Dopo che l’Anac (l’Agenzia nazionale anti corruzione) ha recentemente ordinato all’Amministrazione di procedere alla rotazione dei dirigenti come da Piano triennale dell’Anticorruzione nonostante il tentativo della Giunta di differire al prossimo anno un obbligo stabilito al 30 settembre, non è ancora chiaro come l’organo politico abbia deciso di ottemperare alla delibera Anac (la numero 924 assunta nell’adunanza del 16 ottobre, e notificata il 25). Pare – rivela il sindacato CSA-Cisal – che prima del ponte festivo ci siano state due sessioni dell’esecutivo in cui si è discusso, anche fino a tarda ora, dell’argomento. Nonostante la rilevanza della materia, ad oggi, non risulta essere stata data alcuna comunicazione ufficiale delle determinazioni assunte. Eppure, il disciplinare dei lavori della Giunta prevede, all’articolo 14, che il presidente o un suo delegato indichi “al responsabile dell’Ufficio Stampa le notizie che ritiene di rendere pubbliche per opportuna informazione sull’attività della Giunta regionale”.

IL SILENZIO SULLA ROTAZIONE  

Eppure il tema è molto avvertito in Regione, tanto da essere diventato un tormentone negli ultimi mesi per la Giunta. Come più volte spiegato dal sindacato, alla misura della rotazione da Piano triennale Anticorruzione, la Giunta ha voluto “incrociare” la rotazione legata alla scadenza degli incarichi dei dirigenti di settore. Dunque la delibera di rotazione è strettamente legata al conferimento dei nuovi incarichi agli stessi dirigenti, anche per superare un regime di “reggenze” e relative proroghe che va avanti ormai da quest’estate. Un continuo procrastinare che ha ingenerato . seconda la Cisal – una situazione di precarietà e confusione. Si parla, è bene ricordare le proporzioni all’interno della macchina burocratica regionale, di circa cento unità. Una vera e propria rivoluzione, se portata elficamente a termine. 

I dirigenti non apicali, che l’Anac ha ribadito non essere sottoposti allo spoil system (come invece la Giunta regionale aveva lasciato intendere nella richiesta di “differimento”), sono lasciati nel limbo dell’incertezza. Domani, lunedì 4 novembre, al rientro dopo il lungo ponte, non sanno ancora se sono stati assegnati ad un altro settore e a quale. Molti, in assenza di informazioni ufficiali, parlano di totale mancanza di rispetto nei loro confronti e a cascata nei confronti dei dipendenti che non sanno a quale figura amministrativa debbano fare riferimento, secondo un cliché  che vede la politica decidere a scatola chiusa il destino dell’apparato amministrativo regionale senza nemmeno farlo sapere.

I DIRIGENTI DI SETTORE LASCIATI NEL LIMBO DALLA POLITICA – «Purtroppo – sottolinea il sindacato CSA-Cisal – non è la prima volta che ai dirigenti di settore viene riservato questo trattamento poco decoroso. Si ricorderà come alla scadenza degli incarichi fosse stata loro conferita la “reggenza”. Dopodiché si è proceduto alle proroghe. L’ultima delle quali è stata attivata un mese addietro (il 2 ottobre), peraltro a termini ampiamente scaduti poiché l’incarico era spirato il 30 settembre. Ora ci risiamo, almeno fino a lunedì 4 novembre (quattro giorni dopo la scadenza del 31 ottobre) i dirigenti di settore non sanno a chi rivolgersi e nemmeno in quale scrivania doversi accomodare per svolgere il proprio lavoro. Non sanno se la rotazione è stata applicata a tutti o una parte ne è stata dispensata. E questo è l’esempio di buona programmazione che si vuole dare della Regione Calabria? L’esecutivo, in particolare l’assessore al Personale, non ha avuto nemmeno l’accortezza di domandarsi se questo silenzio avrebbe provocato disagi tra i dirigenti. E il direttore generale del dipartimento “Organizzazione, Risorse Umane” – che dovrebbe aver istruito la pratica – perché non ha richiesto di inoltrare informazioni ufficiali ai suoi colleghi? Come si sentirebbe se per giorni restasse all’oscuro del suo destino lavorativo in Regione Calabria come sta accadendo ai dirigenti di settore?». «Uno dei punti fermi dell’operato dell’Ente regionale – afferma Cisal Csa – dovrebbe essere quello di mantenere una stabilità amministrativa concreta e responsabile, cosa che viene fortemente minacciata da tali condotte elusive. I dirigenti sono dei lavoratori che sicuramente hanno dei doveri da rispettare ma vantano anche diritti verso l’Amministrazione (la chiarezza, ad esempio) che, invece, ancora una volta tradisce lasciando gli stessi in una nebulosa. Chiediamo – conclude il sindacato CSA-Cisal – che sia immediatamente levato il velo posato sopra queste decisioni che tanto importanti sono per la continuità amministrativa dell’Ente. Non è ammissibile che atti che dovrebbero essere pubblici (se non addirittura pubblicizzati) siano a conoscenza di pochi eletti che non si capisce bene per quale motivo preferiscono il silenzio».

