Le problematiche e le criticità che impediscono ai cittadini di questa provincia di poter fruire dignitosamente di uno dei più importanti diritti garantiti dalla Costituzione italiana che attiene la salute, quod valde dolendum è, oramai, certezza assoluta. Ciò discende, anche, da un Servizio Sanitario Nazionale che ha assunto diverse velocità sul territorio Italiano, esprimendo al nord performance simili a quelle garantite dalla Svezia o dalla Germania, ed uno o più al Sud riconducibili a quelle erogate della Romania. In Calabria la sanità è assimilabile ad un convitato di pietra e nella nostra provincia le cure sanitarie di qualità sono un vago ricordo (salvo le eccezioni che confermano puntualmente la regola). Oggi la sanità nostrana risalta agli onori della cronaca per corruzione e perniciosa infiltrazione sia della ndrangheta che della massoneria deviata, oramai super specializzate nell’intercettare qualunque risorsa finanziaria destinata alla collettività, come recentemente dimostrato, per altro settore, dall’operazione mala gestio a cura della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e dell’impeccabile Comando Provinciale della Guardia di Finanza. Ritengo quindi indispensabile che le migliori energie, applicate in tutti i settori della società civile, debbano convergere in un unico grande sforzo proteso nella difesa spasmodica di quel poco che ancora funziona e rimane a servizio dei cittadini. Questo è proprio il caso emblematico della Struttura sanitaria dell’Hospice di Via delle Stelle che con i suoi 10 posti letto, ed i 30 accessi di assistenza domiciliare in 13 anni di attività ha esplicitato un invidiabile score di migliaia di pazienti trattati (più di 3000), curati ed assistiti senza mai fare registrare un solo episodio di mala-sanità. L’alto livello di prestazioni erogate nel campo delle delicate cure palliative vengono, plasticamente certificate ed attestate quotidianamente dai pazienti e dai loro parenti che fanno spontaneamente registrare la loro fattiva solidarietà all’Hospice, garantendo l’acquisto di farmaci, presidi sanitari e derrate alimentari. Questa Struttura vanta, poi, una equipe socio-amministrativo-sanitaria di tale professionalità ed umanità, collaudata nel tempo, che le fanno meritare senza meno l’appellativo di ECCELLENZA. Nonostante la preziosa opera urbi et orbi riconosciuta, la insipienza e la cinica visione di quanti sono preposti a gestire la cosa pubblica sta ponendo in serio pericolo la continuità assistenziale, i 54 posti di lavoro e la sopravvivenza di uno dei pochi punti certi di riferimento nel desolante pianeta sanitario reggino. Tutto ciò essendo incomprensibilmente sconsolante e mortificando una intera comunità non è perdonabile a chicchessia, pertanto se l’attuale Direzione dovesse assumere la consapevolezza che manchi ad essa il necessario background per guidare un’ASP con un bacino d’utenza di circa 550 mila abitanti, con un bilancio di 800 milioni ed un debito di un miliardo di euro, saremmo loro grati indicandoli imperituramente quale esempio di rara umiltà. Un’ASP complessa e complicata come la nostra, giudicata quale “l’Azienda più disastrata d’Europa” necessita, probabilmente, di altre e più adeguate professionalità aduse a
misurarsi con parametri gestionali non riconducibili al governo amministrativo di enti comunali. Stessa identica valutazione, se non più severa, il Sindacato dedica al documentato e fragoroso fallimento rappresentato dalla governance del Presidente della giunta regionale Mario Oliverio ed. altresì, all’ormai ectoplasmatico Commissario all’inesistente Piano di Rientro Cotticelli. Mentre si consente il rinnovo di prestazioni a ditte che sono state dichiarate interdette dalla locale Prefettura, il perdurare dell’attività sanitarie non accreditate e/o in carenza di convenzione, si fa la voce grossa con l’Hospice corrispondendole solo 1/12 di quanto dovuto abbandonando nell’incertezza 54 dipendenti e centinaia di pazienti oncologici. La pratica di non rinnovare il contratto all’Hospice adducendo, contradditori, illegittimi, sterili e risibili motivazioni, nel mentre si continua a pretendere l’erogazione delle preziose ed insostituibili prestazioni non credo sia riconducibile ad una condotta gestionale apprezzabile sotto il profilo della legalità. Per queste motivazioni la UIL, esorta il grande cuore dei cittadini reggini a palpitare a difesa dell’Hospice ed a tale proposito invita S.E. l’arcivescovo, la deputazione nazionale, il Presidente del Consiglio Regionale, il Sindaco della città, i Consiglieri regionali, comunali e della città Metropolitana , il Presidente del Consiglio Regionale, i parenti dei degenti, le associazioni, i sindacati, i movimenti, i giovani e le donne, gli studenti i cittadini tutti a partecipare alla manifestazione che si terrà giovedì 10 ottobre c.m. con inizio alle ore 10,00 nel piazzale antistante l’Hospice in via delle Stelle S.Sperato dopo aver ricevuto tanto da questa struttura, siamo chiamati ad un atto di riconoscenza facendo scudo con una simbolica catena umana atta a proteggerla dall’avidità e dal malaffare imperante nella sanità. Che l’Hospice diventi la vertenza dell’intera città. Il Segretario Generale Nuccio Azzarà

