Marcello Manna è sindaco di Rende dal lontano giugno 2014, alle ultime amministrative è stato riconfermato alla guida del comune rendese, sconfiggendo l’ex sindaco, ex deputato ed ex assessore regionale Sandro Principe non più tardi del 10 giugno scorso. 

Un osservatore privilegiato che abbiamo incontrato e al quale abbiamo voluto porre alcune domande circa l’attuale situazione politica calabrese. 

Mancano meno di 2 mesi alle elezioni regionali più importanti per la Calabria e ancora il quadro è abbastanza incerto.

«Mi sembra di cogliere che non ci sia unitarietà di intenti in nessuna delle principali coalizioni politiche. Non entro nel merito delle singole questioni ne del centrodestra ne del centrosinistra appartenendo io ad un civismo riformista, però dico che la Calabria ha necessità di progetti importanti. Ha necessità di realizzare quello che fino ad oggi è stato accantonato. Come  i finanziamenti e che invece devono essere riversati verso i comuni, specialmente quelli più piccoli. Il nostro sistema è particolarmente fragile, ci sono comuni che non hanno personale, e intercettare i finanziamenti che ci sono, che vengono dalla Regione, dallo Stato o dall’Unione Europea ad oggi è problematico. Questo significa che dobbiamo provare a organizzare una regione che coinvolga tutti i comuni sui servizi.»

I problemi di questa regione però non finiscono certamente qui.

«È già scoppiato ed avrà effetti devastanti il problema rifiuti, a breve scoppierà il problema idrico. Si tratta di ammodernare le nostre città e la nostra regione. Ben vengano tutte le candidature, ma il dato reale è che noi abbiamo bisogno di progetti concreti, di dati reali, di elementi sui quali poter produrre dei ragionamenti e lavorare. Su questo, a mio parere siamo ancora un pò distanti.»

Un altro dato allarmante nella nostra regione sono i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose o che si trovano in dissesto o pre dissesto.

«Sono stato in commissione parlamentare antimafia dove abbiamo presentato un progetto di modifica della legge riguardante lo scioglimento dei comuni. Bisogna garantire la democrazia dei comuni, ed è necessario che anche i prefetti, prima di adottare i provvedimenti che gli spettano per legge, deve acquisire tutti i dati a favore dell’intera comunità, di quella amministrazione, di quel sindaco. La legge è da correggere ed è un’ulteriore emergenza della nostra regione. Il 50% dei comuni in dissesto e pre dissesto appartiene alla Calabria, questo è un segnale d’allarme importante. Sta a significare che c’è qualcosa che non funziona. Certamente serve fare un ragionamento perché quando si fanno i tagli e si fanno in modo lineare, non si può chiedere ai comuni di uscire dal predisposto con il 40% di devoluzione in meno. Chiedono alle amministrazioni comunali di diventare virtuose ma senza dare la possibilità di farlo. Perché per esempio, i 3 milioni e mezzo che sono stati tagliati a Rende, che è in pre dissesto, sono gli stessi che sono stati tagliati ad un’altra città che invece si trova in buona salute finanziariamente parlando e che può progettare il futuro. Cosi noi non possiamo progettarlo e anche qui si nota una disparità di trattamento e si nota la mancanza di volontà di aiutare un comune che si trova in difficoltà.» 

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