La svolta interventista sulle regionali 2020 di Pippo Callipo si è consumata in poche ore nella mattinata dell’ultimo sabato di novembre. Poiché non a tutti è chiaro come si siano svolti i fatti, lo abbiamo chiesto direttamente all’imprenditore vibonese.

«Sabato alle 11.10 ho diffuso un comunicato con tanto di logo “Io resto in Calabria”, provocato da tanti suggerimenti e da tante emozioni, in cui manifestavo la volontà di scendere in campo, offrendo la mia disponibilità e aprendomi a partiti, associazioni, movimenti civici, a chiunque condivida i principi che porteremo avanti in questo tentativo di futura politica per la Calabria».

E nel breve giro di posta Zingaretti si è subito fatto sentire…

«Hanno evidentemente mezzi di comunicazione molto efficienti e oleati, se dopo forse un’ora Zingaretti ha aderito a questa mia proposta , come poi hanno aderito “10 idee per la Calabria” del professore Gattuso, Articolo 1 e altre componenti».

Callipo, avrà messo in conto la levata di scudi della parte di Pd che si richiama  a  Oliverio, con toni anche scomposti …

«Scomposti in che senso … Non penso verranno a picchiarmi (Callipo è divertito nel dirlo, ndr) … La Bruno Bossio ha sentenziato che io sono uomo di destra, che sono questo o quello. Vorrei chiederle cosa vuol dire oggi essere di destra o di sinistra. Innanzitutto posso assicurare che non sono di destra. Mi sono ritrovato in un convegno, ho fatto una foto con la signora Wanda (dice così e si riferisce chiaramente alla Ferro, ndr), mio nipote equiparato a un figlio, il senatore Giuseppe Mangialavori è in Forza Italia, ma questo cosa vuol dire. Ognuno fa le sue scelte e percorre la sua strada. Non saprei … non sono contro nessuno, rispetto tutti. Vado avanti con la mia mentalità così come sono cresciuto, non è una guerra contro altri. Dirò quale è la mia linea, il mio modo di vedere e, al di là del programma,  interverrò sul modo di gestire il programma, di metterlo in pratica, incidendo nella vita stessa della Cittadella regionale. Vede, il programma… va bene, ci affidiamo al miglior professore universitario e ci farà il miglior programma del mondo. Però il problema è come metterlo in pratica. E cercherò di far capire alla gente di Calabria che questa è la cosa importante … Negli ultimi anni non abbiamo visto una buona applicazione del programma».

Sì, è vero. Sulla carta si presentano tutti ben fatti condivisibili… Quello di Loiero, ricordo, era anche di grande eleganza formale…

«Ma io aggiungo un paradosso. Prenderei il programma dell’ultimo governatore, e anche quello del precedente, sarà sicuramente un buon programma. Vuole che non parli di buona sanità, di viabilità, sviluppo, agricoltura? Quando mi chiedono quale sarà il primo punto di azione, rispondo: sarà quello di formare una squadra con presone di sicura professionalità, efficienti, che meritano, conferendo incarichi precisi a queste persone. Non tenendo deleghe per me, perché non ho nulla da gestire, affidandole agli assessori qualora venissimo eletti. E gli assessori ne risponderanno in modo collegiale, in riunioni frequenti e partecipate, in  modo che ognuno possa illustrare come sta portando avanti il programma e ognuno sarà responsabile di quel settore…».

Callipo, ma a questo punto della storia lei attende un segno da parte del M5S?

«Non credo che ci sarà un cenno da parte loro. Da parte mia c’è l’apertura per tutti, compreso oggi il M5S, anche se il capo politico Di Maio mi ha definito “il cavallo di Troia” del Pd. Non ho capito cosa voglia dire. Sapendo cosa è il “cavallo di Troia”, non capisco cosa vuol dire. Forse che io sarei entrato di nascosto, camuffato, negli ingranaggi dei 5Stelle per fare che cosa, preparare la loro rovina… Mah, non capisco, ma rispetto anche la sua opinione».

E sul fronte “Sardine”:  ha avuto contatti con Jasmine Cristallo, in Calabria figura emergente del movimento spontaneo di giovani e non, tutti accomunati dall’essere contro populismi e sovranismi?

«Ho avuto un contatto telefonico con la signora Cristallo domenica pomeriggio mentre scendevo al Palazzetto di Reggio Calabria per la Volley Vibo (è andata male per la squadra del cuore di Callipo, sconfitta al quinto set dalla squadra di Ravenna, ndr). Ci siamo scambiati qualche opinione e abbiamo deciso di incontrarci uno di questi giorni».

E intanto ha incassato la benevolenza dell’imprenditore De Masi.

«Beh, De Masi in effetti è stato il pungolo di tutto questo che avviene. È stato instancabile, e sicuramente mi darà una mano di aiuto in questa operazione che è molto delicata, difficile. Cercheremo di liberare i calabresi. I calabresi non sono liberi. Con la mia squadra cercheremo di liberare i calabresi che sono portatori di diritti come i lombardi, piemontesi, veneti. Dovranno avere gli stessi diritti verso la sanità e tutto il resto. E anche una migliore burocrazia. Sto percorrendo la provinciale 110, oltre un anno e mezzo fa è crollata parre della carreggiata e non hanno ancora messo mano a ripararla, e ci sono comuni come San Nicola, Vallelonga, la stessa Serra San Bruno che per raggiungerli bisogna percorrere una mulattiera. Nessuno prende provvedimenti. Questo vuol dire essere uomini liberi? Questo vuol dire vivere in una moderna civiltà? Non dobbiamo sempre essere lì a chiedere il favore, come nelle vecchie amministrazioni. Calza bene un versetto della poesia di Nicola Giunta che maldestramente recito: “Nani sugnu iddi /e vonnu a tutti nani” … Ovvero, questi personaggi sono dei nani e vogliono che la popolazione rimanga nana, che non si sviluppi, che i giovani non ragionino, non si facciano avanti, non arrivino alle amministrazioni, perché allora diventeranno giganti, e questi nani che ci amministrano scomparirebbero».

