Forte, determinata e combattiva: si presenta così Paola Lemma, commissaria Udc per l’area metropolitana di Reggio Calabria, pronta a dare battaglia sul fronte politico cittadino e regionale in vista delle consultazioni elettorali per il nuovo governo della Città metropolitana e Regione. E lo fa riconsiderando innanzitutto il ruolo della donna in politica, fuori dai cliché imposti dalla cultura dominante e scavalcando addirittura alcune convinzioni che hanno fatto presa nel corso del tempo.
Parlare del ruolo della donna in politica lo considera un po’ demodé rispetto ad una realtà completamente diversa dal passato?
“Sarebbe opportuno che la donna scendesse in campo e si imponesse con le sue idee, con l’impegno, la forza di volontà che è tipica della donna. Nel mio caso, sono commissaria provinciale di un partito e nessuno avrebbe potuto impedirmi di candidarmi all’interno della mia lista. Scientemente non l’ho fatto perché ritengo che per modificare le cose non occorre una legge ma che i partiti siano gestiti anche da donne e che le stesse si impongano perché i nomi all’interno delle liste non siano delle mere candidature riempitive ma siano delle candidate vere. Questo è il mio impegno reale, concreto e quotidiano per le donne. Sostengo tutte le iniziative in questo senso, ma allo stesso tempo dico che non basta, è necessario che all’interno dei punti chiave, al momento della formazione delle liste, le donne si impongano e nel momento in cui c’è qualcosa che non piace, abbiano la schiena dritta per poter dire di no e di opporsi a quella regola al maschile perché alla fine i maschi discutono e fanno finta di litigare ma poi per la poltrona di turno trovano la quadra. Invito le donne a trovare la quadra ma non accontentarsi della poltrona e rivendicare, invece, il ruolo che nessuno può togliere. Perché nel 2019 continuare a parlare ancora di questo problema è proprio obsoleto ed anacronistico”.
Quali le sue impressioni sull’attuale situazione politica cittadina, permeata da una evidente confusione proveniente da ambedue gli schieramenti politici di centrodestra e centrosinistra?
“La politica è una cosa seria e deve prescindere dal personalismo. Perché l’obiettivo di chi sta in politica deve essere il bene comune. Se noi vogliamo riqualificare la politica e riportare la gente, ormai nauseata, ad interessarsi ad essa dobbiamo fare tutti un passo indietro, sedersi ai tavoli e riportare la politica ad essere confronto, talvolta anche scontro, purché dopo si esca fuori con un progetto che sia territoriale. Invito i partiti a fare tutti un passo indietro, a ragionare e trovare la quadra sul nome che faccia capo ad una sola esigenza, cioè quella di risolvere i problemi di una città che è devastata e di una regione che certo non sta meglio. Perché il centrosinistra ha fallito in tutto quello che poteva fallire. Abbiamo una città metropolitana che sembra un contenitore rimasto vuoto, una regione con vocazione turistica dove l’agricoltura dovrebbe farla da padrone, e non abbiamo assessori né al turismo né alla regione perché il presidente Oliverio ha trattenuto per se le deleghe. Giusto, ma vorrei capire che cosa è stato fatto”.
Quali progetti dell’UDC per la città?
“Il partito non è commissariato. Diciamo che, in un momento in cui ha vissuto un calo fisiologico a livello anche nazionale, era rimasto un po’ allo sbando. Per cui, senza passare attraverso un’assemblea o altro, mi è stato conferito questo incarico. Quindi non è un commissariamento dettato da qualcosa, da qualche accadimento preciso ma una sorta di ponte, transizione verso poi una riqualificazione, ricostruzione del partito. Un’operazione che sta andando avanti, tant’è che siamo diventati interessanti e appetibili”.
Nuova linfa per il suo partito: il consigliere comunale Nicola Paris passa ufficialmente con l’UDC.
Si, il suo passaggio è ufficiale, ha già partecipato a qualche riunione come l’ultimo incontro che abbiamo avuto a Lamezia alla presenza dell’onorevole Cesa. Ormai Nicola fa parte a pieno titolo della nostra squadra, con grande piacere da parte nostra perché viene comunque da una esperienza di politica comunale, conosce bene i meccanismi e di conseguenza credo che possa dare un grosso contributo anche alla Regione, lui è uno dei nostri candidati. La squadra che abbiamo messo in campo è abbastanza forte e competitiva. Stiamo stati attenti a non essere una locomotiva ma abbiamo composto una squadra che si gioca la partita più o meno ad armi pari e che risponde al partito.
Ovviamente la vostra collocazione naturale è con il centrodestra. E’ così?
“Certo. L’onorevole Cesa sta lavorando affinché il centro riprenda vigore, nonostante lo stesso non viva un buon momento. Purtroppo la gente in questo momento è fuorviata da tutta una serie di informazioni. Il sovranismo, come il populismo, così come il fenomeno, fortunatamente in caduta libera, dei 5 stelle, rientrano in una politica che purtroppo è diventata l’arte dell’improvvisazione. Penso che in politica bisogna fare esperienza, cadere e poi riprendersi da dove si è sbagliato. Nessuno di noi è nato con la verità dentro. Per fare questo occorre affrontare con responsabilità tutte le cose che si presentano. Nel prossimo futuro ci saranno delle novità importanti per l’UDC ma non voglio parlare adesso perché si tratta di progetti in gestazione.
