n una cornice di pubblico che risente del disamoramento della piazza, il Catanzaro è chiamato a riportare entusiasmo ad un ambiente spento e può riuscirci in un solo modo: con i 3 punti.  Di fronte l’Avellino di Ezio Capuano, che da quando siede in sella ai biancoverdi, ha messo in riga la Ternana, fermato il Bari e causato brividi alla Reggina in una gara contestatissima dagli irpini. Non un avversario agevole per i giallorossi, ma come detto dal tecnico Grassadonia: ‘la squadra prima di tutto deve pensare e lavorare su sé stessa’. Per scacciare crisi e fantasmi mister Grassadonia – che in settimana ha definito una strategia di allenamenti a porte chiuse – opta per una formazione ed un modulo rivoluzionati. Colpiscono in avvio le scelte tecniche che constano di ben 5 cambi rispetto all’ultimo 11 andato in campo contro il Rende: dentro infatti, Signorini, Pinna (esordio per lui), Risolo, Casoli e Nicastro, con Maita e Fischnaller che partono incredibilmente dalla panchina. Abibi tra i pali e Rossetti ad irrobustire il centrocampo al posto di Albadoro sono le novità di Capuano. Il Catanzaro scende in campo in maglia rossa ed a capitanarla c’è Statella (Kanouté vice).

Primo tempo: La gara inizia senza il solito sterile possesso palla dei giallorossi, la squadra di Grassadonia appare più risoluta e meno timorosa del passato ma tutto ciò frutta solo due angoli. Il Catanzaro lascia campo all’Avellino, che al 21’ colpisce la traversa con Micovschi, il centrocampista scuola Genoa raccoglie di prima intenzione l’invito a rete di Charpentier, ma il suo bolide si stampa sul montante, sulla ribattuta a rete Di Gennaro è attento. Lo squillo degli irpini suona come una sveglia per il Catanzaro che fanno valere la regola del ‘gol sbagliato, gol subito’. L’azione parte da una bella iniziativa di Casoli che triangola con Kanoutè e produce una serie di occasioni da rete: sul tentativo di Statella Abibi si distente e ribatte sui piedi di Kanouté il cui tiro viene rimpallato finendo a Favalli che a porta vuota realizza al 24’ il più facile dei tap-in. 1 a 0 per i giallorossi e prima rete con la maglia delle aquile per l’esterno di Cremona. La rete galvanizza Favalli, infatti, Kanouté si dimostra nuovamente un abile regista offensivo e trova libero il numero 3 che quest’oggi appare imprendibile sulla sua fascia di competenza e disegna un cross su cui Nicastro svetta con un gesto atletico pregevole infilando Abibi al 28’ per il 2-0. 3ª rete in campionato per il numero 28. Il Catanzaro prova a chiuderla schiacciando i campani nella propria metà campo, ma l’Avellino adesso prova a reagire con una bella azione sul versante sinistro, in cui la conclusione da fuori di Charpentier fa la barba al palo. Quando manca un giro di orologio alla fine del primo tempo, il Catanzaro si fa male da solo: leggerezza difensiva che parte da passaggi imprecisi di Martinelli e di Di Gennaro con Signorini disattento che si fa beffare da Rossetti, il cross del centrocampista buca l’intervento non impeccabile dell’estremo difensore delle aquile e Di Paolantonio è il più lesto di tutti a ribadire in rete riaprendo così virtualmente la partita. 

Secondo tempo: La seconda frazione si apre con Kanoutè che prova a sfruttare le incertezze della difesa ospite, ma la sua conclusione al 48’ si spegne sul fondo. Al 53’, ancora una ripartenza rapida dei giallorossi che sfruttano la corrente Favalli – devastante quest’oggi sulla fascia – che mette in mezzo un pallone su cui i tentativi di Nicastro e Kanouté non hanno fortuna.

Al 72’ si rivede l’Avellino dalle parti di Di Gennaro: una serie di rimpalli ed incertezze difensive sulla sortita di Charpentier, portano il pallone a Micovschi che ad un metro dalla porta spara altissimo. Al 74’ il Catanzaro prova a chiuderla, bella la conclusione di Nicastro ed ancora più bella è la risposta di Abibi che si distende mettendoci una pezza. È il preludio al gol. Contropiede micidiale dei giallorossi, con Nicastro che supera un ingenuo Laezza e mette in mezzo per Kanouté, il numero 7 salta il portiere dei biancoverdi ed insacca la sua 4ª marcatura in campionato, fissando il risultato sul 3-1.

