Dopo la debacle del Partito Democratico nelle elezioni regionali in Umbria, diventa necessaria una attenta riflessione sullo stato del PD calabrese che si trova in una condizione di sfascio e senza guide autorevoli.
In Calabria occorre perseguire una nuova idea di partito: si dovrà condurre una battaglia culturale diversa per un “partito utile alla comunità di cui fa parte”.
In una democrazia di massa la forza di un partito sono i simpatizzanti, gli aderenti, i comunicatori, gli elettori; non si sollecitano i simpatizzanti, non si acquisiscono aderenti, non si formano comunicatori, non si conquistano elettori se non si fanno circolare le idee possedute e i programmi formulati.
Serve dotare il Partito di un nucleo di studiosi e di ricercatori, il cui compito, liberi da preoccupazioni politiche o amministrative, sia, soprattutto, quello di elaborare idee, affinarle, predisporne la divulgazione, derivarne le concrete commisurazioni alle necessità della vita politica. È uno dei compiti più urgenti. Bisogna, in sintesi, creare un grande “cervello collettivo” fatto da persone disponibili ad aiutare il partito ad aprirsi e farsi contagiare dalle eccellenze.
In Calabria, il più delle volte, ancor oggi, i Circoli (forse sarebbe meglio tornare all’antica denominazione di Sezione), quei pochissimi che sono aperti e attivi, sono una stazione locale che riceve direttive e slogan propagandistici ed una “buca” che raccoglie messaggi con segnalazioni o richieste di lavoro. Questa vocazione del Circolo non dovrà mai cessare di essere; ma il Circolo deve divenire la base essenziale, la ramificazione locale del Partito Democratico. Il Partito, mediante i Circoli, rinnovati negli strumenti di comunicazione e presenza, deve respirare ramificandosi in ogni categoria di cittadini, trasmettendo al centro ogni opinione, ogni critica, ogni suggerimento affinché il PD si orienti, si ambienti, operi in conformità delle esigenze vive della collettività.
Si deve sapere parlare a tutti:
• ai giovani, anche attraverso i social, non ghettizzandosi all’interno del partito, ma offrendo le idee a tutti, non tralasciando coloro che navigano su Internet;
• agli anziani che possono, anzi debbono essere partecipi, con il loro coinvolgimento nelle scelte;
• ai lavoratori con l’avvicinarci ai loro problemi.
Si deve andare alla riscoperta della passione e della volontà per proporre un Partito con idee e valori positivi con lo sguardo rivolto al presente ma con una mente visionaria che prepara il miglior futuro possibile. Non si vince mai se si ignora o, peggio, se si combatte il futuro.
In sintesi, un lucido ed appassionato impegno per il cambiamento, per la presenza mirata allo sviluppo dei territori attraverso il rilancio del PD, delle sue idee e delle sue risorse umane più attive e sincere nel perseguimento del bene comune.
Per fare tutto ciò è necessario impegnarsi per una rifondazione del PD calabrese che ritorni alle incompatibilità, teoriche e di fatto, fra incarichi di partito ed incarichi amministrativi e governativi e che miri alla valorizzazione delle persone competenti, entusiaste, serie e propositive mettendo da parte rendite di posizione che provengono da lustri di gestione del potere che non ha dato né potrà dare prospettive.
Domenico Francesco Richichi (membro Commissione regionale di garanzia del PD)

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