C’è aria tesa in casa Catanzaro, gli ultimi deludenti risultati non sono piaciuti né alla dirigenza che ha deciso di sollevare dall’incarico Auteri e consegnare la squadra a Grassadonia, né alla piazza che ha scelto di contestare la squadra aprendo le prime crepe in un rapporto sempre solido finora sotto la presidenza di Noto. Appaiono, infatti, nei pressi dello stadio striscioni e scritte abbastanza eloquenti. A Bari, al debutto sotto la guida tecnica di Grassadonia la scossa non è arrivata, quindi il Catanzaro che ospita il Rende è una squadra ferita, un pugile messo all’angolo che ha bisogno di un sussulto per tirare fuori quella voglia di rivalsa e di riprendersi le posizioni di classifica che le competono. Al cospetto dei giallorossi scende un Rende che non è un avversario docile e mansueto, ma dopo la vittoria con la Sicula Leonzio la squadra di Tricarico non ha nessuna intenzione di fermarsi e vuole cominciare ad inanellare una serie positiva che la porti fuori dalla zona pericolante. In gare del genere a fare la differenza è la paura, se i giallorossi riuscissero a scacciare i fantasmi che li hanno accompagnati nelle ultime prestazioni, la riacquisizione di fiducia sarebbe un contributo a livello mentale capace di rindirizzare la stagione, altrimenti l’effetto domino sarebbe dietro l’angolo. In un Catanzaro che scende in campo in maglia gialla viene confermato quasi totalmente l’11 di Bari, con l’unica eccezione di Giannone in luogo di Nicastro. Debutto al “Ceravolo” per il tecnico Grassadonia. Rende in campo con in avanti il tridente Vivacqua-Morselli-Giannotti e con Loviso – non al meglio – che parte in panchina. Si segnala un Fischnaller accompagnato in campo da una maschera a protezione del volto a causa di problemi al setto nasale.

Primo tempo: Partono per niente intimoriti i biancorossi, che hanno voglia di preparare uno sgambetto ai giallorossi e nelle prime frazioni di gara guadagnano la metà campo avversaria. Al 2’ è provvidenziale a Quaranta a salvare in extremis il tentativo di Giannotti sfuggito in contropiede a tutta la retroguardia giallorossa. Pochi minuti dopo primo giallo della gara indirizzato al giovane Tascone che è costretto ad intervenire in maniera irregolare per fermare la ripartenza ospite. Altro contropiede altra impreparazione della difesa giallorossa con Figliomeni che salva in scivolata su Vivacqua. Inizio da brividi per i giallorossi. Il primo squillo dei giallorossi arriva solo al 16’, buona la proposizione di Statella sulla destra che crossa in mezzo, Fischnaller si arpiona in girata ma la conclusione è una telefonata per Savelloni. Al 27’ succede il temuto: il Rende va in vantaggio con l’ennesima sfondata a destra di Vivacqua, il tentativo del numero 9 biancorosso viene fermato da Di Gennaro, che nulla può sulla corrente Morselli che di sinistro ribatte in rete. Cala il gelo sul “Ceravolo”, interrotto solo dai sonori fischi indirizzati alla squadra.
Reazione di nervi ed immediata del Catanzaro, che con Kanoutè riporta il discorso in parità; dopo una serie di finte, il senegalese effettua una conclusione da fuori area che viene deviata in maniera decisiva dalla difesa ospite e vale l’1-1 al 29’. Il Catanzaro prova ad alzare i ritmi: prima un’ottima sortita offensiva a sinistra di Tascone imbecca Statella che da solo in area impatta in una conclusione debole e facile preda del numero del Rende; poi, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il colpo di testa di Kanoutè è centrale e termina ancora fra le braccia del portiere ospite.

