“Mentre continuano ad arrivarmi notizie allarmanti e preoccupanti sull’illegittimità di alcune procedure e sulle condizioni di sottomissione e grave disagio che stanno subendo i dipendenti della Regione Calabria, ancora non è arrivata una risposta chiara dal Presidente Irto sul vergognoso tentativo di imporre l’attuale segretario generale anche per la prossima legislatura. Da che parte sta il PD? Scelga, tra gli onesti dipendenti del Consiglio regionale e i giochi di palazzo di fine regime”.
È ancora il deputato calabrese del M5S Alessandro Melicchio che chiede una posizione chiara e definitiva sulla modifica del regolamento degli uffici e dei servizi che consentirebbe all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Calabria di prorogare le figure apicali della burocrazia regionale. “Mi hanno mandato una lettera-sfogo anonima, scritta, a quanto sembra, da un dipendente del Consiglio, che gira da un po’ tra gli uffici e che denuncia un sistema malato, con l’avvallo della politica, che rende difficile lavorare serenamente all’interno del Consiglio regionale. Ma soprattutto c’è un problema sui procedimenti che hanno consentito al segretario generale in carica di occupare una posizione fondamentale per il funzionamento della burocrazia regionale. In questi giorni – continua il parlamentare pentastellato – si è proposto il problema del CORAP ex ASIREG e su un eventuale passaggio dei dipendenti dal CORAP ad un Ente pubblico quale la Regione, contestato in quanto non consentito dalle norme sui dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Perché mai, invece le stesse norme non valgono per il segretario generale? Eppure il dott. Priolo è stato assunto come funzionario presso l’ASIREG di Reggio Calabria (Ente Pubblico Economico) e poi successivamente comandato presso il CO.RE.COM. del Consiglio regionale della Calabria nonostante il divieto assoluto previsto dal D.Lgs 165/2001 sia di comando che di trasferimento da un Ente pubblico Economico ad un Ente pubblico come la Regione. Anche il dirigente delle Risorse Umane aveva posto l’attenzione sulla illegittimità di questi procedimenti sostenendo come “l’intera procedura di comando e quella di trasferimento del dott. Priolo presso il Consiglio regionale sia inficiata da illegittimità in quanto lo stesso sia alla data del comando che alla data del trasferimento non possedeva lo status giuridico di dipendente pubblico per come definito e disciplinato dal D. Lgs 29/93 e s.m.i. successivamente confluito nel D.Lgs n. 165 del 2001 e s.m.i. bensì quello di dipendente di un ente pubblico economico.” Voglio per questo fare un ultimo appello a Irto e al suo partito, – conclude Melicchio – per dirgli che la discontinuità con i metodi deprecabili del passato va praticata, non solo dichiarata. Non proroghi quindi il segretario generale nel prossimo Ufficio di Presidenza.”

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