che ha molte potenzialità. Purtroppo, sui media nazionali non ha una buona nomea: la provincia di Vibo è in coda nelle classifiche ma ha molte risorse che potrebbe sfruttare sotto il profilo economico, culturale e sociale”.
Nelle scorse settimane, sulla cronaca è balzata la notizia del blitz della Guardia di Finanza al Comune e il paventato dissesto dell’Ente che ha spiazzato un po’ tutti.
“Le indagini della Guardia di Finanza con l’acquisizione di una serie di atti relativi riguardano le gestioni precedenti del Comune sulle quali però, noi non abbiamo elementi. Per quanto riguarda i problemi di carattere finanziario dell’Ente, sappiamo che il Comune di Vibo esce fuori da un dissesto degli anni passati e che, attualmente, ha attivato una procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. E’ normale che dobbiamo sperare, ma questo vale per Vibo e per tutte le amministrazioni che hanno tali problemi, che siano in grado di risolverli. Anche perché i Comuni che hanno difficoltà finanziaria poi, riscontrano deficit nei servizi da offrire alla comunità”.
Il nostro è un territorio molto difficile ed è importante far capire ai cittadini il coraggio della denuncia contro la criminalità organizzata per poter avere un futuro migliore. Ma come si fa a superare la paura?
“In questi ultimi tempi, abbiamo avuto esempi positivi di cittadini che hanno denunciato fenomeni estorsivi ed intimidazioni nei loro confronti avendo un riscontro sia dalla parte delle istituzioni e questo è dovuto ed obbligato, ma anche da parte della società civile. Il problema è che il sentimento nei confronti della criminalità organizzata in provincia di Vibo sia un misto di paura e rassegnazione che poi, si trasformano in silenzio. Il silenzio è collegato alla paura e si combatte solo con la parola, con l’esatto contrario dando il massimo del risalto a quelle che sono le coraggiose azioni di chi si è ribellato alle intimidazioni, alle estorsioni. Sono certo che riusciremo a far capire al cittadino che la criminalità è un male che può essere sconfitto con l’aiuto di tutti. Non si può pensare che siano solo le istituzioni a mettere all’angolo la criminalità organizzata ma tutta la società deve combattere”.
La sua materia prediletta sono gli enti locali e al suo insediamento ha detto che sono “l’interfaccia del cittadino”. Come sta procedendo il dialogo con tutte le realtà?
“La Prefettura è l’interfaccia tra il cittadino e gli Enti locali che sono rappresentati dai cittadini con le istituzioni a livello nazionale o con la Regione. Quindi, la Prefettura è un “facilitatore” nei rapporti tra gli Enti locali che sono i rappresentanti dei cittadini e le Amministrazioni centrali”.
E in questi mesi c’è stato questo rapporto?
“E’ fondamentale che la Prefettura non rimanga chiusa in se stessa ma si apra sul territorio e anche se può sembrare una questione di forma, per noi è importante che la Prefettura e, quindi, il Prefetto vada nei comuni. La presenza deve essere avvertita non solo dal punto di vista formale ma sostanziale. In questi quattro mesi, ho visitato già 20 comuni”.
Le classifiche sulla qualità della vita sono molto negative, cosa si sente di dire e come procederete per dare una svolta a questo territorio?
“Operando in sinergia che, forse, è quello che manca in questa Provincia mettendo insieme tutte le forze pubbliche e private. Su questo territorio ho un’esperienza limitata legata ai mesi di permanenza ma, forse, in passato c’è stata una scarsa propensione ad agire insieme”.
E ai cittadini vibonesi, soprattutto ai giovani, cosa si sente di dire?
“Nei giorni scorsi, nel rapporto Svimez abbiamo visto il dato preoccupante che la Calabria è l’unica Regione in recessione e che il divario fra il Nord ed il Sud del Paese si è amplificato a dismisura. Tutti sappiamo che lo sviluppo della Calabria passa attraverso tanti elementi e, soprattutto, attraverso l’incremento dell’economia insediata. Questa crescita non può essere solo di un’economia conservativa ma deve puntare al futuro altrimenti, i giovani non hanno prospettive. Se guardiamo le statistiche che riguardano la popolazione del vibonese, vediamo che, negli ultimi anni, non ci sono particolari e significativi cali complessivi di popolazione ma se andiamo a vedere le fasce di età all’interno, constatiamo che quella che perde di più è la fascia giovanile. Mentre aumenta la fascia della terza età. E’ chiaro che questo dato attesta che ci sono meno prospettive di lavoro per i giovani costretti ad andare via dai propri luoghi d’origine. Le fughe di cervelli tolgono ai territori forze fresche e necessarie”.
Anche se è a Vibo da pochi mesi, è riuscito immediatamente a creare un legame di fiducia con i cittadini tant’è che molti la definiscono “il prefetto della e con la città”.
“Vorrei che mi vedessero come il prefetto della Provincia e con la Provincia perché Vibo Valentia non è solo Vibo. Mi fa piacere che ci sia questo rapporto ma il territorio ha tante criticità in primis, le strutture viarie e non vorrei passasse un’idea sbagliata perché è importante riuscire a soddisfare le esigenze di tutti: dei piccoli centri e dei centri più grandi”.