Secondo tempo: La seconda frazione inizia senza nessun cambio operato dai due tecnici, in campo ci sono gli stessi 22 del primo tempo. Al Catanzaro il pari non serve, è Tascone al 4’ a testare i riflessi di Savelloni guadagnando un corner. Iniziano i cambi da ambo le squadre: per il Rende dentro Loviso e Collocolo al posto dell’autore del gol Morselli e di Ndiaye, per il Catanzaro entrano Mangni e Risolo in luogo di Tascone e Fischnaller. Non ci sono grosse emozioni nei primi 20’ di gioco, lo spartito è sempre lo stesso, il Catanzaro è padrone del campo, ma il suo possesso palla è sterile e non frutta concrete occasioni da gol, né pericoli per la difesa ospite, si ripete il copione delle ultime partite. Al 24’ entra anche Nicoletti al posto di Favalli. Al 28’ Statella prova a sfondare da destra, il primo dribbling è buono, il secondo meno ma riesce comunque a recuperare il pallone e appoggiarlo per la conclusione di sinistro di Maita che viene deviata dal portiere avversario in angolo. Il Catanzaro prova a fare sua la gara con una ripartenza, al 35’ Risolo trova Kanoutè con tutto il campo a disposizione sulla sinistra, il numero 7 giallorosso arriva a ridosso dell’area di rigore e tenta una conclusione a giro che si rivela pessima spegnendosi altissima sul fondo. Il Rende, comprensibilmente, comincia a perdere tempo, giallo a Savelloni che ritarda la rimessa di gioco, ma l’odore di un risultato positivo si fa sempre più intenso. Infatti, non ci sono ulteriori emozioni ed il sig. Garofalo di Torre del Greco decreta la fine dell’incontro dopo 5’ di recupero.

Derby amaro per il Catanzaro che interrompe la serie di 3 sconfitte consecutive, con un pareggio che ha il sapore di una disfatta.
La squadra di Grassadonia è apparsa scollata tra i vari reparti, in difficoltà di idee e di gioco, uscendo tra i bordanti fischi del “Ceravolo”. I giocatori non sono apparsi una squadra coordinata e capace di offrire sortite pericolose, rapide e convincenti, ma le azioni di Maita e compagni si sono rivelate macchinose e prevedibili. Così anche il Rende, la seconda peggiore difesa del campionato, è apparsa capace di non correre pericoli e sicura al cospetto delle offensive giallorosse. Ennesimo avvio di gara regalato agli avversari ed ennesimo gol subito nella prima frazione di gioco a dimostrazione di come manchi fiducia e collaudo nei meccanismi difensivi. Il Rende, in trasferta finora aveva ottenuto un solo punto (al Partenio contro l’Avellino), nel derby contro le aquile scrive il primo pareggio nelle statistiche di questo incontro e si porta fuori dall’ultima posizione che significa retrocessione diretta. L’involuzione tecnico/tattica e caratteriale dei giallorossi non si riesce a spiegare. Poco più di un mese fa questa squadra era prima e lanciata verso l’obiettivo promozione diretta, adesso l’ultima in classifica può venire al “Ceravolo” a dire la sua e a fare punti. Grassadonia, adesso avrà una settimana di tempo per trovare la chiave di volta e riportare serenità ad una squadra apparsa impaurita e troppo fragile mentalmente. Intanto, si fanno forti le voci di dimissioni formalizzate da parte del ds Logiudice. Seguiranno aggiornamenti.

La classifica play-off
Ad Avellino arriva la quarta vittoria consecutiva per la Reggina ormai sempre più salda in testa al campionato con 28 punti e lanciata verso la promozione diretta; si allontana il Potenza, che rimane in seconda posizione, ma la cui sconfitta a Monopoli porta a 4 le lunghezze di ritardo; terzo posto per la Ternana che pareggia a Vibo 1-1; non ne approfitta il Bari che nel pareggio a reti bianche di Catania perde la possibilità di portarsi al secondo posto e viene raggiunta al quarto posto dal Monopoli; sesta piazza per la Viterbese vincente contro la Sicula Leonzio; agguanta la settima posizione il Teramo uscita vittoriosa nel confronto diretto con la Casertana che rimane una lunghezza dietro; in coabitazione con la Casertana ci sono proprio i giallorossi ed il Catania che con il nuovo tecnico Lucarelli non riescono a dare quella sterzata alla stagione che imporrebbe la qualità della loro rosa.

