CORIGLIANO ROSSANO (CS) &ndash Prima le strette di mano e i sorrisi di circostanza. Poi la tensione dei volti e lo sforzo per trattenere la frustrazione. I sindaci dell’Alto Ionio calabrese &ndash il ricco nord-est della regione più povera d’Italia&hellip &ndash sanno che i poteri conferiti loro dalla Costituzione sono assai limitati: non possono incidere sulle politiche sanitarie. E, con le mani legate, vivono con inquietudine il disagio che è proprio delle comunit à di provenienza: quando viene meno un servizio in ambito ospedaliero o sanitario sono sempre i primi cittadini a finire sulla graticola. Eppure, le responsabilit à delle scelte &ndash gli oneri e gli onori &ndash vanno ricercate altrove: nella Regione e nell’Ufficio del commissario per il Piano di rientro.

Saverio Cotticelli arriva per la prima volta, da quando si è insediato, nella Sibaritide. E ad attenderlo, a palazzo Garopoli (sede municipale) c’è il sindaco Flavio Stasi insieme a un ristretto numero di amministratori &ndash una delegazione &ndash in rappresentanza della fascia ionica che da Cariati raggiunge Trebisacce. Al centro del confronto invocato dai componenti della Conferenza dei sindaci c’è ovviamente la questione sanitaria perché le altre emergenze rappresentano materia da discutere in altri tavoli.

Cotticelli, prima di entrare nel Comune, si concede a telecamere, microfoni e taccuini. E sintetizza in due parole come stanno le cose: il suo compito, nell’ambito del &ldquoDecreto Calabria’, sar à quello di ottimizzare le risorse, evitare gli sprechi, elevare i livelli di assistenza sanitaria per stroncare l’emigrazione sanitaria verso la Basilicata e le regioni del Nord. E sar à, anche, quello di procedere alle assunzioni di nuovo personale nell’ambito di un Piano triennale di riorganizzazione che, in Calabria, dovrebbe partire a breve.

L’altra faccia della medaglia rispetto a questi buoni, e saggi, propositi? Se per ottenere gli obiettivi fissati (e sperati) sar à necessario rinunciare a qualche struttura &ldquoospedaliera doppione’ o chiss à a cos’altro verr à fatto, con buona pace dei campanilismi e delle assurde pretese di ogni cittadino che vorrebbe avere l’ospedale sotto casa.

Il punto, in realt à, è che l’incontro di questa mattina era stato invocato per un altro motivo: costringere il generale dell’Arma ad assumere impegni concreti su un altro punto centrale, e cioè la costruzione del nuovo ospedale della Sibaritide. Un tema rispetto al quale Cotticelli non era preparatissimo, visto che le competenze in materia quantomeno di monitoraggio gli sono state attribuite proprio attraverso la recente approvazione del Decreto Calabria che non si capisce bene se, e in che misura, verr à rimodulato dal nuovo governo giallo-rosso. Sino ad oggi, il commissario regionale era infatti stato impegnato a rincorrere le emergenze da un punto all’altro della regione, preoccupandosi di dover approntare un Piano complessivo (e complesso) di riorganizzazione sanitaria da far tremare i polsi. Ma ora dovr à anche assumersi l’onere di fornire risposte proprio su questi temi che i sindaci dell’area ionica, affiancati al deputato 5 Stelle Francesco Sapia, hanno posto sul tavolo: quando verr à realizzato questo benedetto mega-ospedale che il territorio attende da ben 19 anni?

Un interrogativo rispetto al quale Cottielli ha assunto un impegno netto: nella prossima settimana verr à convocato un tavolo tecnico per fare il punto della situazione e dare una svolta definitiva ai progetti sinora in capo alle competenze dirette (con risultati scandalosi) delle giunte regionali che si sono succedute negli ultimi tre lustri.

E nel frattempo? Nel frattempo ciò che i sindaci hanno chiesto al commissario è stato sin troppo prevedibile: assunzioni per evitare la chiusura notturna del Pronto soccorso di Corigliano, apparecchiature radiologiche per Trebisacce, ambulanze per il servizio &ldquo118′, attivazione di posti letto (ne mancano almeno 110 all’appello) nei vari presidi ospedalieri territoriali, interventi di riorganizzazione del personale medico e infermieristico. Cioè: hanno chiesto atti concreti e programmabili in tempi record nell’attesa che riprendano i lavori del nuovo ospedale.

Missione compiuta, dunque? No, per niente. Ma nessuno era così illuso da pretendere che dopo un faccia a faccia, con la bacchetta magica, si potessero mettere a segno colpi politici da sgranare gli occhi. Un passo in avanti è stato fatto, sì, visto che Cotticelli ha assunto l’onere di procedere, nelle prossime ore, a una attenta analisi delle sollecitazioni pervenute dai sindaci. Ma qualche altro passo più in l à andr à fatto nei prossimi giorni, nel caso in cui agli impegni assunti stamattina non faranno seguito atti e fatti concreti. Perché la Sibaritide è stanca di attendere nuovi ospedali, nuove strade, nuovi investimenti nel turismo e in agricoltura, nuove tratte ferrate, nuovi fondi per il Parco archeologico, nuovi impegni per il rafforzamento degli apparati giudiziari. è stanca, cioè, delle solite promesse.

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