La Calabria, si sa, è una regione particolare, piena di paradossi, con tanti problemi e tante qualità.

Tra meno di due mesi i calabresi saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo governo regionale, il parlamentino che decreterà le sorti della nostra regione in quella che sembra sempre di più la tornata elettorale più importante dal regionalismo ad oggi.

Molti hanno chiarito le loro posizioni, come il Movimento 5 Stelle che ha scelto come candidato il professore Francesco Aiello, indicato dai maggiorenti regionali all’indomani della scelta maturata di presentarsi alle elezioni, spegnendo gli entusiasmi dell’onorevole Dalila Nesci che fino all’ultimo minuto ci aveva sperato. Lo stesso Aiello però è inviso a qualcuno, che chiede maggiore concertazione.

Il Partito Democratico ha scelto Pippo Callipo, non risolvendo però il conflitto interno che vede al momento il governatore uscente Mario Oliverio ancora in corsa, a maggior ragione dopo l’inaugurazione del suo comitato politico nei pressi dell’aeroporto di Lamezia. Chissà se domani, quando il segretario Nicola Zingaretti aprirà le danze per Callipo Presidente ci sarà anche il governatore uscente.

Il centrodestra invece vive un incubo che ha materializzato con le sue stesse mani. Da oltre un anno il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto si è proposto come “sindaco della Calabria”. A sostenerlo, almeno fino a ieri, c’era tutta Forza Italia che sperava di incontrare i favori anche di Fratelli d’Italia e della Lega. Ma i guai giudiziari di Occhiuto non convincono il carroccio che chiede un altro nome. Il rischio di disperdere un vantaggio accumulato nel tempo è alto se non si esce dal guado nel quale il centrodestra si è cacciato. Forza Italia manterrà dritta la barra difendendo la bontà della scelta su uno dei fratelli Occhiuto, o li sacrificherà sull’altare delle ragioni di una coalizione che sembra più che mai a trazione leghista?

Ma in un momento di indecisione quasi cosmica per le sorti del centrodestra calabrese, c’è chi non vuole perdere tempo, non vuole perdere il vantaggio sugli avversari. C’è chi indipendentemente da quale sarà il candidato governatore che dovrà sostenere ha già le idee chiare, rompe gli indugi e lancia la sua candidatura aprendo con netto anticipo la sua segreteria politica.

È Candeloro Imbalzano. Un passato da socialista, cosi come si evince dalla sua biografia reperibile sul sito del Consiglio Regionale della Calabria: “Fin dall’età giovanile, Imbalzano è stato dirigente politico del Psi con incarichi provinciali, regionali ed è anche stato dirigente nazionale del Nuovo Psi fino al 2006”.

Candeloro Imbalzano non è un novizio della politica. Nato a Reggio Calabria il 4 luglio 1947 è laureato in Economia e Commercio. Coniugato, già dirigente del gruppo bancario San Paolo – Banco di Napoli. Il figlio Pasquale siede oggi tra i banchi di palazzo San Giorgio, sede del consiglio Comunale di Reggio Calabria.

Dal 1983 al 1988 è consigliere comunale di Reggio Calabria per il Psi. Per lo stesso partito, ricopre la carica di assessore dal 1988 al 1989, con delega allo Sport ed alle Politiche abitative. Dal 1989 al 1992 è capogruppo consiliare dello stesso partito e dal giugno 1992 a luglio dello stesso anno è Vicesindaco di Reggio Calabria.Nel maggio 2001, è rieletto consigliere comunale di Reggio Calabria e da luglio 2002, fino al 13 aprile 2010 è ininterrottamente assessore al Lavoro ed alle Attività produttive con Scopelliti sindaco. È amante degli animali, in particolare dei gatti, ed è appassionato di tutti gli sport, pratica in particolare lo sci”.

Da socialista passa poi alle fila di varie liste civiche vicine al centrodestra che sostenevano l’allora sindaco Scopelliti, dal quale riceverà le deleghe di assessore comunale al lavoro e alle attività produttive. Insieme all’ex governatore, dopo essere stato eletto in consiglio regionale nel 2010 con 4780 preferenze, traghetta armi e bagagli nelle fila del Nuovo Centro Destra di alfaniana memoria, dove porta anche il figlio. Con NCD si ricandida alla carica di consigliere nel 2014 racimolando solo 3666 preferenze. Dopo un periodo di indecisione traghetta insieme al figlio in Forza Italia.

Un paradosso tutto in salsa calabrese. Una vita spesa in politica con risultati che non sta a noi giudicare, e una frenesia immensa nel riproporsi ai suoi elettori ancor prima di conoscere il candidato governatore per la propria coalizione. Come a dire, chiunque va bene, basta che mi candido. Un paradosso come detto, ma reale. La danza per uno scranno a palazzo Campanella, almeno a Reggio Calabria, è già iniziata.

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