“La Calabria non è una regione come le altre. Subisce, infatti, gli effetti devastanti della criminalità, della disoccupazione, del disavanzo sanitario e della mancata tutela ambientale: bonifiche sempre rinviate, ciclo dei rifiuti inesistente, inquinamento diffuso e perfino nascosto. A questo si aggiunga che la macchina amministrativa regionale è in mano a burocrati ‘quattro stagioni’, sopravvissuti a tutto e a tutti, responsabili in larga misura del mancato sviluppo e dell’uso improduttivo dei fondi europei”. Lo sostiene, in una nota, il deputato del Movimento 5 stelle Giuseppe d’Ippolito. “La povertà, la carenza di servizi, l’inefficienza di parte del sistema pubblico, le connivenze a vari livelli, l’elevato costo del denaro, l’inadeguatezza delle infrastrutture e dei trasporti – aggiunge – determinano crescente emigrazione di non ritorno, anche per la cura delle malattie. Così la Calabria si spopola e regredisce, i nostri giovani si allontanano e spesso li seguono le rispettive famiglie. In un contesto del genere, svanisce la possibilità concreta di rinnovamento, del quale la politica deve occuparsi con onestà, visione, prospettiva e lungimiranza. Senza ipocrisia. Siamo vicini alle Regionali. Voglio dunque parlare di idee e progetti. Non mi interessano i discorsi sulle alleanze, sui nomi, le sigle e gli schieramenti, che lascio volentieri ad altri. I calabresi dovrebbero pronunciarsi sui programmi, che invece passano ogni volta in secondo piano. Per quanto mi riguarda, occorre intervenire sul Servizio sanitario regionale, intanto risolvendo la questione dei conti. Per esempio con la proposta, che abbiamo già presentato in Parlamento, di modificare i criteri di ripartizione delle risorse alle Regioni. Con quelli attuali, la Calabria riceve 130 milioni all’anno in meno rispetto al proprio fabbisogno. Perciò accumula debiti, che poi lievitano a causa della cattiva gestione delle Aziende sanitarie e ospedaliere. C’è la necessità di superare il Piano di rientro dal disavanzo sanitario. Ed è urgente una riforma completa dell’organizzazione delle aziende del Servizio sanitario regionale e della rete dell’assistenza ospedaliera, fermo restando che va cambiata la classe dirigente e si devono intensificare i controlli sotto la responsabilità della politica”. “In tema di tutela dell’ambiente – dice ancora d’Ippolito – va riprogrammata la gestione dei rifiuti, puntando alla differenziata spinta reale, al riciclo e al riuso. Così creiamo occupazione ed economie: in breve un sistema virtuoso. Abbiamo bisogno di intervenire sui siti da bonificare e di cambiare mentalità e prassi sulle risorse, preziose, della nostra natura. No allo sfruttamento, alla cementificazione, agli inceneritori, al disordine, sì a ogni ragionamento sull’ambiente come bene comune, per la salute, per la vita e la comunità. E sì alla concertazione, all’ascolto dei territori, al rispetto della loro vocazione, anche per quanto concerne le politiche del turismo. Voglio evidenziare, poi, un altro punto essenziale e drammatico: la depurazione. In proposito, va rivisto tutto, con cognizione, pazienza, coraggio e solerzia. In questo caso servono come il pane competenza e fermezza, che noi 5 Stelle possiamo garantire. Sul lavoro e sullo Stato sociale occorrono investimenti importanti, anche con l’impiego dei fondi europei ed un collegamento diretto con il Governo nazionale, sul presupposto che l’Italia non può crescere se la Calabriaresta indietro. A tal riguardo va condotta in parallelo un’azione politica su quattro versanti: per la riduzione del costo del lavoro e dei prestiti bancari; per agevolazioni fiscali degne di questo nome; per l’istituzione di nuove Zes; per agevolare il Terzo settore e consentire ai meno abbienti un’esistenza dignitosa. Naturalmente è essenziale il contrasto della penetrazione e del condizionamento della ‘ndrangheta, a partire dai palazzi del potere. Per quanto concerne le infrastrutture, è indispensabile programmare con il governo misure specifiche per la Calabria e, in tema di trasporti, lavorare al rifinanziamento del sistema aeroportuale come investimento di sviluppo. Ciò ultimo richiede un confronto vivo con il governo nazionale e a livello europeo. Sul fronte della Cultura, occorre un lavoro a parte, di ricognizione e valorizzazione del patrimonio calabrese: storico, archeologico, museale, artistico e culturale”. “Ho voluto soltanto tratteggiare – afferma inoltre d’Ippolito – alcune linee programmatiche con cui il Movimento 5 Stelle potrebbe presentarsi agli elettori calabresi, mantenendo la propria identità di forza politica aperta alla discussione, al contributo dal basso e alle nuove idee. Penso, ad esempio, ai saperi acquisiti dalle nuove generazioni, alle esperienze di imprenditori e artigiani che si sono distinti e che hanno ottenuto risultati sul territorio. E penso a un collegamento diretto tra le università calabresi, le imprese e il territorio. Così come penso, non per ultimo, al riordino, finora mai avvenuto, degli enti regionali, al momento rimasto soltanto teorico e ogni volta rinviato per opportunismo od incapacità. Da qui vorrei aprire un dibattito, anche in rete, sottolineando che questa mia riflessione non è affatto da ritenersi completa, esaustiva. Resta, tuttavia, malgrado l’inevitabile sintesi, una base di confronto per un percorso, condiviso, di elaborazione di proposte in maniera orizzontale e partecipata”.

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