Stiamo lavorando alla formazione della lista alla Regione. Per quanto riguarda Reggio e provincia non ci sentiamo secondi a nessuno. Riteniamo di avere pari dignità ed esigiamo che i tavoli si riuniscano per discutere sia delle problematiche regionali sia dei problemi della città. Si stanno avvicinando tanti giovani e stiamo raccogliendo il malcontento. Ma vorrei che il simpatizzante o il candidato si avvicinasse per convinzione e non per reazione perché quest’ultima non porta mai buoni risultati.
In questo progetto, sia io che tante altre persone, ci stiamo spendendo perché crediamo sia fondamentale riportare un equilibrio anche tra i partiti, nel senso che non sta bene né il sovranismo né l’appiattimento assoluto verso determinati valori. Noi riteniamo che i valori fondanti e pregnanti come quelli della famiglia, della Chiesa, dell’educazione verso la scuola sia alla base di una società che si possa considerare civile. Mi riferisco ovviamente a valori universali, quelli che non tramontano mai”.
Qualche idea per la Città metropolitana?
“E’ importante creare degli anelli di giunzione tra le periferie ed il centro città. Voglio dire che oggi sento un malcontento per la distanza con le istituzioni. Quando governeremo, perché credo che il centrodestra governerà Regione e città, attueremo esattamente questo: creare una rete in modo tale da mettere in comunicazione la città con tutti i paesini, perché ogni realtà deve essere rappresentata. Questo sarà un punto che noi dovremo dibattere”.

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Quindi non è un commissariamento dettato da qualcosa, da qualche accadimento preciso ma una sorta di ponte, transizione verso poi una riqualificazione, ricostruzione del partito. Un’operazione che sta andando avanti, tant’è che siamo diventati interessanti e appetibili”. Nuova linfa per il suo partito: il consigliere comunale Nicola Paris passa ufficialmente con l’UDC. Si, il suo passaggio è ufficiale, ha già partecipato a qualche riunione come l’ultimo incontro che abbiamo avuto a Lamezia alla presenza dell’onorevole Cesa. Ormai Nicola fa parte a pieno titolo della nostra squadra, con grande piacere da parte nostra perché viene comunque da una esperienza di politica comunale, conosce bene i meccanismi e di conseguenza credo che possa dare un grosso contributo anche alla Regione, lui è uno dei nostri candidati. La squadra che abbiamo messo in campo è abbastanza forte e competitiva. Stiamo stati attenti a non essere una locomotiva ma abbiamo composto una squadra che si gioca la partita più o meno ad armi pari e che risponde al partito. Ovviamente la vostra collocazione naturale è con il centrodestra. E’ così? “Certo. L’onorevole Cesa sta lavorando affinché il centro riprenda vigore, nonostante lo stesso non viva un buon momento. Purtroppo la gente in questo momento è fuorviata da tutta una serie di informazioni. Il sovranismo, come il populismo, così come il fenomeno, fortunatamente in caduta libera, dei 5 stelle, rientrano in una politica che purtroppo è diventata l’arte dell’improvvisazione. Penso che in politica bisogna fare esperienza, cadere e poi riprendersi da dove si è sbagliato. Nessuno di noi è nato con la verità dentro. Per fare questo occorre affrontare con responsabilità tutte le cose che si presentano. Nel prossimo futuro ci saranno delle novità importanti per l’UDC ma non voglio parlare adesso perché si tratta di progetti in gestazione. Stiamo lavorando alla formazione della lista alla Regione. Per quanto riguarda Reggio e provincia non ci sentiamo secondi a nessuno. Riteniamo di avere pari dignità ed esigiamo che i tavoli si riuniscano per discutere sia delle problematiche regionali sia dei problemi della città. Si stanno avvicinando tanti giovani e stiamo raccogliendo il malcontento. Ma vorrei che il simpatizzante o il candidato si avvicinasse per convinzione e non per reazione perché quest’ultima non porta mai buoni risultati. In questo progetto, sia io che tante altre persone, ci stiamo spendendo perché crediamo sia fondamentale riportare un equilibrio anche tra i partiti, nel senso che non sta bene né il sovranismo né l’appiattimento assoluto verso determinati valori. Noi riteniamo che i valori fondanti e pregnanti come quelli della famiglia, della Chiesa, dell’educazione verso la scuola sia alla base di una società che si possa considerare civile. Mi riferisco ovviamente a valori universali, quelli che non tramontano mai”. Qualche idea per la Città metropolitana? “E’ importante creare degli anelli di giunzione tra le periferie ed il centro città. Voglio dire che oggi sento un malcontento per la distanza con le istituzioni. Quando governeremo, perché credo che il centrodestra governerà Regione e città, attueremo esattamente questo: creare una rete in modo tale da mettere in comunicazione la città con tutti i paesini, perché ogni realtà deve essere rappresentata. Questo sarà un punto che noi dovremo dibattere”. 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