Da circa tre anni fa parte della giunta Falcomata nel ruolo di assessore comunale all’Istruzione. Ma il suo impegno in politica risale a tanti anni addietro, nelle fila di Rifondazione Comunista, mostrando grande carattere ed una determinazione che poche volte si è notata nelle donne impegnate in politica. E proprio su quest’ultimo aspetto che le poniamo qualche domanda in un momento in cui il ruolo delle donne in politica viene considerato ormai un problema superato e forse un po’ demodé.
“Il ruolo della donna in politica – esordisce Anna Nucera – è una annosa questione che secondo me si pone ancora con forza. I dati della presenza femminile nelle istituzioni a tutti i livelli, a livello europeo risulta al 30 per cento, ci indicano che esiste ancora il problema. E su questo meglio non parlare dell’Italia o del Sud Italia in particolare. C’è un problema che attiene a tante cose: intanto la modalità stessa di fare politica, ai luoghi ed ai tempi. Spesso i luoghi di decisione non sono quelli frequentati dalle donne, tutte cose vissute sulla mia pelle dal momento che sono tanti anni che faccio politica. Il problema, quindi, esiste. Ed è un peccato perché veramente le donne possono dare molto alla politica. Lo stanno già dimostrando nei luoghi in cui operano, hanno un approccio diverso da quello degli uomini. Un approccio che tiene di più alla qualità della vita, la sensibilità, a quello che attiene veramente a quelle che sono le condizioni di vita. E questo è connaturato nell’essere donna”.
Cosa pensa rispetto alle cosiddette “quote rosa”?
“E’ un modo per garantire le donne. Vorrei un mondo dove non fossero necessario ma, devo essere sincera, sono utili perché questo è il mondo ma è una cosa che mi umilia parecchio. Sono una donna e conosco le potenzialità delle donne. E’ una cosa estremamente umiliante che ancora si debba parlare e bisogna utilizzare le quote rosa per garantire la presenza delle donne in politica ma bisogna fare di necessità virtù. Ma se questo permette a molte donne di poter entrare in politica, ben vengano. E’ evidente che poi la selezione si farà sulla qualità. In ogni caso, non sono né favorevole né contraria ma se permette a molte donne, magari preparate, di poter accedere alla politica ben vengano ma ripeto, è umiliante per noi donne”.
Parliamo adesso della situazione politica locale: massina confusione nel centrodestra e nel centrosinistra. Come se ne esce fuori?
“E’ un momento di confusione a tutti i livelli, un momento in cui veramente, per me che faccio politica da tanto tempo, non mi era mai capitato di vivere un periodo così confuso. In questo momento c’è tutto e il contrario di tutto. Nessuno può essere contento e nessuno può gridare alla vittoria. La confusione è totale. Credo che sia semplicistico sintetizzare il tutto dicendo che si tratta delle solite lotte che si fanno dentro i partiti. C’è dell’altro. C’è uno scadimento della politica che ha messo al centro persone e non progetti. E quando si opera così è evidente che la battaglia diventa personale e non ha niente a che vedere con la politica”.
Anche in questo momento si notano percorsi autonomi, a sinistra e destra. Lei pensa che la confusione esista anche in questo aspetto?
“Ripeto, il problema di oggi è parlare delle persone e non dei progetti. Si pongono veti su persone e non sui progetti ed io non sono abituata a questo modo di fare politica. Voglio ragionare sui progetti, sulle idee di città, di regione. Qui non è permesso di ragionare di questo. Noi come amministrazione, assieme al sindaco Falcomatà, ragioniamo di progetti, sono gli altri che spostano l’argomento. Credo che la politica sia progettualità, visione del mondo e delle cose. Se questo non c’è non mi interessano le persone ed in questo momento non si parla di progetti”.
Come vede il futuro prossimo?
“Voglio essere ottimista, credo che la politica con la p maiuscola debba ritornare in campo ridisegnando ognuno per la sua parte e ogni schieramento per quelli che sono i valori e gli ideali che stanno a loro fondamento, la città la regione, il mondo. E’ il tentativo che stiamo facendo in città con il sindaco falcomatà, è il tentativo che ha fatto, a mio parere, il governatore Oliverio alla Regione. Ma ripeto, se spostiamo i contenuti sulle persone e non sui progetti non ne usciamo più”.

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Sono una donna e conosco le potenzialità delle donne. E’ una cosa estremamente umiliante che ancora si debba parlare e bisogna utilizzare le quote rosa per garantire la presenza delle donne in politica ma bisogna fare di necessità virtù. Ma se questo permette a molte donne di poter entrare in politica, ben vengano. E’ evidente che poi la selezione si farà sulla qualità. In ogni caso, non sono né favorevole né contraria ma se permette a molte donne, magari preparate, di poter accedere alla politica ben vengano ma ripeto, è umiliante per noi donne”. Parliamo adesso della situazione politica locale: massina confusione nel centrodestra e nel centrosinistra. Come se ne esce fuori? “E’ un momento di confusione a tutti i livelli, un momento in cui veramente, per me che faccio politica da tanto tempo, non mi era mai capitato di vivere un periodo così confuso. In questo momento c’è tutto e il contrario di tutto. Nessuno può essere contento e nessuno può gridare alla vittoria. La confusione è totale. Credo che sia semplicistico sintetizzare il tutto dicendo che si tratta delle solite lotte che si fanno dentro i partiti. C’è dell’altro. C’è uno scadimento della politica che ha messo al centro persone e non progetti. E quando si opera così è evidente che la battaglia diventa personale e non ha niente a che vedere con la politica”. Anche in questo momento si notano percorsi autonomi, a sinistra e destra. Lei pensa che la confusione esista anche in questo aspetto? “Ripeto, il problema di oggi è parlare delle persone e non dei progetti. Si pongono veti su persone e non sui progetti ed io non sono abituata a questo modo di fare politica. Voglio ragionare sui progetti, sulle idee di città, di regione. Qui non è permesso di ragionare di questo. Noi come amministrazione, assieme al sindaco Falcomatà, ragioniamo di progetti, sono gli altri che spostano l’argomento. Credo che la politica sia progettualità, visione del mondo e delle cose. Se questo non c’è non mi interessano le persone ed in questo momento non si parla di progetti”. Come vede il futuro prossimo? “Voglio essere ottimista, credo che la politica con la p maiuscola debba ritornare in campo ridisegnando ognuno per la sua parte e ogni schieramento per quelli che sono i valori e gli ideali che stanno a loro fondamento, la città la regione, il mondo. E’ il tentativo che stiamo facendo in città con il sindaco falcomatà, è il tentativo che ha fatto, a mio parere, il governatore Oliverio alla Regione. Ma ripeto, se spostiamo i contenuti sulle persone e non sui progetti non ne usciamo più”. 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