Nelle immagini, riportate con cura diligente dall’agenzia di stampa quotidiana del Comune, sta tutta la verità sulle vicende preelettorali degli ultimi tre mesi del 2019, quelli dell’infinito tergiversare sulla candidatura lungamente palleggiata tra i due sindaci di Cosenza e Catanzaro, Occhiuto e Abramo: Sergio Abramo e Matteo Salvini che in scioltezza conversano all’ombra dei quercioli tra il Municipio e Villa Trieste, e poi amabilmente negli uffici del Comune, davanti lo sguardo compiaciuto, quasi rapito, dei collaboratori del sindaco. Che il cuore del leader della Lega abbia battuto in favore del sindaco di Catanzaro, è cosa risaputa. La visita di ieri mattina lo ha confermato. Semmai, dà nuova misura di quanto sia consuetudinario il rapporto la quasi identica riproduzione delle parole che Salvini ha speso davanti ai microfoni per sintetizzare la situazione non rosea della Calabria che la sua coalizione, secondo i sondaggi, dovrà governare dopo il 26 gennaio. È sembrato di udire Abramo di poche ore prima, all’incontro con il Forum del terzo settore: stesso richiamo alla prossima crisi dei rifiuti, al debito delle Aziende sanitarie, alla percentuale modesta della spesa rendicontata sui fondi europei. «Abramo ha dimostrato di essere un ottimo amministratore locale», ha sintetizzato con efficacia Salvini, reduce da un altro incontro dal manifesto significato simbolico, con Nicola Gratteri, a poche ore dalla manifestazione in favore del procuratore capo in programma in mattinata davanti al palazzo di Giustizia di Catanzaro.
L’associazione “I Quartieri”, che non è di sinistra, ha subito gridato allo scandalo, accusando Abramo di avere svenduto la città alla Lega, offrendosi come primo sindaco leghista dei capoluoghi della Calabria e senza neanche passare attraverso le elezioni. Tra l’associazione e il sindaco ci sono stati altri episodi di frizione, e questo è solo l’ultimo. Ma è il più duro, con l’accusa manifesto di “tradimento” rispetto al mandato che è stato conferito ad Abramo in nome di Forza Italia.
In ogni modo Abramo incassa l’ammirazione del capo della Lega. Anzi, la sua spinta nel pantheon delle cose da esportare: Catanzaro come modello per le altre città della Calabria, e non solo. Non è investitura da poco, se si fa caso a quanto trapela del pensiero di Salvini su come aiutare la Calabria da uscire dal pantano della cattiva amministrazione: affiancarle gli amministratori “illuminati” del Veneto, della Lombardia, del Friuli. Lo ha detto tra le righe in uno dei suoi tanti discorsi su e giù per la regione, al chiuso, dove riempie le sale come da Confagricoltura a Catanzaro, o all’aperto, dove le piazze, come quella di Riace, non sembrano rispondere con l’ardore di qualche mese fa. Con buona pace di coloro che ripetono non esistere competizione con la figurina pimpante di Giorgia Meloni.
Coincidenze strane, ma pur sempre da annoverare sia pure nel campo delle curiosità. Proprio mentre a Catanzaro Abramo riceveva gli elogi di Salvini, a Roma Mario Occhiuto riceveva riconoscimenti da parte del presidente Sergio Matterella.
Come informa la sua pagina Facebook, in un report presentato questa mattina al Quirinale da Occhiuto al presidente Mattarella, insieme ai Sindaci di dieci città italiane, Cosenza viene definita come “una città proiettata nel futuro” e ne viene sottolineato il profondo cambiamento. “La città di Cosenza – si legge in alcuni passaggi – è profondamente cambiata grazie ad una coraggiosa politica di rigenerazione urbana, di ridisegno della città.”. Il report “L’Italia Policentrica – il fermento della città intermedie”, pubblicato dall’Associazione “Mecenate 90” è stato illustrato al Capo dello Stato dal presidente dell’Associazione, Giuseppe De Rita, presidente del Censis.
Le rivalità, come è ovvio, si consumano in diversi modi e con diverse salse. Quella mediatica è la più pronta all’uso. E, per giunta, non fa male. Fino a prova contraria.

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