Il vice ministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri ha incontrato nella sede compartimentale regionale dell’Anas, presente il dirigente territoriale Francesco Caporaso, il Comitato della Strada che non c’è, come viene definita la strada del Medio Savuto progettata da più di trent’anni e mai completata, molto sentita dalle popolazioni che abitano le due ex Comunità montane del Reventino e del Savuto e che, in ogni caso, rappresenterebbe una via veloce di collegamento tra Catanzaro e Cosenza. Alcuni tratti sono già ultimati, manca del tutto il tratto che da Soveria Mannelli porta alla Due Mari. Come a dicembre Cancelleri era accompagnato dai due parlamentari Cinquestelle Elisabetta Barbuto e Riccardo Tucci. «Oggi siamo qui – ha detto il viceministro a margine dell’incontro – a parlare di una regione che ha grandi deficit che devono essere affrontati. Oggi abbiamo affrontato la Strada del Medio Savuto che ha un nome incredibile, la Strada che non c’è, una strada progettata e mai realizzata, sembra una presa in giro. Qualcuno dirà: sono le solite passarelle da campagna elettorale. Ma dopo il 26 gennaio saremo di nuovo qui con il nuovo Presidente di Regione ad analizzare quali sono le possibilità, i problemi, ma soprattutto analizzare le soluzioni per portare la Calabria fuori da un’arretratezza in campo infrastrutturale che non è più accettabile. Lo dico da uomo del Sud quindi senza rischio di offendere qualcuno». 

«Se al Nord hanno le strade che crollano – ha proseguito il viceministro – qui le strade sono già insicure nella loro percorrenza. La 106 è davvero una strada terribile, non è accettabile che una strada dello Stato sia in quelle condizioni. Dobbiamo intervenite, ci sono tanti soldi a disposizione e dobbiamo partire con i lavori, tagliare i tempi. Una delle richieste che ho fatto al ministro De Micheli è che la 106 ionica fino a Crotone venga inserita nelle opere da commissariare nell’ambito dello Sblocca Cantieri. In questi mesi ho visto che esiste una Calabria e l’altra Calabria, quella che è più indietro ancora, e questa cosa è inaccettabile. E poi i treni. L’Alta velocità non può fermarsi a Salerno, ho parlato sia con Italo che con Trenitalia: dobbiamo cominciare a lanciare messaggi positivi. Da Reggio Calabria si deve arrivare a Milano, e questa cosa la facciamo con Italo a luglio agosto e settembre con la linea sperimentale che collegherà Reggio con Milano, e con Trenitalia con un Frecciargento dedicato senza cambio a Roma, per creare la terza copia che si unisce alle altre due che ci sono e che fanno capolinea a Roma. Stiamo cercando di portare la Calabria in un sistema di Alta velocità che è fondamentale. Ci sono grandi interventi, sulla ionica, per l’autostrada, due miliardi e 300 milioni sulla linea ferroviaria che deve prevedere le velocizzazioni. Sono interventi importanti che danno anche il senso di come questo governo sta guardando al Sud Italia. Le parole di Conte che ha voluto affinare nella legge di bilancio sono molto importanti, perché abbiamo cambiato il paradigma. I fondi per gli investimenti per il Sud non sono fino al 34 per cento, ma almeno per il 34 per cento. Vuol dire che da oggi per il Meridione si spende dal 34 per cento in su. In questo momento è una norma scritta su un pezzo di carta, ma deve diventare milioni di euro in più per le infrastrutture».

Sulla criticità che in regione è rappresentata dalla criminalità «avete in Calabria – ha dichiarato Cancelleri – un pezzo da novanta come Nicola Gratteri che sta facendo davvero un grandissimo lavoro sul territorio che mi ricorda gli antichi fasti siciliani della magistratura. Quindi sosteniamolo, supportiamolo, perché è a lui e persone come a lui che dobbiamo la giustezza della magistratura e dello Stato che in questi territori molto difficili sono presenti con grandi operazioni contro la criminalità».

 

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