SOVERATO – Mario Occhiuto ieri sera a Soverato ha ripreso il suo tour elettorale in vista delle regionali. Tutto si può dire, ma non che il sindaco di Cosenza non sia stato previdente e non ci abbia pensato in tempo. Quando ancora gli altri, cha e ben vedere ancora non ci sono, tentennano nel prendere l’abbrivio, lui è gi à sulla strada dei progetti, delle idee, degli scenari. Strada lastricata, naturalmente, di belle intenzioni.
Illustrate elegantemente, disegnate con leggerezza, proposte con l’accortezza del designer. Davanti a una platea politicamente molto orientata, con in prima fila lo stato maggiore di Forza Italia catanzarese e di quanto si muove intorno: Mimmo Tallini, Claudio Parente, l’alter ego in campo sanitario Massimo Poggi, il gi à presidente di prima Repubblica farmacologo di fama Pino Nisticò. Mancava per la cronaca, Sergio Abramo. Ma questa, come si dice in gergo, non è una notizia. Tanto che l’impressione alla fine della serata è che Mario Occhiuto si muova su sue piani paralleli che nei suoi desiderata prima o poi sono destinati a incontrarsi, anche se allo stato la relativa sicurezza non c’è.
Un piano è proiettato al futuro, l’idea della potenza rigeneratrice della bellezza applicata all’urbanistica smart&ampgreen oriented, che funga da traino a tutto quanto fa economia, nella direttrice assonante ammaliante e assonante Calabria &ndash Calatrava &ndash California.
L’altro piano è rivolto al passato, e questo capita quando Occhiuto scende nei meandri comuni della politica politicante. Un passato cronologicamente vicino ma sostanzialmente lontanissimo, ancorata a prima dello strappo salviniano di met à agosto, quello che ha portato la scena politica a mutarsi all’improvviso, a rivestire panni inediti, a scombussolare i punti di riferimento degli attori sul palcoscenico, ma anche degli spettatori in platea, i comuni elettori. Questo capita quando Occhiuto, nel rivendicare la legittimit à della sua candidatura, la àncora a un accordo che sarebbe intervenuto al livello nazionale dello schieramento di centro destra, che avrebbe assegnato la Calabria a Forza Italia e, in ragione di questo, a lui medesimo. Da quel che si può evincere, non essendoci riscontri verbalizzati, l’accordo sarebbe avvenuto ai tempi in cui Palazzo Graziolo contava più di Papeete Beach. Come da dichiarazioni salviniane ultime, la Calabria rientra invece nei due o tre obiettivi di prossima conquista che, se pur localizzati e ristretti alle sole regionali, dovrebbero ribadire l’opa di Salvini sulla vecchia coalizione di riferimento e la base della riconquista del potere perduto. Mario Occhiuto insiste nella possibilit à di un accordo che porti alla convergenza sul suo nome, e invoca un incontro tra i partiti che dovrebbero sostenerlo. C’è stato un momento in cui candidarsi alla guida del centro destra in Calabria ha significato vincere facile. Oggi, a poche o dalla cruciale convocazione al Quirinale dei partiti, con lo spettro dell’accordo Pd-M5s ad aleggiare nelle stanze romane e anche calabresi, tutto è rimesso in discussione. Fuorché l’idea rigeneratrice della bellezza.

Condividi

Leave A Reply

object(WP_Post)#5137 (24) { ["ID"]=> int(36581) ["post_author"]=> string(1) "4" ["post_date"]=> string(19) "2019-08-28 00:00:00" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2019-08-27 22:00:00" ["post_content"]=> string(3163) "

SOVERATO - Mario Occhiuto ieri sera a Soverato ha ripreso il suo tour elettorale in vista delle regionali. Tutto si può dire, ma non che il sindaco di Cosenza non sia stato previdente e non ci abbia pensato in tempo. Quando ancora gli altri, cha e ben vedere ancora non ci sono, tentennano nel prendere l'abbrivio, lui è gi à sulla strada dei progetti, delle idee, degli scenari. Strada lastricata, naturalmente, di belle intenzioni.
Illustrate elegantemente, disegnate con leggerezza, proposte con l'accortezza del designer. Davanti a una platea politicamente molto orientata, con in prima fila lo stato maggiore di Forza Italia catanzarese e di quanto si muove intorno: Mimmo Tallini, Claudio Parente, l'alter ego in campo sanitario Massimo Poggi, il gi à presidente di prima Repubblica farmacologo di fama Pino Nisticò. Mancava per la cronaca, Sergio Abramo. Ma questa, come si dice in gergo, non è una notizia. Tanto che l'impressione alla fine della serata è che Mario Occhiuto si muova su sue piani paralleli che nei suoi desiderata prima o poi sono destinati a incontrarsi, anche se allo stato la relativa sicurezza non c'è.
Un piano è proiettato al futuro, l'idea della potenza rigeneratrice della bellezza applicata all'urbanistica smart&green oriented, che funga da traino a tutto quanto fa economia, nella direttrice assonante ammaliante e assonante Calabria &ndash Calatrava &ndash California.
L'altro piano è rivolto al passato, e questo capita quando Occhiuto scende nei meandri comuni della politica politicante. Un passato cronologicamente vicino ma sostanzialmente lontanissimo, ancorata a prima dello strappo salviniano di met à agosto, quello che ha portato la scena politica a mutarsi all'improvviso, a rivestire panni inediti, a scombussolare i punti di riferimento degli attori sul palcoscenico, ma anche degli spettatori in platea, i comuni elettori. Questo capita quando Occhiuto, nel rivendicare la legittimit à della sua candidatura, la àncora a un accordo che sarebbe intervenuto al livello nazionale dello schieramento di centro destra, che avrebbe assegnato la Calabria a Forza Italia e, in ragione di questo, a lui medesimo. Da quel che si può evincere, non essendoci riscontri verbalizzati, l'accordo sarebbe avvenuto ai tempi in cui Palazzo Graziolo contava più di Papeete Beach. Come da dichiarazioni salviniane ultime, la Calabria rientra invece nei due o tre obiettivi di prossima conquista che, se pur localizzati e ristretti alle sole regionali, dovrebbero ribadire l'opa di Salvini sulla vecchia coalizione di riferimento e la base della riconquista del potere perduto. Mario Occhiuto insiste nella possibilit à di un accordo che porti alla convergenza sul suo nome, e invoca un incontro tra i partiti che dovrebbero sostenerlo. C'è stato un momento in cui candidarsi alla guida del centro destra in Calabria ha significato vincere facile. Oggi, a poche o dalla cruciale convocazione al Quirinale dei partiti, con lo spettro dell'accordo Pd-M5s ad aleggiare nelle stanze romane e anche calabresi, tutto è rimesso in discussione. Fuorché l'idea rigeneratrice della bellezza.

" ["post_title"]=> string(28) "Mario Occhiuto for President" ["post_excerpt"]=> string(122) "L’impressione che Occhiuto sconti l’ancoraggio a un quadro politico precedente allo strappo salviniano di metà agosto" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(28) "mario-occhiuto-for-president" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2019-08-28 00:00:00" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2019-08-27 22:00:00" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(57) "https://www.noidicalabria.it/mario-occhiuto-for-president/" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" }