Quando si è trattato di comporre la scenografia dell’anomala conferenza stampa nella quale Mario Oliverio ha dato lettura della sua lettera aperta a Jasmine Cristallo, considerato che il pur lungo tavolo della Sala Oro della Cittadella non poteva contenere tutti gli assessori di giunta e i consiglieri regionali rimasti fedeli, qualcuno ha proposto un quadro simile a quello con il quale i procuratori forniscono il resoconto dell’esecuzione delle loro ordinanze: un primo piano di seduti, un secondo in piedi a circondare il capo. Il consigliere Aieta ha declinato l’invito, ritenendo la soluzione poco elegante dal punto di vista scenico e neanche produttiva da quello mediatico. Gli hanno dato prontamente ragione, qualche sedia è stata rimediata negli uffici vicini, qualcuno ha fatto numero alle ali.
La conferenza stampa, convocata ad horas per fornire “importanti comunicazioni sulla fase politica elettorale”, non ha ammesso domande, risolvendosi in una semplice comunicazione del presidente. Ma ha fornito egualmente risposte. Ha dato misura della tenacia e della caparbietà con le quali Mario Oliverio persegue il suo scopo ultimo. Che, oggettivamente, non può essere quello di riuscire nell’impresa di confermarsi alla guida della Regione Calabria. Se qualcuno del suo entourage continua a prospettarlo, gli rende un cattivo servizio. Troppo frammentato il quadro politico di riferimento, troppo ristretto il bacino d’opinione su cui eventualmente contare nell’aspettativa di voto. Oliverio ha cinque liste quasi pronte a suo sostegno, una in più di quante solo pochi minuti prima si considerava: una a suo nome, una di area riformista-socialista ispirata da Luigi Incarnato, una proveniente dal mondo dell’imprenditoria, due supportata dalla rete di amministratori sparsi nelle cinque province, con molti sindaci disposti a mettersi in gioco personalmente. L’incertezza sul numero, quattro o cinque, è indice dell’urgenza dei tempi, ricordata utilmente dallo stesso Oliverio: le ore 12 del 28 dicembre è l’ora estrema entro la quale le liste devono essere presentate agli uffici elettorali circoscrizionali e regionale. Si cerca di ampliare per quanto possibile la base del consenso, ma questo è un problema comune anche al campo degli altri gruppi e coalizioni che si stanno prospettando.
Invece, l’urgenza della convocazione della conferenza da parte di Oliverio è stata dovuta alla necessità di anticipare la venuta del segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti, suggerendogli i passi da compiere e le porte alle quali bussare. Non quella di Pippo Callipo, evitando quello che Oliverio ha definito “il dejavù (sic, ndr) del rito che si svolge da quindici anni”. Bensì quella delle sardine, che non hanno sedi né organi costituiti ma hanno una referente reginale, la trentanovenne catanzarese Jasmine Cristallo, già promotrice delle levata di lenzuoli contro Salvini in estate e ora portatrice anche in tv nazionali della tensione antipopulista e antisovranista calabrese, soprattutto giovanile. Oliverio ha dato lettura della “Lettera aperta a Jamine Cristallo”, alla quale domenica pomeriggio aveva già telefonato Pippo Callipo.
È probabile che in cuor suo Jasmine sia contenta di tante attenzioni, amplificate dalla copia della lettera inviata per conocenza allo stesso Zingaretti, a Renzi, Speranza,Di Maio. Al momento si è limitata all’appello in favore dell’unità delle forze progressiste, includendo al novero tradizionale i 5S, e della responsabilità anche morale consona ai tempi difficili che si stanno vivendo: “Siate madri, siate padri”.
Oliverio è troppo scafato politicamente per non sapere che un’apertura quale quella manifestata, all’ultimo momento e dettando altre condizioni, avrebbe avuto l’effetto opposto a quello prospettato. Zingaretti confermerà tappe e interlocutori. Oliverio e le sue liste saranno il pretesto per ulteriori determinazioni della segreteria nazionale del Partito democratico.

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