“Al peggio non c’è mai fine in Regione Calabria. In questo scorcio di fine legislatura la fallimentare amministrazione uscente sta cercando di occupare quante più poltrone possibile, aumentando i costi per i cittadini calabresi e sistemando i propri uomini per ipotecare un loro controllo anche nel prossimo governo regionale. Il Presidente Irto, nel prossimo Ufficio di Presidenza in Consiglio Regionale, annulli il regolamento e non proroghi il segretario generale”. E’ quanto afferma il deputato del MoVimento 5 Stelle Alessandro Melicchio “in merito – è detto in una nota – alla riunione dell’Ufficio di Presidenza del 22 ottobre, dove è stato modificato il regolamento degli uffici e dei servizi”. “Hanno sdoppiato e attribuito in modo articolato – prosegue Irto – funzioni diverse al Segretario/Direttore generale, con conseguente raddoppio della spesa, soldi che dovranno sborsare i cittadini e in barba ai rilievi della Corte dei Conti sugli sperperi del bilancio regionale. In una burocrazia consiliare che ha la più alta percentuale d’Italia nel rapporto dipendenti/consiglieri, con oltre 700 unità impiegate nelle strutture speciali e nei gruppi consiliari e un esborso di oltre 10 milioni di euro l’anno, s’introduce la possibilità di proroga quinquennale per l’attuale segretario/direttore generale e si sancisce che la nomina di tutta la burocrazia apicale possa avvenire attraverso le deliberazioni dell’Ufficio di Presidenza, un organismo in scadenza di mandato che potrebbe imporre i suoi uomini al nuovo Ufficio di Presidenza che verrà fuori dopo le elezioni. Tutto ciò è vergognoso e va fermato assolutamente”.

Il parlamentare M5s si sofferma anche sulla delibera per il fabbisogno del personale nel triennio 2019/21. “Ho ricevuto prosegue – diverse segnalazioni su quest’atto, che appare per giunta anonimo, come se ci si sia vergognato di firmarlo, che permetterebbe di stabilizzare, senza nessun concorso pubblico e con l’aumento delle spese del bilancio regionale, fedelissimi e accoliti di questa amministrazione. I giornalisti esterni, ad esempio, verrebbero considerati precari quando in realtà sono in possesso di un contratto fiduciario che li esclude dalle procedure previste dalla legge Madia. Non si è mai pensato, per contro, di istruire e completare il censimento sul precariato presso la Giunta regionale. Ma è tutto il clima ad essere ormai pessimo, per tutti i dipendenti del Consiglio regionale: un clima di vessazioni e di sudditanza nei confronti di chi rappresenta tale organismo e che ha determinato condizioni emarginanti di numerose unità di personale e lavorative. Non ultimo l’episodio una dipendente che, pare che a seguito dell’ennesima umiliazione subita, è stata colpita da un malore tale da necessitare dell’intervento del 118 presso la stessa sede del Consiglio regionale”. “Dobbiamo mandarli a casa – conclude il parlamentare – perché hanno fallito in tutto e lo faremo al più presto, alle prossime elezioni di gennaio, quando la Calabria avrà la grande occasione per liberarsi da tutto questo marciume votando il M5S”.

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