Come vede il futuro della Provincia?
“Il prefetto non ha la bacchetta magica né deve averla. Il prefetto non è un tuttologo, un sovrano assoluto che ha il potere di azionare tutte le leve. Il prefetto deve essere un facilitatore quello che cerca di mettere in moto le energie positive: mettere sempre tutti intorno al tavolo per cercare di creare sinergie e avere la possibilità di cambiare”.
Questa Calabria cambierà?
“Tutto cambia. Non dobbiamo perdere la fiducia, l’entusiasmo, la voglia di fare insieme e, soprattutto, puntare sulle risorse che ha il territorio incentivando l’enogastronomico, i prodotti locali, i suoi imprenditori, la cultura”.

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Anche perché i Comuni che hanno difficoltà finanziaria poi, riscontrano deficit nei servizi da offrire alla comunità”. Il nostro è un territorio molto difficile ed è importante far capire ai cittadini il coraggio della denuncia contro la criminalità organizzata per poter avere un futuro migliore. Ma come si fa a superare la paura? “In questi ultimi tempi, abbiamo avuto esempi positivi di cittadini che hanno denunciato fenomeni estorsivi ed intimidazioni nei loro confronti avendo un riscontro sia dalla parte delle istituzioni e questo è dovuto ed obbligato, ma anche da parte della società civile. Il problema è che il sentimento nei confronti della criminalità organizzata in provincia di Vibo sia un misto di paura e rassegnazione che poi, si trasformano in silenzio. Il silenzio è collegato alla paura e si combatte solo con la parola, con l’esatto contrario dando il massimo del risalto a quelle che sono le coraggiose azioni di chi si è ribellato alle intimidazioni, alle estorsioni. Sono certo che riusciremo a far capire al cittadino che la criminalità è un male che può essere sconfitto con l’aiuto di tutti. Non si può pensare che siano solo le istituzioni a mettere all’angolo la criminalità organizzata ma tutta la società deve combattere”. La sua materia prediletta sono gli enti locali e al suo insediamento ha detto che sono “l’interfaccia del cittadino”. Come sta procedendo il dialogo con tutte le realtà? “La Prefettura è l’interfaccia tra il cittadino e gli Enti locali che sono rappresentati dai cittadini con le istituzioni a livello nazionale o con la Regione. Quindi, la Prefettura è un “facilitatore” nei rapporti tra gli Enti locali che sono i rappresentanti dei cittadini e le Amministrazioni centrali”. E in questi mesi c’è stato questo rapporto? “E’ fondamentale che la Prefettura non rimanga chiusa in se stessa ma si apra sul territorio e anche se può sembrare una questione di forma, per noi è importante che la Prefettura e, quindi, il Prefetto vada nei comuni. La presenza deve essere avvertita non solo dal punto di vista formale ma sostanziale. In questi quattro mesi, ho visitato già 20 comuni”. Le classifiche sulla qualità della vita sono molto negative, cosa si sente di dire e come procederete per dare una svolta a questo territorio? “Operando in sinergia che, forse, è quello che manca in questa Provincia mettendo insieme tutte le forze pubbliche e private. Su questo territorio ho un’esperienza limitata legata ai mesi di permanenza ma, forse, in passato c’è stata una scarsa propensione ad agire insieme”. E ai cittadini vibonesi, soprattutto ai giovani, cosa si sente di dire? “Nei giorni scorsi, nel rapporto Svimez abbiamo visto il dato preoccupante che la Calabria è l’unica Regione in recessione e che il divario fra il Nord ed il Sud del Paese si è amplificato a dismisura. Tutti sappiamo che lo sviluppo della Calabria passa attraverso tanti elementi e, soprattutto, attraverso l’incremento dell’economia insediata. Questa crescita non può essere solo di un’economia conservativa ma deve puntare al futuro altrimenti, i giovani non hanno prospettive. Se guardiamo le statistiche che riguardano la popolazione del vibonese, vediamo che, negli ultimi anni, non ci sono particolari e significativi cali complessivi di popolazione ma se andiamo a vedere le fasce di età all’interno, constatiamo che quella che perde di più è la fascia giovanile. Mentre aumenta la fascia della terza età. E’ chiaro che questo dato attesta che ci sono meno prospettive di lavoro per i giovani costretti ad andare via dai propri luoghi d’origine. Le fughe di cervelli tolgono ai territori forze fresche e necessarie”. Anche se è a Vibo da pochi mesi, è riuscito immediatamente a creare un legame di fiducia con i cittadini tant’è che molti la definiscono “il prefetto della e con la città”. “Vorrei che mi vedessero come il prefetto della Provincia e con la Provincia perché Vibo Valentia non è solo Vibo. Mi fa piacere che ci sia questo rapporto ma il territorio ha tante criticità in primis, le strutture viarie e non vorrei passasse un’idea sbagliata perché è importante riuscire a soddisfare le esigenze di tutti: dei piccoli centri e dei centri più grandi”. Come vede il futuro della Provincia? “Il prefetto non ha la bacchetta magica né deve averla. Il prefetto non è un tuttologo, un sovrano assoluto che ha il potere di azionare tutte le leve. 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