Annichiliti dal pareggio interno contro il Rende, i giallorossi si preparano alla settimana di lavoro in vista del match del “Ceravolo” che li vedrà opposti all’Avellino. Le voci circolate ieri sulle dimissioni del ds Logiudice, sono destituite di ogni fondamento, il ds ha richiesto un confronto col presidente ma rimane saldo al suo posto e a gennaio sarà l’artefice di una rivoluzione sul mercato che vedrà lo sfoltimento del numero dei giocatori in rosa ed il puntellamento dell’organico con calciatori utili alla causa ed all’idea di calcio di Grassadonia. Nella conferenza stampa post-Rende, l’allenatore dei giallorossi ha evidenziato gli errori effettuati nella disamina della partita: «Siamo stati confusionari, facendo molte letture sbagliate, se non siamo attenti e concentrati e non c’è comunicazione totale da parte della squadra si va in difficoltà. Si paga la serenità che non c’è», e sulle soluzioni per interrompere questa striscia negativa la ricetta di Grassadonia è il lavoro: «bisogna lavorare sugli aspetti più semplici, a cominciare dall’aspetto mentale».

Il tecnico campano non può di certo essere ritenuto il responsabile dell’ultimo periodo negativo, non avendo avuto ancora una settimana piena di lavoro a disposizione. Saranno gli aspetti psicologici i punti primari su cui soffermarsi, in una squadra sembrata troppo timorosa e fragile caratterialmente. Le note positive arrivano a centrocampo: De Risio è ormai prossimo al rientro e Tascone si sta rivelando una preziosa risorsa nello scacchiere delle aquile. Dal salto di qualità della zona nevralgica del campo passano necessariamente le sorti di questo Catanzaro, incapace finora di fornire adeguate occasioni da rete ai suoi attaccanti e di garantire il filtro necessario a protezione della difesa. Il pacchetto difensivo dovrebbe recuperare Celiento che riprenderà il suo posto a destra, consentendo di migliorare i meccanismi difensivi apparsi poco sincronizzati e talvolta quasi improvvisati. In avanti tornerà Bianchimano che tornerà al centro dell’attacco portando fisicità e gioco di sponda.

L’Avellino è un avversario ostico e dopo le polemiche arbitrali nella partita contro la Reggina da parte del vulcanico allenatore Ezio Capuano, arriverà a Catanzaro per dare battaglia.

Il grande e viscerale amore dei tifosi non mancherà neanche nella sfida agli irpini, che si aspettano una gara di carattere. Il decimo posto è un bottino troppo misero per questo Catanzaro, partorito con ben altre ambizioni ed aspettative. L’obiettivo adesso è trasformare i fischi in applausi.

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