“Se qualcuno pensa che le polemiche continue, con conseguenti guerre tra poveri, vedi il caso dei precari, le indecisioni croniche e i giri a vuoto delle istituzioni commissariali, possano lenire i mali della sanita’ calabrese, allora non ha ben compreso la portata del disastro cui la Calabria sta andando incontro. L’impressione, che si riceve, e che inquieta non poco, e’ che soprattutto il governo nazionale non abbia ancora capito la gravita’ della situazione”. Lo dichiara Domenico Furgiuele, deputato della Lega. “Verrebbe da chiosare – aggiunge – che mentre i ‘medici’ studiano il malato muore, ma qui siamo ad un livello ancora piu’ grave, se vogliamo anche grottesco”. Secondo Furgiuele, “davanti a un quadro, quale quello reso noto recentemente dalla Corte dei Conti, che ci restituisce la carenza di personale e il penultimo posto della Calabrianella griglia dei Lea, il mostruoso ritardo nei pagamenti nei trasferimenti di risorse indispensabili al funzionamento del sistema, non si registra nessuna volonta’ di affrontare con la giusta determinazione il problema”.

“A cio’ – dice Furgiuele – si aggiunga che nel triennio 2019-2021 saranno all’incirca 38.000 le professionalita’ del mondo sanitario che andranno in pensione, diverse migliaia delle quali nella sola Calabria. Sullo sfondo gli effetti o meglio, i non effetti, del famigerato decreto-Calabria che hanno peggiorato, se vogliamo le cose. Alla luce di cio’, si deve al piu’ presto – dichiara – aprire a livello parlamentare una sessione di confronto seria sui rimedi da approntare nell’immediato. Limitarsi a parlare dei mali vecchi e nuovi di un comparto vitale non giova a nessuno, soprattutto alla salute dei cittadini. Una comunita’ regionale non puo’ essere lasciata sola in un momento cosi’ cruciale, pena la possibilita’ che il progressivo fiorire di disagi e carenze si ripercuota sull’ordine pubblico. Sull’emergenza sanitaria non ci si puo’ piu’ dividere, ma soprattutto non si puo’ piu’ fare filosofia”. Per il parlamentare della Lega “occorre tamponare l’emergenza studiando soluzioni immediate quali potrebbero essere il ricorso al principio delle graduatorie a scorrimento per guadagnare tempo prezioso in vista dello sblocco del turn over e dell’indizione di procedure concorsuali valide. A tal riguardo – annuncia – nei prossimi giorni interroghero’ i ministri della Salute e dell’Interno. Il progressivo decadimento della qualita’, e della quantita’ dei servizi sanitari, deve infatti preoccuparci anche sotto il profilo dell’ordine pubblico”.

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