“Raccolgo con piacere l’invito rivolto dal neorettore dell’Università della Calabria ai politici calabresi. In qualità di attuale candidato alla carica di Presidente della Regione Calabria nonché di recente Presidente degli industriali reggini, condivido con decisione il riferimento al ruolo dell’università quale istituzione autonoma e indipendente che offre il proprio contributo alla realizzazione di una società migliore. Occorre a tal fine ricordare che nella nostra regione è in atto da tempo un vero e proprio declino demografico, e tale declino riguarda soprattutto le generazioni di giovani ultra-qualificati, costretti ad abbandonare la nostra terra per mancanza di prospettive concrete”. Così inizia la lettera aperta indirizzata dal promotore della Calabria che vogliamo, Giuseppe Nucera al neorettore dell’Università della Calabria Nicola Leone, che nel suo discorso di insediamento si è rivolto ai candidati alle regionali, chiedendo che la legge regionale sul diritto allo studio diventi per la politica una priorità.
“I nostri giovani ricercatori – denuncia Nucera – vanno via dalla Calabria anche per colpa di chi per troppo tempo ha predicato legalità, ma nei fatti non ha mai compiuto alcuna azione concreta per invertire la rotta quando il sistema universitario si è rivelato autoreferenziale e refrattario al cambiamento. Purtroppo, negli ultimi anni, l’università calabrese ha finito per cullarsi nell’abbraccio mortifero della politica regionale, e ciò ha ostacolato la diffusione del sapere tra ampie fasce della popolazione calabrese, rimaste emarginate o escluse dai benefici offerti dalla scienza. È mancata la capacità di cogliere le connessioni tra università e società, e come entrambe possano essere d’aiuto reciproco nella risoluzione dei problemi economici, sociali ed ambientali della nostra regione. Secondo l’ex presidente di Confindustria Reggio Calabria “in Calabria non mancano università, centri e fondazioni regionali di ricerca, ma finora le Istituzioni non sono state in grado di collaborare a risolvere i problemi della Calabria, la cui situazione socioeconomica è invece peggiorata nel confronto con le altre regioni italiane ed europee. Tutto ciò dovrà cambiare. L’idea di università che intendiamo contribuire a promuovere è quella di un sistema in grado di riconoscere e premiare il talento ovunque esso si trovi e, soprattutto, che sia capace di realizzare una comunità aperta, nella quale studenti e docenti si dedichino a coltivare i saperi all’interno di un clima di fruttuoso dialogo interdisciplinare con le comunità locali”.
Concepiamo l’università – spiega in conclusione Giuseppe Nucera – come una autentica fucina di talenti, e – una volta alla guida della Regione Calabria – intendiamo fare la nostra parte perché si superino personalismi, campanilismi o steccati, e si accelerino le ricadute industriali della ricerca scientifico-tecnologica, con l’ulteriore vantaggio di creare posti di lavoro di qualità nella nostra terra. Questa visione di università, fondata su una concezione di sviluppo integrale della persona, assume oggi una rilevanza nuova ed inedita, in considerazione anche del fatto che il mercato del lavoro tende spesso a valorizzare l’aspetto tecnico-professionalizzante della formazione universitaria a discapito della componente umanistica, la quale rimane invece un inesauribile giacimento culturale soprattutto in regioni come la Calabria, oggi fortunata erede della cultura magnogreca”.

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