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Al cospetto dei giallorossi scende un Rende che non è un avversario docile e mansueto, ma dopo la vittoria con la Sicula Leonzio la squadra di Tricarico non ha nessuna intenzione di fermarsi e vuole cominciare ad inanellare una serie positiva che la porti fuori dalla zona pericolante. In gare del genere a fare la differenza è la paura, se i giallorossi riuscissero a scacciare i fantasmi che li hanno accompagnati nelle ultime prestazioni, la riacquisizione di fiducia sarebbe un contributo a livello mentale capace di rindirizzare la stagione, altrimenti l’effetto domino sarebbe dietro l’angolo. In un Catanzaro che scende in campo in maglia gialla viene confermato quasi totalmente l’11 di Bari, con l’unica eccezione di Giannone in luogo di Nicastro. Debutto al “Ceravolo” per il tecnico Grassadonia. Rende in campo con in avanti il tridente Vivacqua-Morselli-Giannotti e con Loviso – non al meglio – che parte in panchina. Si segnala un Fischnaller accompagnato in campo da una maschera a protezione del volto a causa di problemi al setto nasale. Primo tempo: Partono per niente intimoriti i biancorossi, che hanno voglia di preparare uno sgambetto ai giallorossi e nelle prime frazioni di gara guadagnano la metà campo avversaria. Al 2’ è provvidenziale a Quaranta a salvare in extremis il tentativo di Giannotti sfuggito in contropiede a tutta la retroguardia giallorossa. Pochi minuti dopo primo giallo della gara indirizzato al giovane Tascone che è costretto ad intervenire in maniera irregolare per fermare la ripartenza ospite. Altro contropiede altra impreparazione della difesa giallorossa con Figliomeni che salva in scivolata su Vivacqua. Inizio da brividi per i giallorossi. Il primo squillo dei giallorossi arriva solo al 16’, buona la proposizione di Statella sulla destra che crossa in mezzo, Fischnaller si arpiona in girata ma la conclusione è una telefonata per Savelloni. Al 27’ succede il temuto: il Rende va in vantaggio con l’ennesima sfondata a destra di Vivacqua, il tentativo del numero 9 biancorosso viene fermato da Di Gennaro, che nulla può sulla corrente Morselli che di sinistro ribatte in rete. Cala il gelo sul “Ceravolo”, interrotto solo dai sonori fischi indirizzati alla squadra. Reazione di nervi ed immediata del Catanzaro, che con Kanoutè riporta il discorso in parità; dopo una serie di finte, il senegalese effettua una conclusione da fuori area che viene deviata in maniera decisiva dalla difesa ospite e vale l’1-1 al 29’. Il Catanzaro prova ad alzare i ritmi: prima un’ottima sortita offensiva a sinistra di Tascone imbecca Statella che da solo in area impatta in una conclusione debole e facile preda del numero del Rende; poi, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il colpo di testa di Kanoutè è centrale e termina ancora fra le braccia del portiere ospite. Secondo tempo: La seconda frazione inizia senza nessun cambio operato dai due tecnici, in campo ci sono gli stessi 22 del primo tempo. Al Catanzaro il pari non serve, è Tascone al 4’ a testare i riflessi di Savelloni guadagnando un corner. Iniziano i cambi da ambo le squadre: per il Rende dentro Loviso e Collocolo al posto dell’autore del gol Morselli e di Ndiaye, per il Catanzaro entrano Mangni e Risolo in luogo di Tascone e Fischnaller. Non ci sono grosse emozioni nei primi 20’ di gioco, lo spartito è sempre lo stesso, il Catanzaro è padrone del campo, ma il suo possesso palla è sterile e non frutta concrete occasioni da gol, né pericoli per la difesa ospite, si