Come ogni anno a fine anno arriva la ghigliottina sui lavoratori e sulla popolazione calabrese per la prospettiva annunciata dai tagli che determineranno la riduzione dei servizi di trasporto pubblico locale.
Questa volta il rischio è concreto, infatti, a pochi giorni dalla scadenza dei contratti di servizio non c’è certezza di risorse per i rinnovi. Si profilano due mesi di passione a fine anno in quanto l’associazione datorile ANAV, che racchiude le aziende private di Tpl, ha minacciato la messa in mobilità dei lavoratori delle aziende private per la mancata certezza delle risorse vantate e per l’incertezza del rinnovo del contratto di servizio. Per quanto riguarda la società Ferrovie della Calabria invece, oltre a subire per la parte gommata analoga sorte delle aziende private, la stessa vanta ancora crediti da parte della regione, ancora non riscossi dopo l’accordo stato/regione del 2012 che ha decretato il passaggio delle quote societarie dal Ministero dei Trasporti alla Regione Calabria.
Oltretutto, il Presidente della Regione insieme all’Assessore Musmanno, avevano dato assicurazione di intervenire per annullare la delibera che decretava l’alienazione delle quote societarie che Ferrovie della Calabria detiene nella società consortile “Cometra” e che a fine legislatura, visto che ancora la regione non è intervenuta, ha il sapore della beffa nei confronti dei lavoratori di Ferrovie della Calabria.
Tutto ciò è inaccettabile per la popolazione calabrese e l’Unione Sindacale di Base non starà a guardare, unitamente alle altre sigle sindacali di categoria calabresi ha dichiarato lo stato di agitazione del personale del trasporto pubblico locale e in Calabria sarà mobilitazione generale se non ci sarà da parte della regione un cambio di rotta.
Di fronte a questi fallimenti politici e finanziari – tutti in capo a chi governa la Calabria con “disinvoltura “ è inaccettabile che siano sempre i cittadini gli studenti calabresi a doverci rimettere, fatto increscioso ed intollerabile per cui chiediamo ai responsabili regionali, senza alcuna propaganda elettorale – fatti concreti – di affrontare e risolvere le questioni che riguardano il trasporto calabrese.
Sono anni orami – moltissimi lustri – che denunciamo come il Trasporto Pubblico Locale è sempre stato uno strumento di gestione del potere che ha determinato clientele e “buchi finanziari” senza precedenti, oltre ad indagini penali nelle varie provincie calabresi, – assistendo sempre ad un solo balletto delle poltrone regionali e provinciali, risultato – incapacità di governare la gestione del TPL senza fare disastri finanziari; a carico della comunità calabrese.
La USB, ha già in cantiere le opportune azioni di lotta al fine di evitare altre mobilitazioni e tagli al personale, abbiamo già tanti licenziamenti in atto – evitare i tagli che riguardano migliaia di chilometri; e soprattutto non si inventassero di aumentare il costo dei biglietti per risanare i loro danni economici.

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