Ferdinando Schipano e Alessandra Baldari, della Fp Cgil, scrivono al Presidente della Regione Mario Oliverio e al dirigente generale della Risorse umane Bruno Zito per condannare il piano di stabilizzazione deciso dalla Giunta regionale.
«In riferimento alle convulse e pasticciate operazioni di questi giorni, sulle continue modiche al piano del fabbisogno del personale 2019-2021, senza nessun confronto sindacale, atte a procedere a varie stabilizzazione di precari nella Regione Calabria» la Fp Cgil conferma «la posizione contraria «espressa precedentemente con nota ufficiale, congiuntamente a Uil Fpl e CislFp. Tale nota chiedeva la revoca della delibera di giunta regionale 329/2019, e il conseguente coinvolgimento del sindacato. L’inadeguatezza di tale delibera è sotto gli occhi di tutti. In particolare – dice la Fp Cgil –, la stabilizzazione sia ai sensi del comma 1 che del comma 2 dell’art 20 della legge Madia, senza neppure aver mai istruito e completato il censimento sul precariato presso la Giunta regionale; le inutili, oltre che onerose previsioni assunzionali nella dirigenza e le irrisorie possibilità per progressioni di carriera del personale interno, ne dimostrano i limiti evidenti. La vostra risposta alla nostra richiesta di revoca è stata, viceversa, quella di raddoppiare e poi triplicare. Avete, infatti prodotto altre due delibere nel giro di un giorno, la 474 del 30 ottobre e la 511 del 31 ottobre, naturalmente senza aver pubblicato ancora alcun allegato. In buona sostanza – si contesta – avete deliberato senza delibera».
«L’Ente – ricostruisce la Fp Cgil – ha trasmesso alle organizzazioni sindacali solamente una nota avente ad oggetto “circolare n. 3/2017 del Ministro per la semplificazione e la pubblica Amministrazione”, tra l’altro dimenticando completamente la componente sindacale interna (RSU)». La Fp Cgil non è contro «l’abbattimento del precariato nella Pubblica Amministrazione, tutt’altro, riteniamo, tuttavia, che la stabilizzazione del personale non può essere usata come una clava in piena campagna elettorale, senza nessuna distinzione tra percorsi diversi e senza alcun paletto, mortificando, tra l’altro, come già detto, il personale interno. Noi chiedevamo una valutazione approfondita del potenziale impatto delle misure da adottare ed esprimere osservazioni ed eventuali proposte. Avete ritenuto inutile il nostro contributo, dimostrando la scarsa propensione al confronto. Produrre ed approvare atti di così grande impatto e non sentire il dovere di aprire un attento ed approfondito confronto con le rappresentanze sindacali non vi fa certo onore e vi costringe verso l’isolamento più assoluto».
«Caro Presidente Oliverio – termina la lettera del segretario generale Baldari e di Schipano – pensavamo che il confronto avuto con lei avrebbe consentito di mettere da parte definitivamente le contraddizioni e le incomprensioni nella gestione del personale, ritornando a più corrette relazioni sindacali. Probabilmente ci siamo sbagliati. Riteniamo, tuttavia che esistano ancora le condizioni per affrontare quest’ultimo scorcio di mandato amministrativo in maniera quantomeno dignitosa. Per fare ciò si chiede l’annullamento delle delibere oggetto di discussione. Al Presidente della delegazione trattante si chiede la sospensione di ogni avviso pubblico atto alla stabilizzazione e l’immediata convocazione di un tavolo sindacale. Purtroppo la sensazione che questo Ente dà è quella di un pachiderma che cammina lentamente verso il baratro, si auspica che ci sia un sussulto di orgoglio utile ad invertire la rotta».

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