ripete il copione delle ultime partite. Al 24’ entra anche Nicoletti al posto di Favalli. Al 28’ Statella prova a sfondare da destra, il primo dribbling è buono, il secondo meno ma riesce comunque a recuperare il pallone e appoggiarlo per la conclusione di sinistro di Maita che viene deviata dal portiere avversario in angolo. Il Catanzaro prova a fare sua la gara con una ripartenza, al 35’ Risolo trova Kanoutè con tutto il campo a disposizione sulla sinistra, il numero 7 giallorosso arriva a ridosso dell’area di rigore e tenta una conclusione a giro che si rivela pessima spegnendosi altissima sul fondo. Il Rende, comprensibilmente, comincia a perdere tempo, giallo a Savelloni che ritarda la rimessa di gioco, ma l’odore di un risultato positivo si fa sempre più intenso. Infatti, non ci sono ulteriori emozioni ed il sig. Garofalo di Torre del Greco decreta la fine dell’incontro dopo 5’ di recupero. Derby amaro per il Catanzaro che interrompe la serie di 3 sconfitte consecutive, con un pareggio che ha il sapore di una disfatta. La squadra di Grassadonia è apparsa scollata tra i vari reparti, in difficoltà di idee e di gioco, uscendo tra i bordanti fischi del “Ceravolo”. I giocatori non sono apparsi una squadra coordinata e capace di offrire sortite pericolose, rapide e convincenti, ma le azioni di Maita e compagni si sono rivelate macchinose e prevedibili. Così anche il Rende, la seconda peggiore difesa del campionato, è apparsa capace di non correre pericoli e sicura al cospetto delle offensive giallorosse. Ennesimo avvio di gara regalato agli avversari ed ennesimo gol subito nella prima frazione di gioco a dimostrazione di come manchi fiducia e collaudo nei meccanismi difensivi. Il Rende, in trasferta finora aveva ottenuto un solo punto (al Partenio contro l’Avellino), nel derby contro le aquile scrive il primo pareggio nelle statistiche di questo incontro e si porta fuori dall’ultima posizione che significa retrocessione diretta. L’involuzione tecnico/tattica e caratteriale dei giallorossi non si riesce a spiegare. Poco più di un mese fa questa squadra era prima e lanciata verso l’obiettivo promozione diretta, adesso l’ultima in classifica può venire al “Ceravolo” a dire la sua e a fare punti. Grassadonia, adesso avrà una settimana di tempo per trovare la chiave di volta e riportare serenità ad una squadra apparsa impaurita e troppo fragile mentalmente. Intanto, si fanno forti le voci di dimissioni formalizzate da parte del ds Logiudice. Seguiranno aggiornamenti. La classifica play-off Ad Avellino arriva la quarta vittoria consecutiva per la Reggina ormai sempre più salda in testa al campionato con 28 punti e lanciata verso la promozione diretta; si allontana il Potenza, che rimane in seconda posizione, ma la cui sconfitta a Monopoli porta a 4 le lunghezze di ritardo; terzo posto per la Ternana che pareggia a Vibo 1-1; non ne approfitta il Bari che nel pareggio a reti bianche di Catania perde la possibilità di portarsi al secondo posto e viene raggiunta al quarto posto dal Monopoli; sesta piazza per la Viterbese vincente contro la Sicula Leonzio; agguanta la settima posizione il Teramo uscita vittoriosa nel confronto diretto con la Casertana che rimane una lunghezza dietro; in coabitazione con la Casertana ci sono proprio i giallorossi ed il Catania che con il nuovo tecnico Lucarelli non riescono a dare quella sterzata alla stagione che imporrebbe la qualità della loro rosa. " ["post_title"]=> string(71) "Un pareggio che sa di sconfitta. 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