Personale del Commissariato P.S. di Lamezia Terme, nel corso di servizi di controllo del territorio effettuati nella mattinata di ieri, mirati a contrastare i fenomeni criminali nelle zone periferiche e montane di quel Centro, con l’ausilio del Gruppo Cinofili della Polizia di Stato di Vibo Valentia e del  Reparto Prevenzione Crimine di Vibo Valentia, ha  effettuato in contrada Caria di Conflenti un servizio mirato, con l’ausilio del  cane antidroga Max  che veniva utilizzato per effettuare una ricerca autonoma, ovvero  senza l’utilizzo del guinzaglio, sotto il controllo visivo del conduttore. 

Nel corso del servizio,  il cane antidroga dava segni di interessamento verso due bidoni in plastica celati all’interno di un grosso cespuglio di rovi nell’alveo di un torrente.

 I bidoni, che venivano tratti allo scoperto, risultavano contenere, ben occultati,  alcuni sacchi di plastica di colore nero con all’interno materiale erbaceo essiccato, del peso complessivo di 4,207 kg., che, posto sotto sequestro e sottoposto ad esame tecnico dalla Polizia Scientifica risultava essere sostanza stupefacente del tipo “marijuana”.

Nella stessa mattinata , in c.da Acquadauzano di Lamezia Terme, personale del Commissariato, all’interno di un casolare, completamente abbandonato con la porta aperta e diverse finestre mancanti, rinveniva  sul pavimento, numerose foglie di cannabis indica, in stato di decomposizione, e diversi fili stesi e canne di bambù, idonee  per l’essiccazione delle piante.

Il controllo veniva esteso ad una struttura in legno e blocchi posta accanto al casolare, probabilmente utilizzata in passato come ricovero per animali. All’interno, adagiato a terra in prossimità di una nicchia, veniva rinvenuto un ordigno artigianale confezionato all’interno di in una bottiglia in vetro,  dalla quale fuoriusciva una miccia di circa dieci centimetri. Accanto all’ordigno venivano rinvenute cinque  cartucce per pistola calibro 357 magnum.  

I rilievi effettuati dal Nucleo Regionale Artificieri della Questura di Catanzaro e dalla Polizia Scientifica, confermavano il potenziale esplosivo dell’ordigno.

Il Sost. Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, dr.ssa Emanuela Costa, immediatamente informata dell’attività di Polizia svolta, disponeva che immediatamente i luoghi fossero messi in sicurezza, con la rimozione di tutto il materiale rinvenuto e la distruzione dell’ordigno che veniva prelevato, trasportato e custodito dagli artificieri della Polizia di Stato per la successiva distruzione. 

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