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E nel breve giro di posta Zingaretti si è subito fatto sentire… «Hanno evidentemente mezzi di comunicazione molto efficienti e oleati, se dopo forse un’ora Zingaretti ha aderito a questa mia proposta , come poi hanno aderito “10 idee per la Calabria” del professore Gattuso, Articolo 1 e altre componenti». Callipo, avrà messo in conto la levata di scudi della parte di Pd che si richiama  a  Oliverio, con toni anche scomposti … «Scomposti in che senso … Non penso verranno a picchiarmi (Callipo è divertito nel dirlo, ndr) … La Bruno Bossio ha sentenziato che io sono uomo di destra, che sono questo o quello. Vorrei chiederle cosa vuol dire oggi essere di destra o di sinistra. Innanzitutto posso assicurare che non sono di destra. Mi sono ritrovato in un convegno, ho fatto una foto con la signora Wanda (dice così e si riferisce chiaramente alla Ferro, ndr), mio nipote equiparato a un figlio, il senatore Giuseppe Mangialavori è in Forza Italia, ma questo cosa vuol dire. Ognuno fa le sue scelte e percorre la sua strada. Non saprei … non sono contro nessuno, rispetto tutti. Vado avanti con la mia mentalità così come sono cresciuto, non è una guerra contro altri. Dirò quale è la mia linea, il mio modo di vedere e, al di là del programma,  interverrò sul modo di gestire il programma, di metterlo in pratica, incidendo nella vita stessa della Cittadella regionale. Vede, il programma… va bene, ci affidiamo al miglior professore universitario e ci farà il miglior programma del mondo. Però il problema è come metterlo in pratica. E cercherò di far capire alla gente di Calabria che questa è la cosa importante … Negli ultimi anni non abbiamo visto una buona applicazione del programma». Sì, è vero. Sulla carta si presentano tutti ben fatti condivisibili… Quello di Loiero, ricordo, era anche di grande eleganza formale… «Ma io aggiungo un paradosso. Prenderei il programma dell’ultimo governatore, e anche quello del precedente, sarà sicuramente un buon programma. Vuole che non parli di buona sanità, di viabilità, sviluppo, agricoltura? Quando mi chiedono quale sarà il primo punto di azione, rispondo: sarà quello di formare una squadra con presone di sicura professionalità, efficienti, che meritano, conferendo incarichi precisi a queste persone. Non tenendo deleghe per me, perché non ho nulla da gestire, affidandole agli assessori qualora venissimo eletti. E gli assessori ne risponderanno in modo collegiale, in riunioni frequenti e partecipate, in  modo che ognuno possa illustrare come sta portando avanti il programma e ognuno sarà responsabile di quel settore…». Callipo, ma a questo punto della storia lei attende un segno da parte del M5S? «Non credo che ci sarà un cenno da parte loro. Da parte mia c’è l’apertura per tutti, compreso oggi il M5S, anche se il capo politico Di Maio mi ha definito “il cavallo di Troia” del Pd. Non ho capito cosa voglia dire. Sapendo cosa è il “cavallo di Troia”, non capisco cosa vuol dire. Forse che io sarei entrato di nascosto, camuffato, negli ingranaggi dei 5Stelle per fare che cosa, preparare la loro rovina… Mah, non capisco, ma rispetto anche la sua opinione». E sul fronte “Sardine”:  ha avuto contatti con Jasmine Cristallo, in Calabria figura emergente del movimento spontaneo di giovani e non, tutti accomunati dall’essere contro populismi e sovranismi? «Ho avuto un contatto telefonico con la signora Cristallo domenica pomeriggio mentre scendevo al Palazzetto di Reggio Calabria per la Volley Vibo (è andata male per la squadra del cuore di Callipo, sconfitta al quinto set dalla squadra di Ravenna, ndr). Ci siamo scambiati qualche opinione e abbiamo deciso di incontrarci uno di questi giorni». E intanto ha incassato la benevolenza dell’imprenditore De Masi. «Beh, De Masi in effetti è stato il pungolo di tutto questo che avviene. È stato instancabile, e sicuramente mi darà una mano di aiuto in questa operazione che è molto delicata, difficile. Cercheremo di liberare i calabresi. I calabresi non sono liberi. Con la mia squadra cercheremo di liberare i calabresi che sono portatori di diritti come i lombardi, piemontesi, veneti. Dovranno avere gli stessi diritti verso la sanità e tutto il resto. E anche una migliore burocrazia. Sto percorrendo la provinciale 110, oltre un anno e mezzo fa è crollata parre della carreggiata e non hanno ancora messo mano a ripararla, e ci sono comuni come San Nicola, Vallelonga, la stessa Serra San Bruno che per raggiungerli bisogna percorrere una mulattiera. Nessuno prende provvedimenti. Questo vuol dire essere uomini liberi? Questo vuol dire vivere in una moderna civiltà? Non dobbiamo sempre essere lì a chiedere il favore, come nelle vecchie amministrazioni. Calza bene un versetto della poesia di Nicola Giunta che maldestramente recito: “Nani sugnu iddi /e vonnu a tutti nani” … Ovvero, questi personaggi sono dei nani e vogliono che la popolazione rimanga nana, che non si sviluppi, che i giovani non ragionino, non si facciano avanti, non arrivino alle amministrazioni, perché allora diventeranno giganti, e questi nani che ci amministrano scomparirebbero»." 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