A pochi minuti dal fischio di inizio Catanzaro-Avellino, gli Ultras Catanzaro hanno voluto simbolicamente risponder La risposta degli ultras è riassumibile nello striscione: sempre e solo per la maglia. Nel finale il senegalese spreca davanti al portiere la sua possibile doppietta.

Ma va bene così. D’altronde, ‘la vittoria è la panacea di tutti i mali’ e il Catanzaro oggi ha vinto e convinto. Le scelte di Grassadonia gli hanno dato ragione ed ora si può guardare con più serenità al futuro a cominciare dalla partita di Coppa Italia di Lega Pro contro il Monopoli di mercoledì 6 novembre. I giallorossi escono da una serie negativa di risultati che non li vedeva uscire con il bottino pieno da quasi un mese (3-1 sul V. Francavilla ndr). Capuano e l’Avellino recriminano solo ed esclusivamente sui propri errori e gli sbandamenti difensivi come quelli di Laezza sintetizzati dal vulcanico tecnico degli irpini attraverso la massima ‘errare umano, perseverare è diabolico’. L’Avellino resta comunque un avversario tosto per tutte le squadre che l’affronteranno e per la salvezza ha una marcia in più. Marcia che adesso il Catanzaro deve intraprendere senza ulteriori battute d’arresto, letali sotto l’aspetto psicologico e di conseguenza del gioco. I giallorossi sono tornati a dettare la ‘legge del Ceravolo’ e finora quando la squadra è andata in vantaggio ha sempre portato a casa un successo.

Adesso il Catanzaro sembra maturo per riprendere la stagione cambiando registro e lavorando su tutti quegli aspetti che sembravano insormontabili. Per riuscirci servirà l’apporto di tutte le componenti: squadra, tifosi e società.

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Il Catanzaro prova a chiuderla schiacciando i campani nella propria metà campo, ma l’Avellino adesso prova a reagire con una bella azione sul versante sinistro, in cui la conclusione da fuori di Charpentier fa la barba al palo. Quando manca un giro di orologio alla fine del primo tempo, il Catanzaro si fa male da solo: leggerezza difensiva che parte da passaggi imprecisi di Martinelli e di Di Gennaro con Signorini disattento che si fa beffare da Rossetti, il cross del centrocampista buca l’intervento non impeccabile dell’estremo difensore delle aquile e Di Paolantonio è il più lesto di tutti a ribadire in rete riaprendo così virtualmente la partita.  Secondo tempo: La seconda frazione si apre con Kanoutè che prova a sfruttare le incertezze della difesa ospite, ma la sua conclusione al 48’ si spegne sul fondo. 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A pochi minuti dal fischio di inizio Catanzaro-Avellino, gli Ultras Catanzaro hanno voluto simbolicamente risponder La risposta degli ultras è riassumibile nello striscione: sempre e solo per la maglia. Nel finale il senegalese spreca davanti al portiere la sua possibile doppietta. Ma va bene così. D’altronde, ‘la vittoria è la panacea di tutti i mali’ e il Catanzaro oggi ha vinto e convinto. Le scelte di Grassadonia gli hanno dato ragione ed ora si può guardare con più serenità al futuro a cominciare dalla partita di Coppa Italia di Lega Pro contro il Monopoli di mercoledì 6 novembre. I giallorossi escono da una serie negativa di risultati che non li vedeva uscire con il bottino pieno da quasi un mese (3-1 sul V. Francavilla ndr). Capuano e l’Avellino recriminano solo ed esclusivamente sui propri errori e gli sbandamenti difensivi come quelli di Laezza sintetizzati dal vulcanico tecnico degli irpini attraverso la massima ‘errare umano, perseverare è diabolico’. L’Avellino resta comunque un avversario tosto per tutte le squadre che l’affronteranno e per la salvezza ha una marcia in più. Marcia che adesso il Catanzaro deve intraprendere senza ulteriori battute d’arresto, letali sotto l’aspetto psicologico e di conseguenza del gioco. I giallorossi sono tornati a dettare la ‘legge del Ceravolo’ e finora quando la squadra è andata in vantaggio ha sempre portato a casa un successo. Adesso il Catanzaro sembra maturo per riprendere la stagione cambiando registro e lavorando su tutti quegli aspetti che sembravano insormontabili. Per riuscirci servirà l’apporto di tutte le componenti: squadra, tifosi e società." 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