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Oggi la sanità nostrana risalta agli onori della cronaca per corruzione e perniciosa infiltrazione sia della ndrangheta che della massoneria deviata, oramai super specializzate nell'intercettare qualunque risorsa finanziaria destinata alla collettività, come recentemente dimostrato, per altro settore, dall'operazione mala gestio a cura della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e dell'impeccabile Comando Provinciale della Guardia di Finanza. Ritengo quindi indispensabile che le migliori energie, applicate in tutti i settori della società civile, debbano convergere in un unico grande sforzo proteso nella difesa spasmodica di quel poco che ancora funziona e rimane a servizio dei cittadini. Questo è proprio il caso emblematico della Struttura sanitaria dell'Hospice di Via delle Stelle che con i suoi 10 posti letto, ed i 30 accessi di assistenza domiciliare in 13 anni di attività ha esplicitato un invidiabile score di migliaia di pazienti trattati (più di 3000), curati ed assistiti senza mai fare registrare un solo episodio di mala-sanità. L'alto livello di prestazioni erogate nel campo delle delicate cure palliative vengono, plasticamente certificate ed attestate quotidianamente dai pazienti e dai loro parenti che fanno spontaneamente registrare la loro fattiva solidarietà all'Hospice, garantendo l'acquisto di farmaci, presidi sanitari e derrate alimentari. Questa Struttura vanta, poi, una equipe socio-amministrativo-sanitaria di tale professionalità ed umanità, collaudata nel tempo, che le fanno meritare senza meno l'appellativo di ECCELLENZA. Nonostante la preziosa opera urbi et orbi riconosciuta, la insipienza e la cinica visione di quanti sono preposti a gestire la cosa pubblica sta ponendo in serio pericolo la continuità assistenziale, i 54 posti di lavoro e la sopravvivenza di uno dei pochi punti certi di riferimento nel desolante pianeta sanitario reggino. Tutto ciò essendo incomprensibilmente sconsolante e mortificando una intera comunità non è perdonabile a chicchessia, pertanto se l'attuale Direzione dovesse assumere la consapevolezza che manchi ad essa il necessario background per guidare un'ASP con un bacino d'utenza di circa 550 mila abitanti, con un bilancio di 800 milioni ed un debito di un miliardo di euro, saremmo loro grati indicandoli imperituramente quale esempio di rara umiltà. Un'ASP complessa e complicata come la nostra, giudicata quale “l'Azienda più disastrata d'Europa” necessita, probabilmente, di altre e più adeguate professionalità aduse a misurarsi con parametri gestionali non riconducibili al governo amministrativo di enti comunali. Stessa identica valutazione, se non più severa, il Sindacato dedica al documentato e fragoroso fallimento rappresentato dalla governance del Presidente della giunta regionale Mario Oliverio ed. altresì, all'ormai ectoplasmatico Commissario all'inesistente Piano di Rientro Cotticelli. Mentre si consente il rinnovo di prestazioni a ditte che sono state dichiarate interdette dalla locale Prefettura, il perdurare dell'attività sanitarie non accreditate e/o in carenza di convenzione, si fa la voce grossa con l'Hospice corrispondendole solo 1/12 di quanto dovuto abbandonando nell'incertezza 54 dipendenti e centinaia di pazienti oncologici. La pratica di non rinnovare il contratto all'Hospice adducendo, contradditori, illegittimi, sterili e risibili motivazioni, nel mentre si continua a pretendere l'erogazione delle preziose ed insostituibili prestazioni non credo sia riconducibile ad una condotta gestionale apprezzabile sotto il profilo della legalità. Per queste motivazioni la UIL, esorta il grande cuore dei cittadini reggini a palpitare a difesa dell'Hospice ed a tale proposito invita S.E. l'arcivescovo, la deputazione nazionale, il Presidente del Consiglio Regionale, il Sindaco della città, i Consiglieri regionali, comunali e della città Metropolitana , il Presidente del Consiglio Regionale, i parenti dei degenti, le associazioni, i sindacati, i movimenti, i giovani e le donne, gli studenti i cittadini tutti a partecipare alla manifestazione che si terrà giovedì 10 ottobre c.m. con inizio alle ore 10,00 nel piazzale antistante l'Hospice in via delle Stelle S.Sperato dopo aver ricevuto tanto da questa struttura, siamo chiamati ad un atto di riconoscenza facendo scudo con una simbolica catena umana atta a proteggerla dall'avidità e dal malaffare imperante nella sanità. Che l'Hospice diventi la vertenza dell'intera città. 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