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Si parla, è bene ricordare le proporzioni all’interno della macchina burocratica regionale, di circa cento unità. Una vera e propria rivoluzione, se portata elficamente a termine.  I dirigenti non apicali, che l’Anac ha ribadito non essere sottoposti allo spoil system (come invece la Giunta regionale aveva lasciato intendere nella richiesta di “differimento”), sono lasciati nel limbo dell’incertezza. Domani, lunedì 4 novembre, al rientro dopo il lungo ponte, non sanno ancora se sono stati assegnati ad un altro settore e a quale. Molti, in assenza di informazioni ufficiali, parlano di totale mancanza di rispetto nei loro confronti e a cascata nei confronti dei dipendenti che non sanno a quale figura amministrativa debbano fare riferimento, secondo un cliché  che vede la politica decidere a scatola chiusa il destino dell’apparato amministrativo regionale senza nemmeno farlo sapere. I DIRIGENTI DI SETTORE LASCIATI NEL LIMBO DALLA POLITICA - «Purtroppo – sottolinea il sindacato CSA-Cisal – non è la prima volta che ai dirigenti di settore viene riservato questo trattamento poco decoroso. Si ricorderà come alla scadenza degli incarichi fosse stata loro conferita la “reggenza”. Dopodiché si è proceduto alle proroghe. L’ultima delle quali è stata attivata un mese addietro (il 2 ottobre), peraltro a termini ampiamente scaduti poiché l’incarico era spirato il 30 settembre. Ora ci risiamo, almeno fino a lunedì 4 novembre (quattro giorni dopo la scadenza del 31 ottobre) i dirigenti di settore non sanno a chi rivolgersi e nemmeno in quale scrivania doversi accomodare per svolgere il proprio lavoro. Non sanno se la rotazione è stata applicata a tutti o una parte ne è stata dispensata. E questo è l’esempio di buona programmazione che si vuole dare della Regione Calabria? L’esecutivo, in particolare l’assessore al Personale, non ha avuto nemmeno l’accortezza di domandarsi se questo silenzio avrebbe provocato disagi tra i dirigenti. E il direttore generale del dipartimento “Organizzazione, Risorse Umane” – che dovrebbe aver istruito la pratica – perché non ha richiesto di inoltrare informazioni ufficiali ai suoi colleghi? Come si sentirebbe se per giorni restasse all’oscuro del suo destino lavorativo in Regione Calabria come sta accadendo ai dirigenti di settore?». «Uno dei punti fermi dell’operato dell’Ente regionale – afferma Cisal Csa - dovrebbe essere quello di mantenere una stabilità amministrativa concreta e responsabile, cosa che viene fortemente minacciata da tali condotte elusive. I dirigenti sono dei lavoratori che sicuramente hanno dei doveri da rispettare ma vantano anche diritti verso l’Amministrazione (la chiarezza, ad esempio) che, invece, ancora una volta tradisce lasciando gli stessi in una nebulosa. 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