Potrebbero risultare del tutto irregolari le sedute delle commissioni consiliari di Palazzo Luigi Razza tenute fino ad oggi. E, di conseguenza, tutti gli atti discussi e approvati potrebbero essere considerati completamente illegittimi, nulli. Insomma, il lavoro portato avanti in questi ultimi mesi potrebbe andare definitivamente perduto. Gettato alle ortiche. 

Il tutto, peraltro, sarebbe da attribuire per intero a un vero e proprio scivolone amministrativo dell’attuale presidente del consiglio comunale di Vibo Valentia Giuseppe Muratore, colui che, a suo tempo, ha stabilito come e quando convocare le commissioni consiliari, ma, soprattutto, in che modo dovessero essere invitati a partecipare alle sedute i singoli componenti. In pratica senza alcun invito formale, scritto, per intenderci, ai consiglieri comunali interessati. Per sapere delle riunioni delle commissioni serve fare riferimento solo al calendario. Punto e basta. 

I fatti. Il caso, decisamente spinoso, è stato sollevato pochi giorni addietro da parte dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Domenico e Luisa Santoro. In una nota, infatti, inviata proprio a Muratore, i due esponenti dell’opposizione hanno, tra l’altro, spiegato al presidente del civico consesso che «le commissioni svolte senza una specifica convocazione inviata ai consiglieri sono inefficaci e da considerare nulle se non sono state convocate tramite lettera Pec». Visto, quindi, che «queste commissioni continuano a riunirsi senza inviare l’ordine del giorno in forma scritta ai singoli consiglieri e che  – hanno aggiunto sempre i rappresentanti della minoranza – si continua a sostenere di non essere obbligati ad emettere una specifica convocazione per ogni riunione», i due esponenti pentastellati hanno diffidato i presidenti delle commissioni interessate a svolgere ulteriori riunioni senza effettiva convocazione via Pec.

Muratore, preso atto dell’allarmante missiva, ha immediatamente chiesto al segretario generale dell’ente Domenico Scuglia di rilasciare motivato parere in ordine al caso sollevato dai consiglieri di opposizione, «nonché – ha puntualizzato sempre Muratore nella sua richiesta a Scuglia – adottare o richiedere l’adozione dei consequenziali atti amministrativi eventualmente necessari anche per il regresso». 

E qui arriva il colpo di scena. Scuglia dà a Muratore una vera e propria “lezione” amministrativa. In una articolata quanto documentata risposta, piena di riferimenti normativi e di richiami alla legge, il segretario generale di Palazzo Razza, tra le altre cose, ha spiegato nel dettaglio a Muratore i termini e le modalità delle convocazioni delle commissioni consiliari.   

«La convocazione –  ha fatto sapere quindi il segretario al presidente dell’Aula consiliare – è l’invito formale rivolto ai componenti a riunirsi entro un tempo congruo in un certo luogo e in una certa data, effettuata dal presidente. È un atto richiesto ai fini della regolare costituzione del collegio, volto a permettere l’intervento nel processo decisionale dei singoli componenti. Il suo omesso invio – ha sottolineato ancora Scuglia nella sua risposta – entro i termini stabiliti, a tutti i componenti (che concretizza un vizio procedimentale) rende irregolare la seduta e quindi illegittime le deliberazioni in esso adottate». Quanto alle modalità di consegna dell’avviso di convocazione ai singoli componenti delle commissioni, queste possono «prevedere sia la consegna “tradizionale” dell’avviso che l’utilizzo della Pec». 

Il fatto grave, dunque, è che l’invito ai singoli componenti a prendere parte alle rispettive sedute delle commissioni consiliari (tutte tranne la II) non è mai stato consegnato per iscritto e non vi è mai stata alcuna altra forma di consegna (né brevi manu, quindi, tanto memo tramite Pec). Stando, pertanto, alla minuziosa risposta del segretario Scuglia, il presidente del consiglio comunale Muratore avrebbe sbagliato sia nel metodo che nel merito della faccenda. Tanto da mettere a rischio sedute e pratiche fin qui licenziate. 

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In pratica senza alcun invito formale, scritto, per intenderci, ai consiglieri comunali interessati. Per sapere delle riunioni delle commissioni serve fare riferimento solo al calendario. Punto e basta.  I fatti. Il caso, decisamente spinoso, è stato sollevato pochi giorni addietro da parte dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Domenico e Luisa Santoro. In una nota, infatti, inviata proprio a Muratore, i due esponenti dell’opposizione hanno, tra l’altro, spiegato al presidente del civico consesso che «le commissioni svolte senza una specifica convocazione inviata ai consiglieri sono inefficaci e da considerare nulle se non sono state convocate tramite lettera Pec». Visto, quindi, che «queste commissioni continuano a riunirsi senza inviare l’ordine del giorno in forma scritta ai singoli consiglieri e che  - hanno aggiunto sempre i rappresentanti della minoranza - si continua a sostenere di non essere obbligati ad emettere una specifica convocazione per ogni riunione», i due esponenti pentastellati hanno diffidato i presidenti delle commissioni interessate a svolgere ulteriori riunioni senza effettiva convocazione via Pec. Muratore, preso atto dell’allarmante missiva, ha immediatamente chiesto al segretario generale dell’ente Domenico Scuglia di rilasciare motivato parere in ordine al caso sollevato dai consiglieri di opposizione, «nonché - ha puntualizzato sempre Muratore nella sua richiesta a Scuglia - adottare o richiedere l’adozione dei consequenziali atti amministrativi eventualmente necessari anche per il regresso».  E qui arriva il colpo di scena. Scuglia dà a Muratore una vera e propria “lezione” amministrativa. 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